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Premio di produttività: aliquota ordinaria Vs agevolata

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Redazione We Wealth
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19 Novembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • La Legge di stabilità 2016 ha dato il via ad una modalità di tassazione agevolata che prevede un’imposta sostitutiva dell’Irpef, e le relative addizionali, pari al 10%

  • Attenzione perché non si deve solo raggiungere l’obiettivo ma anche incrementarlo

Quando si può applicare ad un premio di produttiva un’aliquota ordinaria e quanto una agevolata?

Aliquota ordinaria per i premi di produttività di un dipendente di una società di assicurazioni se in sede di sottoscrizione del contratto era ben chiaro il target da raggiungere per l’applicazione di un regime di favore. Questa in sintesi la risposta dell’Agenzia delle entrate.

 

Ma andiamo con ordine e analizziamo i fatti.

Partiamo dal presupposto che secondo l’Amministrazione finanziaria la società in questione è dalla parte del giusto. Secondo l’istante, invece, alla firma del contratto l’unico elemento a conoscenza della società erano i dati del 1° semestre 2019 e quindi il raggiungimento dell’obiettivo incrementale non poteva essere certo. Questo è importate per il caso in questione perché la Legge di stabilità 2016 ha messo dato il via ad una modalità di tassazione agevolata che prevede un’imposta sostitutiva dell’Irpef, e le relative addizionali, pari al 10% per i “premi di risultato di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili sulla base dei criteri definiti con il decreto di cui al comma 188”.

Per fare sì che questo regime agevolato si possa applicare si deve dunque verificare che al termine del periodo previsto dal contratto si debba essere verificato un incremento in uno degli obiettivi indicanti. Questo porta dunque alla conclusione che non basta che l’obiettivo sia raggiunto. Deve essere un miglioramento, altrimenti il regime fiscale agevolato non può vedere la luce.

A questo l’Amministrazione finanziaria sottolinea che le società utilizzano indicatori affidabili per la stima dei risultati raggiunti. Nel caso di specie le valutazioni fatte dall’azienda in merito all’obiettivo incrementale sono attendibili secondo l’Agenzia delle entrate.

Infine è da ricordare come spetti al sostituto d’imposta verificare la sussistenza o meno dei requisiti richiesti per la tassazione agevolata (come già ribadito nella risoluzione n. 36/2020). Il documento di prassi ha quindi chiarito che se nel contratto aziendale viene specificato che il raggiungimento dell’obiettivo incrementale è incerto alla data della sua sottoscrizione, dato che il parametro adottato è suscettibile a delle variabilità, l’azienda, sotto la propria responsabilità, può applicare l’imposta sostitutiva del 10% se al termine del periodo l’obiettivo prefissato è raggiunto.

Basandosi dunque sui fatti emersi e sulle precedenti decisioni prese l’Agenzia delle entrate non può concordare con quanto detto dall’istante. E dunque sarà prevista un’aliquota ordinaria per i premi di produttività di un dipendente di una società di assicurazioni se in sede di sottoscrizione del contratto era ben chiaro il target da raggiungere per l’applicazione di un regime di favore.

 

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