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Passaggio generazionale esentasse per preservare la società

Passaggio generazionale esentasse per preservare la società

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

30 Luglio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’obiettivo di questa agevolazione è dare la possibilità all’imprenditore e al titolare di una partecipazione societaria di pianificare in anticipo la propria successione aziendale

     

  • Chi beneficia dell’acquisto gratuito della società dovrà presentare, oltre che la dichiarazione di successione o l’atto di donazione anche (in base ai casi) la prosecuzione dell’attività per almeno 5 anni

Il legislatore ha infatti previsto che in presenza di determinate condizioni i trasferimenti di aziende, rami di azienda, quote e azioni sociali a favore dei discendenti e del coniuge non sono soggetti all’imposta sulle successioni e donazioni

Passaggio generazionale esentasse. Il legislatore ha infatti previsto che in presenza di determinate condizioni i trasferimenti di aziende, rami di azienda, quote e azioni sociali a favore dei discendenti e del coniuge non sono soggetti all’imposta sulle successioni e donazioni.

I requisiti

I requisiti necessari variano in base all’oggetto di trasferimento:

  1. Se vengono cedute quote o azioni di società di capitali è necessario che per effetto del trasferimento l’acquirente acquisisca o integri il controllo della società. E inoltre l’acquirente conservi il controllo della società per almeno 5 anni
  2. Se invece vengono cedute quote di società di persone è necessario che l’acquirente prosegua l’attività per almeno 5 anni. In questo caso non è necessario il requisito del controllo.
  3. Se infine la società o un ramo viene ceduta è necessario che l’acquirente prosegua l’esercizio dell’attività per almeno 5 anni

A tutto ciò si aggiunge che chi beneficia dell’acquisto gratuito della società dovrà presentare, oltre che la dichiarazione di successione o l’atto di donazione anche (in base ai casi) la prosecuzione dell’attività per almeno 5 anni.

Il vantaggio fiscale

Il beneficio fiscale consistente dunque nella non applicazione dell’imposta sulle successioni e donazioni. Questa si applica a prescindere dal valore del trasferimento.

Da aggiungere che nel caso in cui la società che viene trasferita o donata sia comprensiva di beni immobili, anche su questi non saranno dovute le imposte ipotecaria e catastale.

L’obiettivo di questa agevolazione è dare la possibilità all’imprenditore e al titolare di una partecipazione societaria di pianificare in anticipo la propria successione aziendale, in modo da individuare il soggetto più adatto a continuare a gestire l’attività. Inoltre, l’evitare le imposte serve anche per non far frammentare un’azienda o una partecipazione societaria, tra gli eredi dopo la morte dell’imprenditore. Il beneficio è dunque applicabile ai trasferimenti che avvengono per effetto di disposizioni: causa di morte, donazioni, atti a titolo gratuito, costituzione di vincoli di destinazione e i patti di famiglia.

La norma fa riferimento solo ai trasferimenti fatti nei confronti dei discendenti e del coniuge. La cassazione ha però fornito ulteriori chiarimenti, stabilendo come questa agevolazione possa essere applicata anche nei confronti del proprio nipote. E questo perché l’espressione “discendenti” deve essere intesa come tutti i discendenti in linea retta.

Più beneficiari

Nel caso in cui un genitore ha una partecipazione in una società pari al 90% del capitale, e vuole trasferirla ai suoi tre figli, ci sono due casi da considerare:

  • se la partecipazione di controllo è trasferita, in comunione ai tre figli, il requisito del controllo è soddisfatto. I beneficiari del trasferimento andranno ad esercitare infatti il diritto di voto attraverso un rappresentante comune
  • se, invece, la partecipazione di controllo è trasferita ai tre figli in modo che ciascuno di questi riceva una partecipazione del 30% del capitale della società, il requisito del controllo non è soddisfatto.
Giorgia Pacione Di Bello
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