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Le misure fiscali a sostegno di imprese e persone fisiche

Le misure fiscali a sostegno di imprese e persone fisiche

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Alessandro Montinari
Alessandro Montinari

17 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Rinvio generalizzato dei pagamenti tributari al 20 marzo per imprese e persone fisiche con ulteriori proroghe legate a maggio e giugno in base a fatturato e attività

  • Rinvio al 30 giugno dei termini di pagamento di cartelle di pagamento e degli atti esecutivi

  • Sospensione fino al 15 aprile dei contenziosi tributari pendenti e di tutti i termini processuali

Il governo Conte ha approvato una manovra economica da 25 miliardi di denaro fresco a beneficio di famiglie, imprese e lavoratori che attiverà flussi per 350 miliardi. Sospesi gli adempimenti tributari e i termini processuali con il Decreto legge “Cura Italia”

Si tratta di una manovra economica da 25 miliardi di denaro fresco a beneficio di famiglie, imprese e lavoratori” che attiverà “flussi per 350 miliardi”. Così il presidente Conte, a margine del Consiglio dei ministri di lunedì 16 marzo che ha licenziato il Decreto legge denominato “Cura Italia” (Dl n.18 del 17 marzo 2020). La parte fiscale del provvedimento si presta a una prima analisi a poche ore dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (S.G n. 70 del 17 marzo) in attesa della conversione in legge. Fredde le prime reazioni dei professionisti.

L’intervento, con riferimento all’asse fiscale, interessa diverse macro aree e in particolare i pagamenti fiscali e previdenziali in scadenza a marzo, le attività di accertamento e i controlli fiscali, i pagamenti dipendenti da cartelle e atti impositivi, le udienze e termini processuali a cui si aggiungono misure specifiche sempre in capo tributario. La finalità del provvedimento è quella di intervenire sulla liquidità in modo da scongiurare il rischio di “scomparsa definitiva delle imprese nei settori maggiormente colpiti”. In alcuni casi però si tratta di mini proroghe che rinviano solo a breve le scadenze. Probabile un intervento di ritocco con provvedimenti successivi.

Ecco gli interventi più significativi in campo fiscale contenuti nel decreto già in vigore dal 17 marzo

Pagamenti di imposte in scadenza modulati per fatturato e attività e adempimenti

Viene disposto un rinvio al 20 marzo dei termini e degli adempimenti tributari in scadenza il 16 marzo per tutte le imprese e i lavoratori autonomi. Il rinvio riguarda sia i versamenti tributari di Iva e annuale e mensile e le ritenute alla fonte. Anche i contributi previdenziali e quelli Inps soggiacciono alla medesima proroga. Il pagamento potrà avvenire alla scadenza in unica soluzione con 5 rate.

Per le imprese ed esercenti arti e professioni con ricavi o compensi inferiori a 2 milioni il pagamento è posticipato al 31 maggio in unica soluzione e mediante 5 rate mensili di pari importo.

Per i settori sport, arte, cultura, trasporto e ristorazione, educazione e assistenza e altri, i versamenti Iva in scadenza a marzo, delle ritenute alla fonte, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi Inail in scadenza a marzo dovranno essere effettuati il 31 maggio in unica soluzione o in cinque rate mensili di pari importo come già previsto per i soggetti che operano nel settore turismo-ricettivo, agenzie di viaggio e tour operator.

Per le società sportive dilettantistiche e professionistiche la sospensione del versamento di ritenute e contributi opera fino al 30 giugno.

Differimento al 31 maggio del termine di versamento del 28 febbraio, relativo alla cosiddetta «rottamazione-ter».

Vengono posticipati al 30 giugno anche tutti gli adempimenti tributari in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio diversi dai versamenti e dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e dalle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale. Si tratta tra l’altro della presentazione della dichiarazione annuale Iva. Rimangono confermate invece alle ordinarie scadenze le comunicazioni dei dati relativi al modello 730 precompilato e quelle degli oneri detraibili in scadenza il 31 marzo.

Per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400 mila euro nel 2019, i ricavi e i compensi percepiti tra la data di entrata in vigore del decreto e il 31 marzo non sono assoggettati su opzione a ritenuta a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per lavoratori dipendenti o assimilati. Le ritenute sono da questi versate entro il 31 maggio in unica soluzione o in 5 rate.

Accertamenti e controlli – Istanze di interpello

Vengono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio i termini relativi alle attività di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e contenzioso da parte degli enti impositori (salvo quanto previsto in relazione alla liquidazione delle imposte e al controllo formale).

Sono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio i termini per le risposte da parte dell’Agenzia delle Entrate alle istanze di interpello formulate dai contribuenti su tematiche fiscali.

Ai termini di decadenza e prescrizione ordinari si applica l’estensione di due anni per gli enti impositori. Il periodo di imposta 2015 potrà quindi essere accertato fino al 2022.

Cartelle di pagamento e avvisi di accertamento

Sul fronte delle cartelle di pagamento di AE Riscossione e degli avvisi di accertamento emessi dall’agenzia delle Entrate, dell’agenzia delle Dogane e dei monopoli, delle ingiunzioni di pagamento e degli atti esecutivi emessi dagli enti territoriali, in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio, i termini di pagamento sono posticipati al 30 giugno in unica soluzione. Rimangono fuori dall’intervento gli avvisi bonari.

 

Udienze tributarie e atti processuali

Le udienze tributarie già fissate nel periodo dal 9 marzo al 15 aprile sono rinviate a data successiva al 15 aprile. Dal 9 marzo al 15 aprile è altresì sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto compresi quelli relativi ai procedimenti non ancora avviati (come i ricorsi, le impugnazioni e i ricorsi con reclamo).

 

Altre misure tributarie

Per le imprese viene previsto un credito di imposta in misura del 60% del canone di affitto di marzo dei negozi e botteghe categoria catastale C/1. Il credito di imposta può essere utilizzato solo in compensazione con il modello F24 e non dà luogo a rimborso.

Per le erogazioni liberali in denaro effettuate a favore dello stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, delle associazioni per fronteggiare l’emergenza da coronavirus viene prevista una detrazione dalle imposte sui redditi per le persone fisiche e enti non commerciali in misura del 30% della donazione applicata ad un tetto massimo di 30 mila euro.

Per le erogazioni liberali effettuate da imprese si applica una deduzione sul reddito con lo stesso meccanismo previsto per le donazioni a favore delle aree terremotate.

Premio di 100 euro non tassato per i lavoratori dipendenti che abbiano prestato lavoro in sede (no smart working) nel mese di marzo a condizione che possiedano un reddito complessivo di importo non superiore a 40 mila euro.

Il premio è parametrato ai giorni di lavoro. Credito di imposta nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino ad un massimo di 20 mila euro per il periodo di imposta 2020.

 

Le prime reazioni a caldo dei tributaristi

Perplessi i professionisti che reputano la parte fiscale non sufficiente e solo in parte rispondente alle istanze presentate. La sospensione dei termini fino al 20 marzo è troppo stretta e non porterà alcun beneficio concreto. Tutti i versamenti e gli adempimenti avrebbero dovuto essere sospesi fino al 31 luglio in linea con la durata dello stato di emergenza. Dall’altro lato il Fisco si attribuisce un’estensione dei termini di accertamento di due anni in più a fronte di una sospensione dei pagamenti di pochi giorni.

Non piace neanche la disposizione che a fronte del pagamento delle imposte alle originarie scadenze, poi sospese dal decreto, prevede la possibilità di pubblicazione del nome sul sito del Mef per un ritorno in termini di “immagine”.

Alessandro Montinari
Alessandro Montinari
Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. Collabora da più di un decennio con uno studio boutique del centro di Milano.
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