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La Svizzera resta la meta preferita dei paperoni inglesi

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  • Un terzo degli asset esteri presenti nelle banche elvetiche appartengono a clienti inglesi

  • L’India ha incrementato la ricchezza all’interno delle banche svizzere, invertendo la tendenza degli ultimi anni

le banche svizzere gestiscono circa 403 miliardi di franchi proveniente da cittadini e società del Regno Unito

Gli inglesi aumentano la loro quantità di denaro nelle banche svizzere. A dirlo sono i dati pubblicati venerdì scorso dalla Banca nazionale svizzera secondo i quali un terzo degli asset esteri presenti nelle banche elvetiche appartengono a clienti inglesi. Si è stimato come le banche svizzere gestiscano dunque circa 403 miliardi di franchi proveniente da cittadini e società del Regno Unito. Numero che ha visto un aumento del 12%, rispetto all’anno scorso.

Al secondo posto, rimangono stabili gli Stati Uniti anche se è stato registrato un calo del 6% nella ricchezza presente nelle banche svizzere. Proseguendo nella classifica delle prime della classe troviamo: la Francia, Hong King, le Bahamas, la Germania, il Guernsey, il Lussemburgo e le Isole Cayman.

Scendendo nella classifica si trovano i paesi Bric come la Cina (al 20° posto) con 160 miliardi di franchi, la Russia (al 23°) con 135 miliardi di franchi, il Brasile (al 61°) con 19 miliardi di franchi e il Sud Africa (al 67°) con 1,5 miliardi di franchi presenti nelle banche svizzere.

Un paese che ha incrementato la ricchezza all’interno delle banche svizzere, invertendo la tendenza degli ultimi anni, è l’India. Il denaro depositato negli istituti elvetici, dagli indiani è infatti cresciuto di oltre il 50%, toccando quota 1,01 miliardi di franchi nel 2017. Questi dati non hanno però lasciato indifferenti l’opinione pubblica che ha attaccato il governo. E’ stato sostenuto infatti che l’esecutivo stia incentivando i cittadini indiani a portare la ricchezza fuori dal paese. Mossa, che se così fosse, non sarebbe in linea con le politiche internazionali tra Svizzera e India.

L’anno prossimo i due paesi inizieranno infatti lo scambio automatico di informazioni. Questo adempimento fiscale comporta dunque che tutti i contribuenti indiani che cercheranno di bypassare l’Agenzia delle entrate nazionale, spostando i soldi in Svizzera, verranno segnalati dalle autorità elvetiche a quelle indiane. Inoltre, altro dato da considerare, è la ricchezza presente nelle banche svizzere nel 2006. In quell’anno si raggiunsero quasi i 7 miliardi di franchi. È dunque da considerare che l’aumento registrato nel 2017 è inferiore di 5,46 miliardi rispetto al 2006. Inoltre, dopo gli scandali fiscali, quali i Panama Papers e i Bahamas leaks, a livello mondiale si sta prestando sempre più attenzione all’evasione fiscale internazionale. Inoltre, la stessa Unione europea a fine 2017 ha annunciato la lista dei paradisi fiscali extra Ue. Nella lista delle giurisdizioni che hanno promesso entro la fine dell’anno di aggiornare i loro sistemi fiscali rendendoli compliace alle regole Ue c’è anche la Svizzera.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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