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La pandemia si mangia l’eredità dei millennial

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

10 Novembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • La ricchezza che sarebbe dovuta finire nella mani dei millennial sta piano piano evaporando

  • I proprietari di aziende che avrebbero potuto vendere ora devono cercare, in un modo o nell’altro, come tenere aperta la società

Il paese dei paperoni dice addio al suo passaggio generazionale da 68 mila miliardi di dollari. E i millennial rimangono a bocca asciutta

Bye bye eredità. Nella terra dei paperoni, gli Usa, i baby boomer sono in serie difficoltà economiche.

E se prima della pandemia i millennial avrebbero dovuto ereditare 68 mila miliardi di dollari, adesso questa somma si sta assottigliando sempre di più. Secondo un sondaggio del Center for new middle class c’è stato un calo del 25% nel numero dei baby boomer che hanno dichiarato di essere lavoratori autonomi o di possedere un’attività nel secondo trimestre dell’anno. Questo dato non è da sottovalutare perché secondo il report la metà delle imprese Usa sono in mano a baby boomer. E il calo è ancora più sconcertante se lo si paragona ai millennial. Solo il 2% di questi ha infatti dichiarato di avere una propria attività. Percentuale nettamente inferiore alla GenX (7,6%) e ai boomers (8,3%).
La ricchezza che dunque sarebbe dovuta finire nella mani dei millennial sta piano piano evaporando.

Convinzioni sbagliate

Quando si sente parlare di passaggio generazionale, si pensa sempre ai paperoni e alle famiglie più facoltose. Ma, sottolinea il report, buona parte di questo patrimonio (perso) è prodotto dalle piccole e medie imprese famigliari.
“Con le piccole imprese che soffrono e la disoccupazione in aumento i risparmi diminuiscono di conseguenza”. Il numero di boomers che riferiscono di aver pensioni o risparmi in calo è cresciuto durante la crisi. E questo vale anche per i boomers più ricchi. Anche loro hanno visto un meno nei loro risparmi.
Con l’avanzare dei mesi e dell’economia difficile, le aziende sono state costrette a prendere decisioni difficili. A seconda del settore, i proprietari che avrebbero potuto prendere in considerazione la vendita prima della pandemia ora hanno perso quella finestra e devono cercare in un modo o nell’altro il come tenere aperta la società.

Campanello di allarme?
Secondo alcuni questa pandemia può dare uno scossone a molti boomer che non vogliono lasciare le redini alle generazioni successive. Secondo il report ci potrebbe infatti essere un aumento significativo nella vendita delle aziende famigliari di piccole e medie dimensioni nei prossimi 18-24 mesi. Ma potrebbe essere anche tempo di nuove fusioni e acquisizioni. E infatti, secondo la ricerca, diversi imprenditori che hanno ancora la società abbastanza solida stanno accelerando le pratiche per riuscire a vendere il proprio gioiellino. Lo studio: “Small Business Confidence di BizBuySell” ha dunque rilevato che il 57% degli acquirenti ritiene di poter acquistare un’attività per un valore migliore rispetto allo scorso anno. E dunque chi nel 2019 aveva nei propri piani strategici aziendali di acquisire nuove realtà potrà mettere in pratica i progetti entro la fine di quest’anno o l’inizio dell’anno prossimo. Certo è che molte imprese, spezzate dalla crisi saranno vendute ad un prezzo nettamente inferiore rispetto al loro valore originario.

Giorgia Pacione Di Bello
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