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La Brexit, un'opportunità per la finanza francese

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  • La Brexit porterà 3.500 nuovi posti di lavoro

  • Il ministro dell’economia francese nega l’atteggiamento “predatorio” nei confronti della Brexit

Quando la Gran Bretagna uscirà dall’Unione europea porterà un incremento di 3.500 posti di lavoro nel settore finanziario francese

La Brexit piace alla finanza francese. Si prevede che quando la Gran Bretagna uscirà dall’Unione europea porterà un incremento di 3.500 posti di lavoro nel settore finanziario francese.

Non è infatti un mistero che colossi come Blackrock e Citigroup hanno intenzione di abbandonare il regno di sua maestà Elisabetta II, per correre fra le braccia francesi. Altre aziende, come Airbus, Bmw e Siemes, che per anni hanno scelto il Regno Unito come sede europea. si stanno guardando intorno.

La decisione finale dipenderà da come il Regno unito uscirà dell’Ue. Il principale punto di interesse, per le maggiori multinazionali presenti in Gran Bretagna, è l’avere accesso al mercato unico (senza spese aggiunte).

Ma, i vantaggi per l’economia francese non si fermano ai 3.500 nuovi posti. Stando ai dati presentati oggi durante la presentazione del gruppo Paris Europlace in Francia, c’è l’opportunità di creare ulteriori 20 mila lavoriindirettamente collegati al mondo della finanza francese.

Emmanuel Macron, presidente francese, non è stato con le mani in mano. Nei mesi scorsi ha infatti dato vita ad una nuova tassa sui patrimoni. L’obiettivo è stato quello di agevolare la tassazione per i contribuenti più abbienti, per i redditi da capitale e per i dividenti. Mosse che stanno spianando la strada ai nuovi investitori stranieri.

Sulla nuove norma il presidente di Paris Europlacem, Gerad Mestrallet, si è dichiarato favorevole. Nell’intervento ha infatti dichiarato come rispetto “a 13 anni fa, abbiamo fatti grossi passi in avanti”.
Attenzione però, perché le mosse fiscali potrebbe non bastare vista la concorrenza. Parigi non è infatti la sola che aspetta il post-Brexit. Francoforte, Amsterdam, Dublino e Milano sono quattro delle principali rivali.

Lo scorso mese il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire ha negato l’aggressività di Parigi nei confronti della Brexit. Lunedì il ministro è tornato sulla questione dichiarando come: “non abbiamo una visione predatoria nei confronti della Brexit”- “non si tratta di ottenere posti di lavoro dal Regno Unito. Si tratta di rendere la Francia più attraente, nel quadro della concorrenza globale”. Nonostante tutto però Le Maire ha anche sottolineato come “il tempo sta per scadere”.

Giorgia Pacione Di Bello
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