PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Italia: torna lo spauracchio della patrimoniale

Italia: torna lo spauracchio della patrimoniale

Salva
Salva
Condividi
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

30 Novembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • La maggioranza nega questa possibilità. Dall’altra parte Leu ha presentato un nuovo emendamento che prevede un contributo di solidarietà

  • È stato previsto un prelievo dello 0,2% per i patrimoni compresi tra i 500mila e un milione di euro (nel calcolo sarebbero compresi anche i beni immobili)

Dopo diversi tira e molla, si ritorna a parlare di patrimoniale. All’interno della manovra di fine anno spunta un emendamento, a firma di Matteo Orfini (Pd) e Nicola Fratoianni (Leu), che introduce proprio una tassazione sui patrimoni

Si torna a parlare di patrimoniale. Dopo mesi di tira e molla, di annunci e smentite, ecco che all’interno della Legge di bilancio 2021 spunta un emendamento, a firma di Matteo Orfini (Pd) e Nicola Fratoianni (Leu), che chiede l’abolizione dell’Imu e dell’imposta di bollo sui conti correnti e di deposito titoli, per sostituirle con un’aliquota progressiva minima dello 0,2% (patrimoniale).

È stato dunque previsto un prelievo dello 0,2% per i patrimoni compresi tra i 500mila e un milione di euro (nel calcolo sarebbero compresi anche i beni immobili). Si passa poi allo 0,5% per quelli compresi tra un milione e 5 milioni di euro e all’1% per quelli tra 5 milioni e 50 milioni di euro e al 2% per quelli superiori. Per il 2021, invece, è prevista un’aliquota del 3% per i patrimoni superiori al miliardo di euro. Ma non finisce qua perché l’emendamento prevede anche, per i patrimoni all’estero “suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia”, multe dal 3% al 15% dell’importo nel caso in cui non vengano dichiarati sul 730.

La maggioranza ha subito allontanato l’idea di approvare il testo, sostenendo che l’emendamento è il frutto di una libera iniziativa individuale di alcuni deputati del Pd. Al coro si sono poi aggiunti diversi esponenti politici come il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli secondo la quale “è il momento di tagliarle le tasse, non di aggiungerne. Ci sono oltre una ventina di piccoli prelievi fastidiosi, inutili e che pesano sulla burocrazia e le tasche di cittadini e imprese. Imposte, tasse, diritti che rappresentano burocrazia e ingiustizie. Vanno dalla tassa di laurea all’imposta sugli intrattenimenti, dalla tassa regionale di abilitazione all’esercizio professionale alle addizionali sui canoni per le utenze di acque pubbliche. Sono tasse da cancellare, con un colpo di spugna. Iniziamo da lì subito. Altro che patrimoniale!”.

A chiarire ancora una volta che il governo, almeno per il momento, non sarebbe intenzionato a dare il via a questo genere di prelievo è anche il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia,che a Rai News 24 ha specificato come la patrimoniale non è in nessun programma e non è mai stata fatta una proposta in questo senso. Il dibattito va sempre bene, certo, stiamo parlando però di un emendamento di due parlamentari. Noi siamo per la riduzione delle tasse sul lavoro e per la lotta all’evasione fiscale. Poi parlarne ora in piena crisi sanitaria non mi sembra il caso”.

Dall’altra parte però Leu continua a sostenere una patrimoniale. E infatti è arrivata una nuova proposta firmata da Fornaro, Bersani, De Lorenzo, Epifani, Pastorino, Stumpo, Muroni e Palazzotto. A spiegare i contenuti è Fornaro, capogruppo di Liberi e Uguali: “a essere soggetti al contributo di solidarietà sarebbero i contribuenti con una ricchezza netta superiore a 1,5 milioni di euro, escludendo dal calcolo l’abitazione principale così come definita dalla normativa Imu. L’aliquota prevista è dell’1% da versare entro il 30 novembre 2020.

Il gettito prodotto dal contributo di solidarietà verrebbe finalizzato all’attuazione di politiche sociali atte a contrastare gli effetti prodotti dalla crisi pandemica”.
Secondo diversi esperti fiscali sentiti la patrimoniale non sarà fatta nel 2020 in Italia. Quello che però è da sottolineare è che con molta probabilità nei prossimi anni si aumenteranno le tasse. E in questo caso si potrebbe pensare ad una patrimoniale o anche a riformare altri rami come per esempio le successioni e le donazioni.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Pianificazione FiscaleItalia