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Gli italiani e l’imposta forfettaria per i neo-residenti

12 Novembre 2018 · Contributor, L. Macioce e A. Eliseo · 3 min

In un momento di particolare fibrillazione dei capitali e patrimoni personali italiani, tutti alla ricerca di protezione e di “fuga” all’estero, si pone il fenomeno interessante del “ritorno a casa” di cittadini italiani (imprenditori e asset manager) che per decenni hanno trovato la loro fortuna all’estero

Un po’ in ritardo rispetto a tanti altri Paesi, europei e non, anche l’Italia ha deciso di adottare un regime speciale, sotto il profilo tributario, per gli Ultra high net worth individual (Uhnwi) che abbiano desiderio di trasferirsi stabilmente in Italia.

Il nostro regime (accolto con l’articolo 24 bis del Tuir), se paragonato ai più noti programmi per neo-residenti – ovvero l’israeliano, il portoghese e il notissimo res-non-dom inglese – ha un costo in più: 100mila euro. Questo costo corrisponde all’imposta forfettaria che il neo-residente deve versare per ogni e qualsiasi (di qualsiasi ammontare) fonte di reddito non italiana.
In cambio di tale costo aggiuntivo il sistema italiano qualifica il neo-residente come full tax resident, cioè residente fiscale a tutti gli effetti, pieno titolare di tutti i diritti incluso quello di godere dei trattati e delle convenzioni internazionali. Tale qualificazione ha particolare rilevanza, soprattutto in un mondo sempre più uniformato sullo scambio di informazioni Crs e Fatca. È la difesa più forte contro pretese di tassazione mondiale.
Il regime dei neo-residenti italiano (da qui in avanti il Nuovo regime) è diventato noto anche ai non tecnici da quando è stato – di recente – richiesto e adottato per la star del calcio Cristiano Ronaldo.

Accanto ad alcuni casi di stranieri di profilo altissimo, come CR7, che si sono già avvicinati al Nuovo regime, si pone un fenomeno interessante di “ritorno a casa”. Cittadini italiani che per decenni hanno trovato la loro fortuna all’estero, come imprenditori di successo, asset manager, designer etc, stanno seriamente pensando, in forza dei legami culturali o delle connessioni con la famiglia di origine, di far rientro in Italia aderendo al regime dell’imposta forfettaria per neo-residenti.

È il caso di Enrico (nome di fantasia), brillante manager di origini italiane, il cui CV appare cosparso di ruoli altisonanti nel settore finanziario che, alla luce delle modifiche e degli appesantimenti del regime res-non-dom britannico e dell’alea derivante dalla Brexit, ha manifestato il desiderio di trasferirsi in un altro Paese europeo insieme alla moglie e al figlio chiedendoci di verificare l’opportunità di aderire al Nuovo regime per pianificare il suo trasferimento dalla City, dove operava come ceo di un hedge fund.

Dopo aver scartato l’ipotesi Malta (sia per le particolarità del sistema maltese, analogo a quello britannico, sia per il momento non idilliaco del mercato finanziario locale al centro di numerose indagini sulla trasparenza delle operazioni bancarie), le opzioni più favorevoli si sono concentrate su Portogallo o Italia. La scelta dell’Italia è stata dovuta a una combinazione di fattori. Non solo opportunità tributaria ma anche qualità della vita, livello di accesso a sistemi educativi di livello internazionale e ricongiungimento con generazioni precedenti rimaste in Italia.

 

LA SCELTA IN FAVORE DEL NUOVO REGIME

Enrico ha vissuto in Italia soltanto fino all’età di 15 anni e per questo non abbiamo ritenuto di suggerirgli di procedere con il pre-filing , cioè il sistema di verifica della assenza di condizioni ostative al godimento del Nuovo regime; tuttavia nei casi in cui l’assenza di contaminazioni economiche o legami sociali sia non così chiara, l’ipotesi del pre-filing è un altro dei vantaggi offerti dal Nuovo regime. Molti cittadini italiani residenti all’estero, alla semplice condizione che abbiano perpetuato la propria, reale, residenza estera per almeno nove degli ultimi dieci periodi di imposta, potrebbero aver interesse a verificare l’opportunità di aderire al regime dettato dal nuovo articolo 24 bis del Tuir.
Nel caso specifico di Enrico, la tassazione forfettaria da neo-residente italiano risulta particolarmente interessante anche in forza della disapplicazione della normativa in materia Cfc, prevista nell’ipotesi in cui il soggetto controllante abbia optato per il Nuovo regime.
La stessa esperienza di Enrico è, alla luce di richieste che stiamo ricevendo, condivisa da molti italiani residenti all’estero. Vi è grande interesse soprattutto per la previsione del nuovo regime che esonera il neo-residente dagli obblighi relativi al monitoraggio fiscale (quadro RW del modello unico) nonché dal versamento dell’Ivie e dell’Ivafe.
Altrettanto interessante la possibilità di estendere l’imposta sostituiva nella misura di “soli” 25mila euro per coniugi o altri membri familiari che abbiano redditi esteri rilevanti.
Ulteriore elemento di sicuro interesse del Nuovo regime è la sua modulabilità e combinabilità con altre strutture e modelli esistenti di pianificazione successoria e protezione patrimoniale. Nel caso di Enrico, ad esempio, il Nuovo regime ha permesso di optare per l’utilizzo dello strumento del trust ed effettuare apporti in trust di beni situati al di fuori del territorio nazionale in totale esenzione dall’imposta di donazione e successione.

 

CONSIDERAZIONI FINALI

È sorprendente vedere come in un momento di particolare fibrillazione dei capitali e patrimoni personali italiani tutti alla ricerca di protezione e di “fuga” all’estero ci sia una contemporanea e opposta controtendenza di patrimoni stranieri che cercano l’ottimizzazione e la pianificazione fiscale adottando il regime dei neo-residenti stabilito dall’articolo 24 bis del Tuir.
Il nostro team di private client cerca da sempre di proporre soluzioni non prefabbricate adattandole di volta in volta alle esigenze e alle finalità dello specifico cliente o famiglia che si rivolga a noi. Il regime di tassazione forfettaria del 24 bis Tuir si è dimostrato in assoluto il più rispondente alle esigenze di Enrico e dei suoi affetti più cari; abbiamo, infatti, assistito la famiglia a 360 gradi anche nei successivi passi, fornendo assistenza nella ricerca e nell’acquisto della nuova residenza familiare, nella ricerca della scuola per il piccolo erede, nella re-registrazione dei veicoli e dello yacht di famiglia.

A cura di Luigi M. Macioce, partner R&P Legal, e Andrea E. M. Eliseo, of counsel R&P Legal

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Contributor , L. Macioce e A. Eliseo
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