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Dac6 (anti pianificazione fiscale aggressiva): al via in Italia

Dac6 (anti pianificazione fiscale aggressiva): al via in Italia

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

13 Agosto 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Entro il 1° febbraio 2021 tutti gli intermediari e i soggetti spettanti dovranno comunicare i dati relativi alle operazioni fatte nel corso del 2020

  • Entro il 28 febbraio 2021, si dovranno invece comunicare le operazioni fatte dal 25 giugno 2018 al 30 giungo 2020

L’Italia ha recepito all’interno del suo ornamento la direttiva europea Dac6 che ha l’obiettivo di cercare di contrastare la pianificazione fiscale aggressiva

Al via lo scambio di informazioni per cercare di contrastare la pianificazione fiscale aggressiva. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto che attua la direttiva europea Dac6, entro il 1° febbraio 2021 tutti gli intermediari e i soggetti spettanti dovranno comunicare i dati relativi alle operazioni fatte nel corso del 2020. Altra data da segnarsi è il 28 febbraio 2021. E dunque entro quel giorno si dovranno invece comunicare le operazioni fatte dal 25 giugno 2018 al 30 giungo 2020.

La Dac6 che è stata recepita e dunque introdotta nell’ordinamento italiano ma latro non è che una modifica alle direttive precedentemente redatte che avevano tutte il focus sullo scambio di informazioni tra le vari amministrazioni fiscali. L’obiettivo è sempre quello di cercare di combattere e mettere nell’angolo le pianificazioni fiscali aggressive. La Dac6 sarebbe dovuta entrare in vigore in Italia a partire dal 1° luglio 2020, ma il Covid-19 ha scombussolato i piani, posticipando il tutto più avanti.

In cosa consiste la Dac6?

La direttiva ha l’obiettivo di incrementare e rafforzare lo scambio automatico di informazioni tra i vari stati Ue. il decreto con il quale si è dunque portata la Dac6 all’interno del nostro ordinamento è lo strumento con il quale l’Italia potrà scambiare i dati fiscali comunicategli dagli intermediari e contribuenti spettanti con altri stati dell’Ue. ovviamente lo scambio è reciproco e dunque anche il nostro paese riceverà informazioni proveniente da altri paesi. Questo flusso di informazioni dovrebbe rendere più difficile sfruttare le operazioni trasfrontaliere (tra più stati) per poter eludere il fisco nazionale.

Novità

Una delle novità della nuova direttiva è la “responsabilità” maggiore degli intermediari e dei contribuenti. In passato la prima categoria ha infatti aiutato diversi soggetti a pianificare e mettere i pratica varie tecniche elusive. Adesso invece sia i contribuenti che gli intermediari dovranno sono obbligati a segnalare all’Agenzia delle entrate tutte le operazioni sospette. Potranno non segnare qualcosa solo se dimostrano che il fatto è già stato denunciato da un altro soggetto.

L’obiettivo è dunque quello di creare e dare il via ad un dialogo con il fisco che possa prevenire i comportamenti illecite, grazie ad una comunicazione preventiva da parte dei soggetti interessati.

L’ultimo step

Per rendere operativa al 100% la direttiva Ue il ministro dell’economia dovrà fare un decreto che definisce le regole tecniche per l’attuazione. E dovrà anche specificare le caratteristiche delle comunicazioni trasfrontaliere che posso essere comunicate. Dall’altra parte l’Agenzia delle entrate dovrà definire le modalità di comunicazione.

Giorgia Pacione Di Bello
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