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Covid-19, impatto fiscale sul wealth management

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Alessandro Montinari
Alessandro Montinari

07 Maggio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Con l’emergenza sanitaria e il lockdown aumenta il debito pubblico e diminuisce il Pil

  • Il ricorso alla leva fiscale per finanziare le casse dello Stato è tra le ipotesi al vaglio

  • Secondo i professionisti del wealth management probabile l’introduzione di un condono fiscale o di una imposta patrimoniale

Lo scenario attuale, da un punto di vista giuridico ed economico, si trova a dover fronteggiare un’emergenza sanitaria diffusasi a livello globale. Il Centro competenze tributarie ha offerto un dibattito su “Coronavirus: la difesa del patrimonio e la fiscalità degli incentivi in una prospettiva cross-border”. Ecco i rumor tra gli addetti ai lavori

Per i professionisti del wealth management è probabile che qualora il governo italiano dovesse ricorrere alla leva fiscale per finanziare le casse dello Stato lo farà con un condono fiscale o con una imposta patrimoniale. Se così fosse le migliori soluzioni per ottimizzare la gestione patrimoniale sarebbero la residenza all’estero o il trust opaco estero o le polizze assicurative. È questo l’esito dei sondaggi effettuati nel corso del convegno organizzato da Supsi Centro studi della Svizzera italiana, dedicato alla difesa del patrimonio e alla fiscalità degli incentivi in una prospettiva cross-border, che si è tenuto il 6 maggio e al quale hanno partecipato 75 professionisti del wealth management italiani e svizzeri, collegati da remoto.

Le misure adottate dal governo per fronteggiare l’emergenza covid-19 stanno richiedendo un impegno finanziario notevole da parte dello Stato. Il debito pubblico è in aumento e il Pil in contrazione. È in discussione un nuovo decreto e si analizzano le misure per contemperare necessità di bilancio con fabbisogno dell’economia reale. Non è escluso il ricorso alla leva fiscale per alimentare le entrate dello Stato.

Gli addetti del settore si sono interrogati sulle misure fiscali che potrebbero essere adottate dal governo e sugli strumenti di protezione patrimoniale. L’analisi di Francesco Baccaglini, avvocato di Albacore Lugano, vede contrapposto lo scenario di intervento su imposte già in vigore a quello di introduzione di imposte una tantum. Con riferimento alle imposte già esistenti sono stati ipotizzati diversi scenari che hanno interessato tanto le imposte sui redditi quanto le imposte di successione e quelle sugli immobili.

Ecco alcune ipotesi prese in considerazione

  1. Contributo di solidarietà sui redditi maggiori di 80mila euro:
    è stato presentato l’emendamento Delrio al decreto “Cura Italia” non approvato in sede di conversione (gettito atteso: 1,3 miliardi di euro.)
  2. Aumento di imposte di successione e donazione:
    proposta di Legge n. 2830/2015 (aumento delle aliquote e riduzione delle franchigie). Di recente l’Osservatorio dei conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano ha pubblicato lo studio sui “Pro e contro dell’imposta su successioni e donazioni” di Edoardo Frattola e Giampaolo Galli.
  3. Aumento della tassazione delle rendite finanziarie:
    tenuto conto che più di due terzi della ricchezza netta è concentrata nel quinto più ricco delle famiglie e un altro 15% della ricchezza appartiene al quintile subito inferiore (secondo i dati di Bankitalia), tale tassazione delle rendite finanziarie potrebbe essere disegnata rispettando il vincolo costituzionale della progressività (Fabrizio Onida Il Sole 24 Oredel 25 marzo 2020).
  4. Aumento Imu:
    – aumento base imponibile (aggiornamento delle rendite catastali per le quali è scaduta la delega prevista dalla L. Delega n. 23/2014);
    – aumento aliquota (attualmente 0,86%, con possibili incrementi a livello comunale fino a 1,14%)

Per quanto riguarda invece l’ipotesi dell’introduzione di imposte una tantum, le alternative considerate hanno riguardato:

  1. Prelievo forzoso:
    per esempio, il prelievo Amato 10.07.1992: 0,6% sui depositi, conti correnti, libretti e buoni fruttiferi presso banche italiane e la Posta (art. 7, Dl. n. 333/92);
  2. Imposta patrimoniale:
    imposta una tantum sullo stock di ricchezza privata (mobile o immobiliare);
  3. Prestito irredimibile:
    emissione di debito pubblico senza scadenza, ma che paga interessi (per esempio: rendita italianadel 1935 per finanziare la guerra d’Etiopia);
  4. Condono sotto forma di:
    – voluntary disclosure(Vd)  con allargamento ai soggetti che non hanno aderito alla Vd del 2015;
    – scudo fiscale;
    – condono tombale;
    – rottamazione delle cartelle.

Tra tutti questi, quale lo scenario più probabile?

Tra i partecipanti al convegno chiamati a esprimere la propria preferenza con un sondaggio a risposta secca è emerso che il condono, in una delle forme considerate, potrebbe essere la misura probabilmente introdotta. La preferenza ha ricevuto il 35% dei voti. A seguire l’imposta patrimoniale con il 26% e poi il prestito irredimibile e il prelievo forzoso entrambi con il 15% delle preferenze. Per la restante quota del 9%, si ritiene che nessuna imposta sarà introdotta.

Quale strumento potrebbe garantire la migliore protezione del patrimonio?

Con un secondo sondaggio è stato poi chiesto quale strumento, tra quelli proposti, potrebbe garantire la migliore protezione del patrimonio in uno scenario come quello considerato. La maggioranza delle preferenze espresse dai professionisti della gestione patrimoniale è andata in questo caso alla residenza estera(53%). A seguire la costituzione di un trust opaco estero (22%) e poi la polizza vita estera (19%). Altre soluzioni per la quota restante.

Alessandro Montinari
Alessandro Montinari
Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. Collabora da più di un decennio con uno studio boutique del centro di Milano.
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