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Covid-19: il sostegno alle imprese e l’esigenza di un approccio pratico

Covid-19: il sostegno alle imprese e l’esigenza di un approccio pratico

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Serena Pietrosanti
Serena Pietrosanti

30 Giugno 2020
Tempo di lettura: 2 min
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Il decreto liquidità ha inserito diverse novità. Alcune di queste riguardano proprio le imprese. E dunque di cosa si tratta? E le misure sono incisive come il governo sostiene?

A tre mesi dal primo decreto adottato per far fronte all’emergenza economia generata dalla crisi sanitaria, la lettura sistematica della normativa sin qui adottata delinea una manovra economica complessa, realizzata con interventi giuridici frammentati che, in alcuni casi, non riuscendo a garantire un disegno normativo coerente, hanno finito per depotenziare l’efficacia delle misure adottate.

I primi interventi con cui il Governo si è adoperato per garantire un sostegno alle imprese in difficoltà, hanno riguardato la sospensione per i mesi di marzo, aprile e maggio dei versamenti dei tributi e, in particolare, dell’IVA, delle ritenute sui salari e dei contributi previdenziali. Si tratta di misure realizzate per mezzo di quattro diversi decreti, che, attraverso una serie di reciproci rinvii e scontando diverse modifiche in sede di conversione, differenziano le condizioni di accesso al beneficio a seconda della mensilità di riferimento. In dottrina si è posto l’accento su una certa irragionevolezza della misura in questione, giacché richiede alle imprese che hanno subito lo stop delle attività produttive di effettuare il pagamento in un momento (16 settembre) in cui presumibilmente gli effetti della crisi di liquidità saranno tutt’altro che cessati. Ciò che è innegabile, ad ogni modo, è che la disciplina che è scaturita dalla somma delle norme in commento, risultando di difficile lettura persino agli addetti ai lavori, ha, in alcuni casi, scoraggiato i contribuenti.

Più incisivi, invece, almeno secondo le intenzioni, i contributi a fondo perduto disposti per garantire un’iniezione di liquidità alle imprese in crisi. L’art. 25 del cd. decreto Rilancio ha disposto un sostegno economico a favore delle società che abbiano subito un’importante riduzione del fatturato nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nonostante i buoni propositi, però, le prime simulazioni sull’incentivo non hanno portato ai risultati sperati: la Cgia, pronunciandosi sul punto, ha definito la misura “un bicchiere d’acqua per tutti incapace di togliere la sete a coloro che ne hanno veramente bisogno”, dando atto di come, un’impresa con un fatturato annuo di 180 mila euro, a fronte di una perdita di 15 mila, finisca per percepire un contributo di 3 mila.

Con una misura analoga il Governo si è indirizzato anche al mondo delle start-up innovative, per le quali ha previsto, oltre ad una deduzione del 50%, fino ad un massimo di 100 mila annui, per le persone fisiche che effettuano investimenti in tali società, anche un contributo a fondo perduto. Nonostante l’intento del legislatore sia lodevole, in questo caso l’efficacia dell’incentivo è rimandata all’adozione di uno dei 103 decreti di attuazione del Dl Rilancio, atteso entro il 18 luglio 2020.

Debbono considerarsi con favore le norme con le quali il legislatore ha previsto un taglio di alcuni tributi. Gli articoli 24 e 177 del Dl Rilancio hanno stabilito, rispettivamente, l’abolizione (i) del saldo per il 2019 e del primo acconto per il 2020 dell’Irap e (ii) della prima rata dell’Imu per gli immobili destinati ad attività turistiche. Seppure il taglio delle imposte abbia sin qui riguardato soltanto una piccola fetta del gettito statale, tali misure hanno il merito di inserirsi nel solco di un percorso di semplificazione che potrebbe facilmente garantire una maggiore efficacia alle manovre governative.

Ed invero, davanti alla difficoltà di reperire le risorse necessarie per erogare i sostegni alle imprese, le associazioni di categoria avevano a più riprese incalzato l’esecutivo, sottolineando che, nell’ambito dell’attuale realtà produttiva, un taglio mirato delle imposte potesse garantire un aiuto sicuro ed immediato. E nonostante le richieste abbiano trovato ascolto soltanto con l’ultimo dei decreti adottati per fronteggiare la crisi, tali misure fanno ben sperare che i futuri interventi normativi guardino criticamente alla realtà del mondo produttivo, per improntarsi ai principi dell’immediatezza e dell’efficacia.

In questo senso, davanti all’evidente necessità per le imprese di reperire risorse economiche, ci si sarebbe aspettati, ad esempio, che l’Esecutivo abbattesse i limiti di deducibilità degli interessi passivi o potenziasse le agevolazioni per la capitalizzazione delle società (come l’Ace). Misure di questo tipo, infatti, non richiedendo ulteriori decreti di attuazione o il reperimento nel breve termine di coperture finanziarie, avrebbero avuto una certa ed immediata efficacia pratica, dimostrandosi più in linea con la realtà materiale dei tempi che corrono.

Resta da augurarsi, allora, che nell’ambito dei lavori di conversione dei decreti sin qui varati, la manovra economica possa indirizzarsi ad obbiettivi di maggiore coerenza normativa adottando un approccio pratico alla crisi in atto.

Serena Pietrosanti
Serena Pietrosanti
Serena Pietrosanti è Counsel del dipartimento di diritto tributario e in Hogan Lovells dal 2003 con il quale ha iniziato a collaborare dopo un’esperienza di oltre 9 anni in una delle Big Four con il ruolo di senior manager. La sua attivista spazia dall'assistenza fiscale ordinaria a gruppi multinazionali, alla consulenza ad importanti gruppi in operazioni di riorganizzazione o acquisizione cross-border. Serena ha conseguito la laurea in Economia e Commercio all'Università "La Sapienza" di Roma nel 1992. E' Dottore Commercialista dal 1993 e Revisore Contabile dal 1999. Si occupa, da oltre 25 anni, di assistenza fiscale a società italiane e gruppi multinazionali. Serena è frequentemente invitata in qualità di relatrice a numerosi convegni e seminari. Insegna, su temi fiscali presso il Master in Diritto d'Impresa della LUISS "Guido Carli" e il Master Diritto e Impresa della Business School de Il Sole 24 Ore. Ha collaborato alla stesura di numerosi volumi. Fra i quali: "Private Equity and Venture Capital – Regulation and Good Practice " pubblicato da AIFI.
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