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Come tutelare la ricchezza famigliare con il testamento

Come tutelare la ricchezza famigliare con il testamento

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Contributor, Massimo Perini

13 Novembre 2018
Tempo di lettura: 2 min
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Perché fare testamento? Quali sono gli errori più frequenti? In questo articolo si cerca di spiegare a cosa serve il testamento e in quali situazioni sarebbe meglio scegliere questo strumento per evitare future liti famigliari

La gestione evoluta della patrimonialità del cliente, in un’ottica di tutela e pianificazione transgenerazionale della ricchezza, implica, in capo al consulente, una conoscenza approfondita di quelli che rappresentano, nel nostro ordinamento giuridico, gli strumenti di protezione e pianificazione più diffusi.
Lo strumento principe all’interno del nostro ordinamento giuridico in ambito di tutela dell’integrità del patrimonio in ambito successorio è il testamento.
Strumento antichissimo, già in uso nell’antichissimo diritto romano, ancora oggi rappresenta una delle soluzioni più efficaci in ambito patrimoniale.
Le caratteristiche che lo contraddistinguono sono rappresentate dalla massima personalizzazione, autonomia e segretezza.

COS’E’ IL TESTAMENTO

Il testamento è uno strumento tipico, ossia espressamente previsto dal nostro Legislatore, che ne contempla le forme e le regole di funzionamento.
Le tre fondamentali forme di testamento sono rappresentate dal testamento pubblico, quello segreto e quello olografo.
E’ evidente, quindi, che le varie tipologie di testamento esistenti nel nostro ordinamento giuridico, consentono a chiunque di essere posto nella condizione, in qualsiasi momento, di decidere circa le modalità di destinazione del proprio patrimonio post mortem.

IL TESTAMENTO E IL TRUST

Si tratta di uno strumento estremamente versatile, che appare anche ottima soluzione all’interno di un disegno patrimoniale ampio e complesso, come ad esempio quale componente di complemento rispetto alle donazioni eventualmente già fatte in vita, o come possibile strumento di costituzione di un trust testamentario o, ancora, come veicolo per far confluire beni nel fondo patrimoniale di un terzo.
Con il legato, inoltre, è possibile destinare beni specifici a soggetti determinati, evitando, comunque, che i beneficiari acquisiscano la qualità di erede.
Va ricordato, inoltre, che la legge prevede che con il testamento sia possibile designare o modificare il beneficiario di una polizza.

COME PROTEGGERE IL PATRIMONIO CON IL TESTAMENTO

Una qualsiasi forma di testamento rappresenta, quindi, un progetto per il futuro del proprio patrimonio e, di conseguenza, per la patrimonialità dei nostri eredi.
Come noto, infatti, in mancanza di testamento si apre una successione ex lege, in relazione alla quale il patrimonio del de cuius viene attribuito pro quota ai vari eredi.
Questo, notoriamente, implica motivi di attriti che spesso sfociano in lunghe e costose liti ereditarie.
Una delle principali cause di litigiosità in Italia, infatti, riguarda i rapporti successori.
Ecco allora che in un’ottica d’integrità del patrimonio nel tempo, un semplice testamento rappresenta lo strumento per dare continuità alla ricchezza familiare, scongiurando liti e tensioni familiari.

IL TESTAMENTO PER LE COPPIE DI CONVIVENTI

Il testamento, infatti, rappresenta una modalità semplice ed estremamente efficace di “divisione” a monte del patrimonio. Il testatore ha la possibilità di indicare in modo specifico come destinare i singoli beni, scongiurando, così, pericolose comproprietà forzose.

Se da una parte può essere sicuramento affermato che una disposizione testamentaria rappresenta una opportunità per chiunque, dall’altra va evidenziato che, in presenza di determinate circostanze, dovrebbe essere una soluzione quasi obbligata.
Un primo esempio è quello relativo alle coppie di conviventi, per i quali, nonostante l’introduzione della legge Cirinnà, non esiste alcun diritto successorio rispetto al patrimonio del partner. In questo caso, una semplice forma di testamento olografo, consente di destinare il proprio patrimonio, in tutto o in parte, al proprio compagno o alla propria compagna.

IL TESTAMENTO PER LE COPPIE SPOSATE SENZA FIGLI

Altra situazione spesso trascurata, riguarda le coppie sposate senza figli. In questi casi, la presenza di un vincolo matrimoniale induce a pensare che beneficiario del patrimonio, in mancanza di un coniuge sia il superstite. Purtroppo, però, in realtà il coniuge superstite si troverebbe, in mancanza di un lascito in proprio favore, in comunione ereditaria nel patrimonio del defunto insieme a cognati e suoceri.

GLI ERRORI DA EVITARE

Se quindi appare di tutta evidenza l’utilità di progettare la propria patrimonialità nel futuro con un semplice testamento, si rende però necessario per il consulente “guidare” il proprio cliente onde evitare errori che ne possano compromettere l’efficacia.
Il testamento , come si è detto, è un atto segreto e personalissimo. A volte, però, è così segreto che si rischia che non venga poi ritrovato in seguito all’apertura della successione.

• E’ consigliabile, quindi, la redazione in più copie, tutte uguali ed in originale, in modo tale da avere la sicurezza che oltre alla copia eventualmente conservata in casa, ve ne sia almeno un’altra, o più di una, presso una persona di fiducia. Tale accorgimento, inoltre, consente di scongiurare che un’unica copia possa essere distrutta o artatamente alterata.

• Considerato che condizione necessaria ed imprescindibile per poter redigere un valido testamento è la capacità d’intendere e di volere, è prudente consigliare a persone molto anziane o comunque in condizioni critiche di salute, il ricorso al testamento pubblico, il quale offre maggiori garanzie in termini di genuinità delle volontà, avanti a possibili contestazioni, stante la presenza del pubblico ufficiale che può constatare la lucidità della persona che ha di fronte.

A tal proposito, va rammentato che la semplice incapacità naturale può determinare la nullità della disposizione. Si tratta della condizione psichica che può verificarsi in chi, ad esempio, anche solo transitoriamente, si trovi nella capacità di non essere nel pieno delle proprie capacità, ad esempio in relazione a particolari terapie a cui è sottoposto o ad assunzione di farmaci.

Nei casi più delicati è sempre consigliabile procedere con un preventivo accertamento psichico da parte di uno specialista che ne certifichi la capacità di testare.
Alla luce di quanto sopra appare evidente il ruolo chiave del consulente nel sensibilizzare il cliente circa l’opportunità di procedere alla redazione di un testamento, nella consapevolezza che, comunque, fino a che si è in vita, lo stesso non è mai vincolante, e potrà essere modificato o revocato dal proprio autore in qualsiasi momento.

 

A cura di Massimo Perini, avvocato patrimonialista, docente presso la Business School dell’Università di Bologna, responsabile didattica e consulenza presso Patrimoney

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Contributor , Massimo Perini
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