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Benefici prima casa: attenti ai mq

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

18 Giugno 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • I mq sono la chiave di tutto. La legge italiana stabilisce infatti un massimo di mq entro i quali si può godere dell’agevolazione

  • Nel caso in esame i due contribuenti avevano una superficie di 240 mq. Dimensioni che superano il limite per l’agevolazione prima casa

In Italia esistono benefici fiscali per chi compra per la prima volta una casa. Questi sono concessi se l’immobile in questione non rientra nella categoria del “lusso”. E dunque come fare a capire se si ha diritto all’agevolazione prima casa?

Benefici prima casa in pericolo. Non spettano i benefici prima casa ai contribuenti che acquistano un’unità immobiliare formata da due appartamenti che, nel complesso, hanno una superficie maggiore dei 240 metri quadrati. Questo quanto emerso dall’ordinanza n.7850/2020 della Cassazione.

Ma andiamo ad analizzare i fatti che hanno portato a questo risultato finale.

Il caso

L’Agenzia delle entrate revoca a due contribuenti l’agevolazione della prima casa, dato che questi ne avrebbero indebitamente usufruito. L’Amministrazione fiscale contesta dunque il fatto che l’immobile dei due soggetti dovesse essere considerato di lusso perché ha una superficie superiore ai 240 metri quadrati, stando a quanto riportato dall’Agenzia del territorio. E dunque i 240 metri è ben superiore rispetto al limite previsto per l’acquisto della prima casa. Dopo aver ricevuto l’avviso dell’Agenzia delle entrate i contribuenti hanno impugnato il tutto. La sentenza di primo grado ha rigettato il ricorso così come la Commissione tributaria regionale del Lazio, sostenendo appunto che la superficie di 240 mq fosse superiore al parametro indicato per legge per poter godere dell’agevolazione prima casa.

La Cassazione

I contribuenti non si sono però arresi e hanno fatto ricorso in cassazione. Anche questa volta il tutto non va a buon fine e infatti i giudici di piazza Cavour rigettano il ricorso arrivando alla conclusione che: “L’imposta di registro liquidata dall’ufficio a seguito dell’accertata insussistenza dei presupposti del trattamento agevolato in relazione all’acquisto della prima casa, applicato al momento della registrazione dell’atto di trasferimento della proprietà di un bene immobile, deve essere qualificata come imposta complementare”.

La Cassazione precisa inoltre che nel caso di specie il regime della prima casa non era da applicare dato che i due acquirenti avevano comprato una villa a due piani, con autorimessa e terreno. Anche se si tratta di due piani non è fattibile imputare un piano ad un soggetto e il secondo all’altro compratore. Questo anche perché nel rogito notarile non si fa menzione di due distinte abitazioni ma di una sola. E dunque essendo la superficie superiore a quanto concesso per legge per l’agevolazione prima casa. E dunque si posso aggiungere appartamenti alla casa già in possesso ma si deve fare attenzione a non sforare il limite massimo di mq messi a disposizione della legge in tema fiscale.

Giorgia Pacione Di Bello
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