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Agevolazioni fiscali per i manager e i ricercatori che si trasferiscono in Italia

Agevolazioni fiscali per i manager e i ricercatori che si trasferiscono in Italia

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  • Per i ricercatori e i docenti è prevista un’esenzione per quattro anni del 90% del reddito da lavoro autonomo o dipendente.

  • I manager con alte qualificazioni hanno un’esenzione fiscali per cinque anni del 50% del reddito da lavoro autonomo o dipendete.

  • Per i nuovi residenti è prevista un’imposta sostitutiva per 15 anni sui redditi prodotti all’estero.

Docenti, manager con alte qualificazioni e nuovi residenti possono godere di innumerevoli agevolazioni fiscali se decidono di trasferire la loro residenza fiscale in Italia.

Docenti, ricercatori, manager con alte qualificazioni e nuovi residenti che decidono di trasferire la lororesidenza in Italiapotranno godere delleagevolazioni fiscalimesse in campo dall’Agenzia delle entrate. Il fisco ha infatti pubblicato la guida “Gli incentivi fiscali per l’attrazione del capitale umano in Italia” dove vengono illustrate per ogni categoria l’agevolazione fiscale prevista. A grandi linee le tre macro categorie che godono di agevolazioni fiscalisono tre:i docenti e i ricercatoripossono godere di un’esenzione per quattro anni del 90% del reddito dalavoro autonomo o dipendente prodotto in Italia.I lavoratoriimpatriatihanno un’esenzione per cinque anni del 50% del reddito di lavoro autonomo o dipendente prodotto in Italia. E inuovi residentigodono di un’imposta sostitutiva per 15 anni sui redditi prodotti all’estero: 100.000 euro annui (25.000 per ogni familiare). Ma entriamo nel merito di ogni categoria.

Le agevolazioni per i ricercatori ei docenti

I docenti e i ricercatori chedecidono di trasferire la propria residenza fiscale in Italiapossono godere di una tassazione ridotta dei redditi da lavoro dipendente/autonomo prodotti in Italia. L’Agenzia delle entrate specifica come “questi redditi concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 10% e sono esclusi dal valore della produzione netta ai fini dell’Irap”.Per i lavoratori dipendentil’agevolazioneIrapspetta ai sostituti d’imposta che erogano le retribuzioni per l’attività di docenza o di ricerca.Per i lavoratori autonomi,l’agevolazione Irapspetta direttamente ai docenti o ai ricercatori che svolgono l’attività in qualità di liberi professionisti.

L’agevolazione si applica a decorrere dal periodo d’imposta in cui il docente o il ricercatore diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato e per un totale di 4 anni. Se, in questo periodo, il docente o il ricercatore trasferisce la residenza all’estero,perde automaticamente l’agevolazione fiscaledal momento in cui non risulta essere più fiscalmente residente in Italia.

Quali docenti e ricercatori possono godere delle agevolazioni fiscali?

Per godere degli incentivi fiscali messi a disposizioni dal governo italiano i docenti e i ricercatori devono avere le seguenti caratteristiche:

  • Avere un titolo di studio universitario o equiparato. Attenzione perchéi titoli di studio conseguiti all’estero nono sono automaticamente riconosciuti in Italia.In questo caso l’interessato deve richiedere una “dichiarazione di valore” all’autorità consolare.
  • Essere stati residenti all’estero non in maniera occasionale. Si deve essere stati all’estero per l’attività di docenza o di ricerca per almenodue anni consecutivi.
  • Si è svolto all’estero documentata attività di ricerca o docenza per almeno due anni continuativi, presso centri di ricerca pubblici, privati o università.
  • Si è svoltiattività di docenza e ricerca in Italia. L’Agenzia delle entrate specifica come “l’attività di docenza possono ritenersi agevolabili tutte le attività finalizzate all’insegnamento e quelle finalizzate alla formazione svolte presso università, scuole, uffici o aziende, pubblici o privati.
  • Si acquisisce la residenza fiscale nel territorio dello stato. Questo significa che l’agevolazione spetta sia nel caso in cui il docente/ricercatorehainiziato a svolgere l’attività in Italia prima di trasferirvi la residenza,sia nel caso in cui abbia trasferito la residenza in Italiaedpoihainiziato a svolgervi l’attività.

Le agevolazioni per i lavoratoriimpatriati

Per lavoratoriimpatriatisi intende: i laureati che hanno svolto attività lavorative all’estero, studenti che hanno conseguito un titolo accademico all’estero e i manager/lavoratori con alte qualificazioni e specializzazioni che decidono di trasferire la loro residenza fiscale in Italia.

Dal 1° gennaio 2017, è stato infatti deciso come,per i redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia,da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dellostato, la tassazione avviene sul 50% del loro ammontare(articolo 2 delTuir).L’agevolazione partedall’anno in cui avviene il trasferimento della residenza fiscalee dura peri 4 anni successivi.

Per quanto riguardai lavoratori in possesso di una laurea, ilregime agevolato dei lavoratori “impatriati” si applica: ai cittadini dell’Unione europeaeai cittadini distati diversi da quelli appartenenti all’Unione europea, con i quali sia in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito o un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale.Per accedere alle agevolazionifiscaliquesti cittadini devonoessere in possesso di un diploma di laurea (triennale o magistrale),aver svolto continuativamente un’attività di lavoro (dipendente, autonomo o di impresa) o di studio fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi (conseguendo un diploma di laurea o una specializzazione postlauream)esvolgere attività di lavoro autonomo o dipendente in Italia.

Il regime agevolato dei lavoratori “impatriati” si applica anchea tutti i lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia quando ci sono le seguenti condizioni.

  • Per i lavoratori autonomiè necessario: non essere stati residenti in Italia nei 5 periodi d’imposta precedenti il trasferimento e impegnarsi a rimanere per almeno 2 anni, prestare l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.
  • Per i lavoratori dipendentioccorre: non essere stati residenti in Italia nei 5 periodi d’imposta precedenti il trasferimento e impegnarsi a rimanere per almeno 2 anni, prestare l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano, svolgere attività lavorativa presso un’impresa residente nel territorio dello stato in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa e rivestire ruoli direttivi o essere in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione.

Le agevolazioni per i nuovi residenti

Il regime agevolato per i nuovi residentiè rivolto alle persone fisiche che decidono di trasferire la propria residenza fiscale in Italia e dà la possibilità di pagare un’imposta sostitutiva forfettaria dell’Irpef, sui redditi prodotti all’estero, in alternativa alla tassazione ordinaria.

Si può scegliere questo regime, che ha una durata massima di 15 anni, a prescindere dalla propria nazionalità. L’accesso è infatti consentito sia ai cittadini stranieri sia agli italiani, purché siano stati fiscalmente residenti all’esteroper almeno 9 dei 10 periodi d’impostaprecedentirispetto a quello in cui la scelta inizia a essere efficace.Per chi è residente in Italia, l’Agenzia delle entrate specifica che per il “requisito temporaledeve essere considerato anche il periodo d’imposta nel quale si è avuta la residenza in Italia. Possono aderire al regime anche i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori aventi unregime fiscale privilegiato(“paradisi fiscali”).Ma attenzione perchéil cittadino italiano che si trasferisce in Italia provenendo da un paradiso fiscale può scegliere il nuovo regime agevolatosedimostradi non essere stato effettivamente residente in Italia per almeno 9 dei 10 periodi d’imposta precedenti rispetto a quello in cui l’opzione inizia a essere efficace.

Altro aspetto da tenere presente in questo regime è chechi esercita l’opzione per il regime agevolato può chiedere che la sua efficacia sia estesa anche ad un familiare(il coniuge o il componente di un’unione civile, i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, gli adottanti, i generi e le nuore, il suocero e la suocera o i fratelli e le sorelle). Resta il fatto che perfarottenere l’agevolazione fiscale ad un altro membro della famigliaanche questo deve trasferire la propria residenza fiscale in Italia.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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