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Accertamento fiscale: attenzione al contradditorio

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

17 Giugno 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il contradditorio si ritiene rispettato dal momento in cui l’Agenzia delle entrate, dal momento in cui avvia un’indagine a tavolino chiede al contribuente di inviarli determinati documenti

  • Questo principio è stato stabilito chiaramente anche dalla Ctr Toscana, a seguito del caso di un srl che aveva ricevuto un avviso di accertamento dall’Agenzia delle entrate

Lo statuto dei contribuenti chiarisce che questi anno il diritto al contradditorio nel caso in cui ci sia un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle entrate

Il contraddittorio con l’Agenzia delle entrate si risolve con la richiesta di questa dei documenti. E dunque nelle indagini a tavolino l’obbligo del contradditorio, previsto dallo statuto dei contribuenti, è rispettato quando l’Amministrazione finanziaria chiede la documentazione.

Questo quando è emerso dalla sentenza n.213 del 20 marzo 2020 della Ctr Toscana. Andiamo ad analizzare il caso che ha portato il fatto prima alla Ctp di Prato e successivamente alla Ctr Toscana, che ha deciso in maniera definitiva sulla questione Amministrazione finanziaria e società.

Il fatto

Il tutto parte perché l’Agenzia delle entrate manda un avviso di accertamento ad una srl e le contestava due fatti:
1. La natura intracomunitaria delle operazioni di cessione per un importante ammontare, rilevando la mancanza di documentazione probatoria dell’uscita delle merci dal territorio nazionale
2. Alcuni costi sposti, ma che non risultano essere documentati né giustificativi
3. E lo splafonamento ai fini Iva

Il processo

Al principio si era proceduto con un accertamento con adesione. Ma questo non era andato a buon fine, e dunque il tutto è finito alla Ctp di Prato, dopo che la Srl ha fatto ricordo. La società contestava il fatto che l’Agenzia delle entrate avesse violato il diritto al contradditorio (codice del contribuente). Secondo il giudice ciò non era vero dato che si trattava di un controllo a tavolino (e dunque senza accesso nei locali al contribuente). Il contradditorio endoprocedurale era dunque stato assolto dato che l’ufficio aveva invitato il contribuente a produrre la documentazione per giustificare quanto trovato dall’Agenzia delle entrate. E dunque significa che dal momento in cui l’Amministrazione fiscale ha chiesto di produrre una determinata documentazione al contribuente, questo deve ritenersi chiamato in caso e vedere assolto il diritto di contradditorio presente nello statuto dei contribuenti.

Appello e Ctr Firenze

La società non si rassegna. La Ctr Firenze conferma però quando detto dalla Ctp Prato. E per confermare quanto detto si riferisce alla sentenza delle sezioni unite della Corte di cassazione n.24823/2015. In questa i giudici hanno ritenuto che in reazione ai tributi armonizzati l’obbligo di contradditorio endoprocedurale ha importanza solo se il contribuente “abbia assolto all’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia proposto un’opposizione meramente pretestuosa”. Inoltre più di recente la giurisprudenza ha anche dato seguito al principio appena detto, ribadendo il concetto di base.

E dunque quello che si conclude è che nelle indagini a tavolino che l’Agenzia delle entrate fa l’obbligo del contradditorio, secondo quanto previsto dallo statuto del contribuente, è assolto con la richiesta dei documenti da parte del contribuente.

Giorgia Pacione Di Bello
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