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Un cantiere per il quarto passaggio di testimone

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

06 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • La Antonio Carraro conta 487 addetti, di cui 95 assunti negli ultimi 18 mesi. Sul totale delle risorse impiegate 60 sono addette al reparto di ricerca e sviluppo, area che ricopre un ruolo strategico per la società, che vende i suoi prodotti in Italia ma anche all’estero

  • Marcello Carraro è alla ricerca del suo degno erede nei prossimi cinque anni. Non esclude  però la possibilità di affdare la leadership ad un manager esterno alla famiglia

Antonio Carraro Spa è la vincitrice assoluta del premio di padre in figlio 2019. La storia del business di famiglia e i progetti futuri, mentre si prepara un nuovo cambio alla guida dell’azienda

Storia e innovazione. Queste due parole descrivono azioni e hanno prevenuto conflitti che si sarebbero potuti verificare alla perfezione nella Antonio Carraro, vincitrice della IX edizione del premio Di padre in figlio, organizzato dal Centro di ricerca delle imprese di famiglia (Cerif), per aver effettuato il miglior passaggio generazionale. La società è stata fondata nel 1910 a Campodarsego (Padova) e attualmente è guidata da Marcello Carraro, nipote del fondatore.

La storia della Carraro parte quando il giovane fabbro Giovanni Carraro, padre dell’attuale presidente, Antonio, che dà il nome all’impresa, presentò alla prima esposizione industriale di Padova la sua macchina agricola multifunzionale. Nel 1960 i figli di Giovanni si divisero, facendo nascere due distinte società: la Carraro Spa (oggi leader nella produzione di assali e componentistica per trattori) e la Antonio Carraro Spa (specializzatasi nella produzione di trattori compatti a quattro ruote motrici). Dagli anni ’70 la Antonio Carraro è diventata leader indiscussa di trattori speciali multifunzionali dai 20 ai 100 hp, destinati all’agricoltura specializzata.

A soli 24 anni, Marcello Carraro (terza generazione) entra in azienda e inizia a ricoprire attivamente il ruolo di amministra- tore delegato. Oltre a Marcello entrano però anche i fratelli e le sorelle: Liliana, Silvia, Massimiliano, Davide e Barbara Carraro. A questo punto il padre Antonio decide di dividere in parti uguali le quote della società. Suddivisione presente ancora oggi.

Marcello Carraro ci tiene infatti a precisare che tutte le decisioni vengono prese di comune accordo. Il passaggio da Antonio a Marcello alla leadership della società di famiglia è stato un processo lento e guidato nell’intero percorso. Le tensioni all’interno della fami- glia sono state gestite con saggezza e la suddivisione equa delle in casi analoghi. Risolto il problema di gestione del passaggio generazionale la Antonio Carraro ha dovuto però affrontare un’al- tra sfida: l’entrata di un socio esterno alla famiglia. Nel 2016 la società apre infatti il capitale ad un soggetto terzo. L’obiettivo era quello di crescere, sviluppare e dar vita a nuovi prodotti per rimanere leader del mercato. L’ingresso del nuovo socio con nuovi capitali ha dunque offerto alla Antonio Carraro la possibilità di intraprendere un ambizioso piano industriale, che ha portato all’acquisto di nuove macchine nell’ambito dell’industria 4.0, e ad un aumento delle risorse umane. Ad oggi la società conta infatti 487 addetti, di cui 95 assunti negli ultimi 18 mesi. Sul totale delle risorse impiegate 60 sono addette al reparto di ricerca e sviluppo, area che ricopre un ruolo strategico per la società, che vende i suoi prodotti in Italia ma anche all’estero. Il 60% del fatturato proviene infatti da Francia, Spagna, Germania, Brasile e Regno Unito. Nell’immediato futuro l’azienda punta molto anche sulla Turchia e alla Cina per lo sviluppo commerciale. Insomma, la Antonio Carraro ne ha fatta di strada dal 1910 ad oggi. E per il futuro? Il quarto passaggio generazionale è già in cantiere. Marcello fa infatti sapere che ha altri cinque anni per trovare il suo degno erede, e non esclude la possibilità di avviare alla leadership un manager esterno alla famiglia. Al momento c’è infatti un nipote che è in azienda e sta imparando/conoscendo come funziona la società, ma non ha un destino segnato. Se si dimostrerà capace e in grado di ricoprire il ruolo di amministra- tore delegato, la Antonio Carraro avrà ancora un membro della famiglia al comando dell’impresa. Altrimenti la guida toccherà ad un manager esterno, accuratamente scelto.

Giorgia Pacione Di Bello
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