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Tutela del patrimonio, gli aspetti critici da considerare

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

26 Settembre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • Le prime e più comuni problematiche riguardano la tassazione sugli strumenti finanziari

  • Altro argomento di notevole interesse concerne la fiscalità immobiliare: focus su imposte patrimoniali e imposte sui trasferimenti

Oltre alle esigenze di tutela e protezione del patrimonio sotto un profilo civilistico, le principali preoccupazioni dei clienti riguardano l’impatto fiscale che determinate scelte di investimento e/o passaggio generazionale hanno sul patrimonio del cliente. Il punto di vista di Gianpaolo Sbaraglia, avvocato presso lo studio legale Acta

Nel corso degli ultimi 10 anni, il patrimonio delle famiglie italiane è stato messo a dura prova. Sono cambiate le priorità dei clienti, sempre più focalizzati sulla tutela dei propri beni, al fine di preservarli e salvaguardarli nel tempo. In questo nuovo contesto, un ruolo sempre più importante va al momento del trasferimento del patrimonio stesso. Il tema è stato affrontato da Gianpaolo Sbaraglia, avvocato presso lo studio legale Acta, fiscalista e dottore di ricerca in Diritto degli affari e tributario dell’impresa, presso l’Università degli Studi LUISS Guido Carli.

Fotografia di Gianpaolo Sbaraglia
Gianpaolo Sbaraglia, avvocato presso lo studio legale Acta, fiscalista e dottore di ricerca in Diritto degli affari e tributario dell'impresa, presso l’Università degli Studi LUISS Guido Carli

Avvocato Sbaraglia, quali sono le principali problematiche fiscali che deve affrontare il consulente nella diversificazione del patrimonio finanziario?

Nel settore del wealth managment, il professionista ha dovuto rivedere il proprio ruolo di consulente. Rispetto alla classica attività di assistenza, chi è chiamato a svolgere la professione in ambito finanziario, è tenuto a rispondere a molteplici esigenze del cliente, tenendo in debita considerazione le diverse normative in tale ambito e dovendo sempre più collaborare con il consulente finanziario. Spesso, oltre a esigenze di tutela e protezione del proprio patrimonio sotto un profilo civilistico, i principali interessi (preoccupazioni) del cliente riguardano l’impatto fiscale che determinate scelte di investimento e/o passaggio generazionale hanno sul patrimonio del cliente.
Le prime e più comuni problematiche riguardano la tassazione sugli strumenti finanziari. La pressione fiscale e i relativi adempimenti a carico dell’intermediario o del cliente variano a seconda che l’investimento sia detenuto in Italia o all’estero. Nel primo caso, il ruolo del consulente legale/fiscale potrebbe assumere una certa rilevanza nella costruzione del portafoglio di investimenti con ottimizzazione del carico fiscale nel rispetto di quegli strumenti finanziari che soddisfano le esigenze del cliente. Simili accorgimenti anche quando gli investimenti siano geograficamente ubicati all’estero ma gestiti dall’Italia. Nel secondo caso, il ruolo del consulente riguarda per lo più le possibili scelte di regimi opzionali che possono sollevare il cliente da ulteriori adempimenti e/o aggravi in termini di imposizione. Più in generale, l’evoluzione degli strumenti finanziari o l’introduzione di nuove forme di investimento (per esempio, le criptovalute) richiedono una specifica e qualificata competenza tanto del consulente legale/fiscale quanto del consulente finanziario.

 

In sede di trasferimento a titolo gratuito del patrimonio nel cosiddetto passaggio generazionale, qual è il punto sulla pressione fiscale in Italia?

La stessa attenzione è richiesta in caso di “passaggio generazionale” del patrimonio di medio-grandi dimensioni. Di per sé, il nostro sistema prevede una ridotta pressione fiscale per quanto concerne le imposte sulle donazioni e successione. Si parla del 4% per la parte eccedente le franchigie di un 1.000.000 per i coniugi e parenti in linea retta, 6% per fratelli e sorelle superata la franchigia di 100.000. Gli altri parenti fino al 4° grado 6% senza franchigia e gli altri casi 8%. Se si tratta poi della nuova legge “Dopo di noi” il regime diventa ancora più favorevole con una totale esenzione qualora vi sia una finalità esclusiva di inclusione sociale, cura e assistenza delle persone con disabilità grave ed i beneficiari siano le persone con disabilità grave devono essere le esclusive beneficiarie. La convenienza continua se si pensa che anche i soggetti che intendono trasferire la propria residenza in Italia dispongono a seguito dell’esercizio dell’opzione di pianificare il passaggio generazionale del patrimonio detenuto all’estero. In tale ipotesi si parla di una esenzione totale. Stesso discorso vale per i Pir

 

Altro argomento molto caro agli italiani è rappresentato dagli immobili. Quali sono gli aspetti fiscali più rilevanti da considerare con riferimento al mattone?

Altro argomento di notevole interesse concerne la fiscalità immobiliare. Dal 2012, abbiamo assistito a una importante rivisitazione dell’imposizione patrimoniale con l’anticipazione sperimentale dell’Imu per quanto concerne la detenzione degli immobili ubicati nel territorio italiano, della Tasi e dell’imposta sui rifiuti (Tarsu, Tares, Tari) racchiuse dal 2015 nella cosiddetta Iuc (imposta unica comunale, ndr) che in linea di massima dovrebbe “finanziare”, secondo articolate regole, le entrate locali con specifiche esenzioni in caso di prima casa. Contestualmente, è stata introdotta per la prima volta una imposta sul valore degli immobili detenuti a qualsiasi titolo all’estero. Si tratta di una specifica patrimoniale che deve essere considerata attentamente in sede di investimenti. A queste imposte, devono aggiungersi quelle sui trasferimenti che seguono particolari regole a seconda che il bene immobile sia a uso abitativo e come prima casa, edificabile o a uso strumentale. In questi casi, sono previste specifiche agevolazioni nel primo caso, mentre negli altri casi la pressione fiscale varia fino ad arrivare all’esenzione Iva.

Stefania Pescarmona
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