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Murdoch non pensa al passaggio generazionale

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

01 Marzo 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il rischio che l’impero si sgretoli dopo la morte di Murdoch c’è

  • Le liti famigliari non mancano. E la situazione è sempre più complessa

Il magnate dei media ha costruito nel corso degli anni un vero e proprio impero. E l’eredità? Ha diversi figli che la pensano diversamente sulle aziende di famiglia e lui non provvede a chiarire la situazione

Rupert Murdoch sarebbe dovuto morire due settimane fa, un martedì pomeriggio. A dirlo era stato lo stesso magnate dei media, che nel 2001 fece emergere la data del suo decesso durante un’intervista dove si faceva il punto sulla sua carriera. Murdoch è riuscito a trasformare un giornaletto di Adelaide, ereditato dal padre, Sir Keith Murdoch, in un impero economico a livello globale corteggiato e temuto da tutti i politici del mondo anglofono.

“Sono un po’ ottimista. Ho circa altre 175.000 ore da percorrere”, dichiarò Murdoch nella trasmissione. “Forse posso spenderne 75.000 in modo produttivo, al lavoro. O 70.000 diciamo. Quindi ognuna di quelle deve essere ben spesa”. Il conto alla rovescia fatto dal magnate è però scaduto il mese scorso. E Murdoch, contro ogni sua previsione, sta andando verso il suo 90° compleanno (l’11 marzo). In qualità di presidente esecutivo di News Corp e co-presidente di Fox Corporation diventerà, stando a quanto riporta il Financial Times, uno dei pochi novantenni che ancora gestiscono una società statunitense quotata in borsa (recentemente ha concluso un accordo con Google in merito ai contenuti online). Nonostante la sua avanzata età la questione su ciò che accadrà alla dinastia dei Murduch è ancora incerta. Le lotte famigliari sono all’ordine del giorno e i figli sono quasi sempre in disaccordo.

Lachlan Murdoch, il figlio maggiore, è l’erede apparente della Fox, ma la questione della successione è ancora aperta, anche perché nessuno dei figli ha abbastanza voti per esercitare da solo il controllo.  “Lachlan è un’entità non dimostrata. Se il suo nome fosse Lachlan Smith, non sarebbe in grado di rilevare l’azienda “, afferma Rod Tiffen, professore presso l’Università di Sydney che ha scritto un libro sui Murdoch. “Rupert ha costruito l’impero, e questo gli conferisce prestigio e status all’interno dell’impero che Lachlan non avrà mai”. Ma attenzione perché mentre  Lachlan è la scelta più recente di suo padre nella battaglia per la successione familiare, il suo rapporto sempre difficile con suo fratello James incombe ancora su quello che diventa l’eredità di Murdoch. Dall’accordo con la Disney, James ha tracciato un percorso completamente indipendente dall’azienda di famiglia. Si è dimesso dal consiglio di amministrazione di News Corp l’anno scorso, citando disaccordi su “alcuni contenuti editoriali”, in particolare la negazione del cambiamento climatico in alcuni punti vendita australiani. A gennaio, pur non chiamando Fox per nome, ha criticato i media statunitensi per aver scatenato “forze insidiose” che hanno portato all’attacco al Campidoglio degli Stati Uniti. A tutto questo si unisce il Trust.

L’intrigo della famiglia Murdoch converge sul trust della famiglia. Rupert Murdoch non è più un beneficiario, avendo donato i suoi beni alla generazione successiva, ma mantiene il controllo finale, anche sulle azioni di News Corp e Fox Corporation.

Il trust agisce come uno nelle questioni aziendali, gestendo circa il 40% delle azioni di voto. Ma quando la generazione successiva si assume la responsabilità, il potere di determinare la posizione del trust viene distribuito equamente tra i quattro figli maggiori di Murdoch, mentre le sue due figlie più giovani – Grace, 20 anni, e Chloe, 18 – sono beneficiarie.
Questo significa che per qualsiasi decisione da prendere, almeno due o tre fratelli dovranno essere d’accordo. Le alleanze all’interno della seconda generazione sono cambiate drasticamente nel corso degli anni. È difficile prevedere come si giocheranno di nuovo.

Nonostante le liti interni Murdoch prende ancora le decisioni importanti. E forse la più sorprendete è stata proprio la vendita alla Disney di una parte della 21th Century Fox (2019). Il magnate dei media ha diviso il bottino tra i suoi figli, regalando circa 2 miliardi di dollari a testa. E se si pensa che il regno Murdoch sia alla fine, si rischia di sbagliarsi. Anche perché ci sono ancora diversi gioiellini in pancia al magnate. E parliamo del Sun (Uk), del New York Post, più della metà del mercato della stampa australiano, la reta Fox news e una manciata di stazioni televisive e sportive che la Disney non poteva accettare per ragioni legate all’antitrust.

Le persone più vicine al magnate dicono che a Murdich non piace parlare dell’eredità e che odia stilare documenti in questo senso. Ma c’è il rischio che una volta che lui se ne andrà il suo impero crolli.

Giorgia Pacione Di Bello
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