PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

La next generation cambierà il volto del wealth management nel prossimo decennio

La next generation cambierà il volto del wealth management nel prossimo decennio

Salva
Salva
Condividi
Luisa Bagnoli
Luisa Bagnoli

17 Luglio 2018
Salva

L’ età media dei banker è oggi tra i 45 e i 55 anni. Alcune società stanno già formando i giovani intorno a 30 anni

Nativi digitali “always on” con una profonda sensibilità ecologica e una forte etica sociale, chi saranno i nuovi “Signori del patrimonio”? Con l’ascesa della generazione emergente, anche la classe di investitori sarà destinata a cambiare in tempi rapidi e la necessità di “svecchiare” il mondo del wealth management si farà sempre più “challenging”. I millennials costituiranno nel 2025 la gran parte della forza lavoro globale e le banche, avranno bisogno di capire questa generazione e le loro aspettative, e di “assicurarsi” in futuro, talenti altamente istruiti.
Stiamo assistendo al più grande passaggio intergenerazionale di patrimoni e conquistare i millennials sarà la vera sfida del wealth manager del futuro. Ma con chi dovrà fare i conti? Il primo macro-trend che coinvolgerà la nuova clientela, è legato alla crescente concorrenza tra i prodotti low cost come gli Etf e i fondi di investimento tradizionali. Gli under 35 avranno una forte propensione agli acquisti di questo prodotto che prevede basse commissioni di gestione annuali, adattandosi sia al piccolo risparmiatore “privato” che all’investitore istituzionale. La vera sfida delle banche sarà nel ridurre i costi di tutti i prodotti e per questo crescerà anche l’interesse per gli Etf smart beta. Anche gli Etf legati alle performance delle società che investono su blockchain rappresentano una novità nell’azionario. La blockchain valorizzerà il processo di fiducia degli investitori verso i nuovi “Exchange traded fund”. Pertanto, con lo “svecchiamento della clientela” e i passaggi generazionali, la principale sfida per le case di investimento diventerà quella di individuare figure adatte a relazionarsi con le nuove generazioni e in sintonia con i nuovi proprietari dei patrimoni.

Nel campionato del recruiting del private banking sono entrate squadre che fino a poco tempo fa non giocavano, o giocavano – di fatto – in un’altra categoria. Anche nel recruiting infatti, ci sono alcuni cenni, se pur deboli, di cambiamento.
Le società più lungimiranti stanno investendo in assunzioni di giovani “detentori della raccolta” da formare ex novo, per poter incidere su una formazione non solo quantitativa anche con la finanza comportamentale e la Behavioral Ethics. Sta già accadendo che si ricerchino profili diversi da prima e con un asset valoriale più alto e profondo di quanto ne occorra oggi per essere un “consigliere del principe”.
E se, i nuovi imprenditori vogliono essere i fondatori di un’economia valoriale sostenibile, il nuovo private banker dovrà avere una reale competenza sulla Corporate social responsability, per comprendere le ragioni che mobilitano le scelte dei clienti. Inoltre, diventerà necessario, avere un legame stretto con l’economia reale, sostenendola.
Sono sempre più numerosi i fondi interessati a quote di partecipazione in imprese che si informano sui parametri Esg o che selezionano aziende specializzate in soluzioni destinate a migliorare il trattamento delle risorse idriche limitandone gli sprechi, oppure i Pir che finanziano le piccole e medie imprese.
Nessuna azienda globale italiana all’avanguardia può ritenersi ormai esente da questi temi. È in questo scenario che dovremmo capire come lavorare per dare valore aggiunto alla selezione del personale. Focalizzandoci sull’analisi delle motivazioni che spingono le persone ad agire, il nostro vantaggio potrà diventare quello di essere portatori di un nuovo modello di selezione per un’impresa all’avanguardia.

Luisa Bagnoli
Luisa Bagnoli
Ha lavorato come trader e risk manager nei primi anni della sua attività, per poi diventare Head Hunter per le Financial institutions e i private equity. Dal 2008 ha fondato e gestisce una Leadership Company declinata in Executive Search e Change management. Dal 2017 ha inaugurato la Ret-Net Leadership School.
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.

WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Condividi l'articolo