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Coronavirus: stop alle operazioni patrimoniali non urgenti

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Alessandro Montinari
Alessandro Montinari

24 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Le operazioni patrimoniali sono messe a freno dal sistema di rinvio e sospensioni

  • Proseguono le attività urgenti dei professionisti seppur con grandi difficoltà operative

  • Molti servizi pubblici sospendono o limitano al minimo l’attività

In piena emergenza sanitaria, con il Dpcm del 22 marzo vengono confermate come essenziali le attività di studi legali, notai e commercialisti. Ma nella pratica sono pochi i servizi possibili

L’emergenza sanitaria ci tocca tutti inevitabilmente e intimamente. E il pensiero va anche al patrimonio. Se non si fossero già avviate iniziative per favorire il passaggio generazionale o intraprese forme di tutela adeguate potrebbe essere questo il momento di farlo. Sì, ma come?

Con la firma del Dpcm 22 marzo 2020, entrato in vigore lunedi 23, le attività degli studi legali, degli studi notarili e dei commercialisti continuano a essere esercitate anche presso gli stessi studi professionali e volendo possono anche continuare a essere ricevuti i clienti. Purché siano adottate le precauzioni volte a garantire il contrasto e il contenimento della diffusione del covid-19 negli ambienti di lavoro contenute nel protocollo sottoscritto il 14 marzo con le parti sociali. I professionisti hanno anche implementato lo smart working per rimanere al fianco dei propri assistiti fornendo consulenze di ogni tipo e tenendo conto dei provvedimenti normativi emanati con cadenza quasi quotidiana.

Vero è che in alcune regioni, come con le ordinanze della Lombardia e del Piemonte, per tali attività ne è stato sospeso l’esercizio presso gli studi, salvo per quelle relative ai servizi indifferibili e urgenti al fine di contenere la diffusione del virus. E ora si sta aprendo una querelle tra quale disposizione debba prevalere quella regionale o quella centrale.

Ma tendenzialmente i professionisti ci sono e si stanno adattando velocemente alla nuova situazione anche con uno sforzo tecnologico verso il quale c’è sempre stato un certo distacco culturale.

Tuttavia, nel concreto, è quasi impossibile avviare nuove pratiche che non siano caratterizzate dallo stato di necessità e dalla improrogabilità. Lo “stato di necessità” deve essere peraltro autocertificato per iscritto dall’interessato e limita notevolmente gli spostamenti. Configura un reato penale la non veritiera dichiarazione. L’improrogabilità è allo stesso modo elemento imprescindibile per la richiesta di qualsiasi prestazione e riguarda tanto le operazioni già avviate che quelle nuove. La quasi totalità degli appuntamenti sono stati rinviati e con essi le operazioni già programmate.

Gli studi notarili già a seguito dei provvedimenti adottati dal presidente del Consiglio dei Ministri in data 11 marzo 2020, volti a contrastare e contenere la diffusione del virus, si sono riorganizzati per essere operativi adottando le misure sanitarie raccomandate. Il notaio è un pubblico ufficiale e l’attività notarile rientra tra i “servizi essenziali” dei quali non è stata espressamente disposta l’interruzione. Sono state adottate procedure necessarie a limitare il rischio contagio anche intorno al tavolo di lavoro. Limitando la partecipazione agli atti delle sole parti interessate che non potranno farsi affiancare da accompagnatori di nessun genere. Per le compravendite immobiliari e le iscrizioni ipotecarie si registra la chiusura di alcuni uffici delle Conservatorie dei Registri immobiliari (vedi Lombardia). Conseguentemente non è possibile per i notai effettuare gli aggiornamenti delle situazioni proprietarie e ipotecarie dal 20 marzo in avanti e tutte le formalità trasmesse nel periodo di chiusura andranno in coda a quelle presentate nel giorno in cui gli Uffici riapriranno. Sono quindi a rischio le verifiche sulle operazioni di compravendita immobiliare e dell’efficacia delle garanzie ipotecarie.

Completa il quadro il mondo bancario che al momento risulta garantire le sole operazioni di cassa allo sportello. Per le consulenze occorre fissare appuntamento contattando numeri telefonici dedicati. Per le erogazioni dei mutui sono stati indicati tempi di istruttoria di due-tre mesi. Per le sole operazioni già deliberate viene garantita l’evasione. Nonostante il momento particolarmente favorevole per questo tipo di operazioni di finanziamento con tassi fissi ai minimi storici.

È un sistema che mantiene quindi operatività per i soli servizi minimi indispensabili e per quelli urgenti e rinvia a data da destinarsi le attività non essenziali. E allora cosa si può fare per il proprio patrimonio in questa emergenza?

Torna utile a tale fine la forma più semplice e immediata di pianificazione preventiva: il testamento olografo. Redatto di proprio pugno, datato e sottoscritto è lo strumento più idoneo e duttile per disporre dei propri beni senza correre il rischio del contagio. Avendo bene a mente che una volta terminata l’emergenza può sempre essere revocato.

Alessandro Montinari
Alessandro Montinari
Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. Collabora da più di un decennio con uno studio boutique del centro di Milano.
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