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Barcardi: un eredità travagliata

Barcardi: un eredità travagliata

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

07 Luglio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il tutto parte più di 30 anni fa, quando dal 1988 al 1997 le azioni Bacardi Ltd di Don Luis Bacardi rimasero sequestrate in Liechtenstein a causa di procedure portate avanti dai membri della sua famiglia di origine

  • A questo poi si aggiungono la presenza di un trust nel Liectenstein e dei trustees che al posto di fare gli interessi prima della moglie poi della figlia, agiscono contro la loro volontà

  • L’ultimo atto, per il momento, è la mossa di Maria Luisa Bacardi che ha deciso di denunciare tre studi legali, con l’accusa di avere supportato il disegno dei trustees del Principato del Liechtenstein per impossessarsi delle azioni Bacardi Ltd

La vicenda della famiglia Bacardi non vuole vedere la fine. E’ infatti più di 30 anni che ci sono battaglie legali. Dopo la morte di Don Luis Bacardi, la moglie Lady Monika Bacardi e l’unica figlia Maria Luisa Bacardi stanno portando avanti la vicenda

Un’eredità, un trust e delle azioni. Questi sono gli ingredienti della famiglia Bacardi e di una vicenda lunga più di 20 anni. L’ultimo atto risale al 6 luglio quando Maria Luisa Bacardi, unica erede di Don Luis Bacardi Ltd, ha dato mandato, insieme alla madre Monika, di depositare presso il tribunale di Monaco una denuncia contro tre studi legali, con l’accusa di avere supportato il disegno dei trustees del Principato del Liechtenstein per impossessarsi delle azioni Bacardi Ltd. La denuncia verrà depositata prossimamente anche nel Principato del Liechtenstein.

Ma come mai questa denuncia? La vicenda è abbastanza intricata e oltre alla classica disputa famigliare c’è anche la presenza del sistema Liectenstein, delle difficoltà legate alla poca trasparenza dei trust e dell’assenza di una chiara normativa a cui fare riferimento. Da sottolineare come lo strumento del trust e di conseguenza i trustees dovrebbero agire per tutelare gli interessi del destinatario finale. In questa vicenda la situazione si è però ribaltata. E dunque i trustees non solo non hanno espresso la volontà di Monika Bacardi ma le hanno anche agito contro. Il 18 giugno si è infatti tenuta l’assemblea degli azionisti della Bacardi Ltd ed è stata confermata la governance della lista facente capo a Facundo Bacardi, presidente da quasi 30 anni. Monika Bacardi avrebbe voluto esprimere il proprio parere contro tale lista, ma non ha potuto farlo perchè i trustee del trust Bastille, che dovrebbero rappresentare la sua volontà come azionista, il 3 giugno hanno votato per destituirla dalle cariche che le attribuiscono il diritto di voto in assemblea. “Bacardi Ltd è l’unica multinazionale al mondo in cui la maggior parte degli azionisti è rappresentata da trusts i cui trustees votano in difformità con le indicazioni e i “desiderata” dei beneficiari di tali trusts, per sostenere incondizionatamente la governance in carica, guidata dal presidente sig. Facundo L. Bacardi. Con la mia minacciata estromissione dai Cda dei due veicoli controllati dal Trust “Bastille”, nei quali il mio dissenso non consentirebbe il sostegno al rinnovo delle cariche della Bacardi Ltd dei candidati espressione del presidente Facundo Bacardi, alla guida del Gruppo ininterrottamente da ben 27 anni, si riconferma il ruolo “opaco” di questi trusts o meglio di questi “trustees” a supporto di una governance che peraltro risulta accusata di pesanti abusi, illeciti, mancanza di trasparenza e legalità”, dichiarò Lady Monika Bacardi dopo la sua destituzione da parte dei trustees.

Il 18 giugno si è dunque tenuta l’assemblea che ha visto confermato Facundo Bacardi alla guida del Gruppo, dopo 27 anni ininterrotti alla redini dell’azienda. “Grazie ad uno dei sistemi di governance aziendali meno trasparenti al mondo, dove gli stessi azionisti della Bacardi non hanno il diritto di sapere chi sono gli altri azionisti. Non solo: viene impedito ai detentori di pacchetti rilevanti di azioni di far valere il voto in assemblea per decidere le nomine dei consiglieri. Come accaduto a mia madre, Monika Bacardi, destituita arbitrariamente e illegalmente lo scorso 3 giugno dalla sua posizione di direttore delle due società del Liechtenstein (controllate dal trust Bastille, sempre basato in Liechtenstein) che detengono le Azioni Bacardi Ltd, al preciso scopo di non farla liberamente votare ed esprimere il dissenso ai seguenti punti: la riconferma alla governance di Facundo Bacardi e dei suoi candidati e la manleva delle operazioni da loro compiute. Mi trovo quindi costretta a far valere i miei diritti e quelli di mia madre presso tutte le sedi giuridiche competenti e a portare questi fatti all’attenzione delle autorità e anche dell’opinione pubblica affinché si possa fare finalmente giustizia”, dichiara Maria Luisa Bacardi, unica figlia del defunto Lord Luis Gomez del Campo Bacardi.

Tutta questa situazione di intrighi, trust, eredità e famiglia ha però origini ben lontane. Il tutto infatti parte più di 30 anni fa. Dal 1988 al 1997 le azioni Bacardi Ltd di Don Luis Bacardi rimasero sequestrate in Liechtenstein a causa di procedure portate avanti dai membri della sua famiglia di origine. Per cercare di evitare ulteriori problemi Don Luis Bacardi, nel 2003, decise di trasferire le proprie azioni in un trust del Principato del Liechtenstein (trust Bastille) del quale subito dopo ne chiede la revoca e la nullità per distorsione delle sue volontà da parte dei due autori dell’atto costitutivo di trust, riusciti peraltro a farsi nominare anche quali original pofessional trustees del trust con potere due su tre. Nel 2004 gli original professional trustees del trust Bastille, contro la volontà di Don Luis Bacardi, che voleva invece la revoca del trust, nominarono al suo posto,  Facundo L. Bacardi (già al tempo Presidente del Cda di Bacardi Ltd e nipote di un cugino di Don Luis Bacardi). E da qua prende il via una prima azione legale in Liechtenstein contro il trust Bastille. Don Luis Bacardi non vedrà però mai la fine del processo dato che morì nel 2005 a causa di una malattia.  E dunque la moglie, Lady Monika Bacardi, porta avanti la vicenda.

Dopo lunghi anni di battaglie legali condotte nel Principato del Liechtenstein da Lady Monika Bacardi, i trustees del trust Bastille (tra i quali era entrato a far parte nel 2004 anche Facundo Bacardi) c’è una svolta. Questi vengono rimossi e sostituiti dalla corte del Liechtenstein con l’insediamento della stessa Lady Monika Bacardi quale “family trustee”, dell’avvocato del Liechtenstein di Lady Monika Bacardi che aveva guidato le procedure di rimozione dei precedenti trustees e da due nuovi professionisti del Liechtenstein, quali professional trustees. Sembra dunque che la questione si sia risolta. E invece no, perché subentra anche la figlia con la sua maggiore età. E infatti nel Dicembre 2018 sorgono nuove tensioni. Vicino al compimento dei 18 anni di età della figlia di Don Luis Bacardi, Maria Luisa Bacardi, i professional trustees del Liechtenstein del trust Bastille negano a Maria Luisa Bacardi il diritto alla riscossione dei dividenti accumulati dalla morte del padre e a lei destinati. Le tensioni sono così forti che nel dicembre del 2019, contro Monika Bacardi che si era opposta al rinnovo delle cariche di due su tre dei trustees, viene azionato dal suo ex avvocato (da lei nominato nel 2009 come trustee), il procedimento di sua revoca dal ruolo di family trustee. E da qua parte parte poi tutta la recente vicenda che ha visto la figlia presentare una denuncia contro tre studi legali, con l’accusa di avere supportato il disegno dei trustees del Principato del Liechtenstein per impossessarsi delle azioni Bacardi Ltd. “confidare in una rapida ed effettiva risoluzione di un caso come questo che si articola come un serial thriller in Liechtenstein da oltre 30 anni e coinvolge una multinazionale con sede nelle Bermuda (che non brilla certo per trasparenza verso gli azionisti e stakeholders) mi sembra illusorio, l’intera questione la sto portando all’attenzione della Procura Italiana anti-mafia essendo entrambe Monika e Maria Luisa cittadine italiane, seppur residenti da decenni all’estero”, spiega Bruno Capone, esperto di alta finanza e business legal, da due anni consulente a tutto campo di Lady Monika Bacardi.

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