PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Passaggio generazionale, anche in Asia è un problema

Passaggio generazionale, anche in Asia è un problema

Salva
Salva
Condividi
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

19 Novembre 2018
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • Le imprese famigliari fanno difficoltà a far subentrare la seconda generazione e la tecnologia all’interno della società

  • La nuova generazione potrebbe inoltre riuscire a portare all’interno delle società nuove tecnologie in grado di far incrementare gli utili aziendali

Il passaggio generazione e l’introduzione di nuove tecnologie all’interno delle società rappresenta un problema che caratterizza non solo le imprese italiane ma anche quelle asiatiche. Ad evidenziarlo è proprio l’ultima analisi di Lombard Odier

La crescita di un’azienda famigliare passa anche attraverso un passaggio generazionale ottimale e l’introduzione di nuove tecnologie, in grado di aiutare la società a svilupparsi. Due aspetti che molto spesso vengono vissuti come momenti di crisi da parte del fondatore dell’azienda. Questo avviene perché l’imprenditore pensa di poter riuscire ad andare avanti in eterno a gestire la società, senza delegare nulla ai suoi sottoposti. Se a questa convinzione si aggiunge anche l’ostilità di far entrare nell’azienda una figura estranea alla famiglia, si capisce il perché solo il 18% dei passaggi generazionali arriva alla terza generazione.

Il momento della successione non risulta dunque essere un problema squisitamente italiano. Anche in Asia, secondo il recente studio di Lombard Odier, le imprese famigliari fanno difficoltà a far subentrare la seconda generazione e le nuove tecnologie all’interno della società. Due elementi che combinati, in modo positivo, possono portare nuova linfa all’azienda. La nuova generazione risulta dunque essere necessaria anche per riuscire a identificare le nuove tecnologie che possono fare bene alla società. Se dunque da una parte il problema “vita aziendale” può esser risolto facendo entrare gradualmente il successore designato dal fondatore, dall’altra, bisogna tenere presente che molti figli hanno altre ambizioni. Secondo lo studio le famiglie dovrebbero essere, infatti, consapevoli dell’esistenza di altre potenziali differenze generazionali.

Gli esponenti della generazione Y/Z risultano, infatti, essere molto focalizzati sul concetto di lavoro in proprio rispetto alla generazione X. Il 34% degli appartenenti alla nuova generazione vuole gestire o lavorare nell’azienda di famiglia mentre, parallelamente, cerca di avviarne una propria. Anche in questo secondo caso bisogna rispettare le volontà del figlio/a, anche per il bene della stessa società. Nel caso in cui il figlio fosse invece interessato ad entrare nella società di famiglia, il fondatore dovrebbe cercare di incoraggiare le nuove generazioni a sviluppare iniziative proprie sfruttando le nuove tecnologie. Anche perché questo potrebbe riuscire a portare nuovi flussi di reddito all’impresa di famiglia. In alternativa, un’altra opzione valida e preziosa, potrebbe essere quella di permettere al figlio di uscire dall’azienda per accumulare esperienze in aree diverse. Azione che, se ben pianificata, può contrastare i driver della disruption.

Vincent Magnenat, limited partner e ceo Asia Pacific di Lombard Odier, sostiene infatti  che “la Generazione Y è in grado di apportare valore grazie alla più rapida identificazione di tecnologie disruptive rispetto a alle generazioni precedenti, anche se un numero crescente di persone desidera avviare un’attività propria. Le famiglie dovrebbero cercare di sfruttare le conoscenze digitali dei membri più giovani della famiglia o, in alternativa, cogliere le opportunità offerte dalle nuove generazioni per fare delle startup o spin-off guidati dalle nuove generazioni delle vere forze di disruption”.

Il tema del passaggio generazione e dell’ingresso in azienda rappresenta un momento fondamentale nella vita di ogni azienda, anche alla luce del fatto che proprio secondo uno studio condotto da Lombard Odier è emerso che il 94,1% delle imprese familiari in Asia ha subito o prevede di subire l’impatto di almeno una tecnologia disruptive. Tuttavia, solo la metà delle aziende è preparata ad intraprendere degli step che vadano oltre la semplice consapevolezza dell’esistenza di queste tecnologie al fine di incorporarle attivamente all’interno dei proprio business model.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Passaggio GenerazionaleLombard Odier