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Viaggio all’interno dei purgatori fiscali europei

Viaggio all’interno dei purgatori fiscali europei

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Alessandro Mainardi
Alessandro Mainardi

28 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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Tutti i paesi europei, con limitate eccezioni (Italia), cercano di attrarre nella propria giurisdizione le società del continente. Olanda e Lussemburgo restano gli ambienti legali privilegiati dalle aziende

Olanda e Lussemburgo hanno in comune la stessa bandiera e la stessa propensione a farsi gli affari degli altri. Nel senso che entrambi attraggono molte società straniere, europee e non. Un tempo Olanda e Lussemburgo si facevano concorrenza a tutto campo. Oggi la situazione è cambiata. L’Olanda si sta affermando come la destinazione preferita per chi cercacorporate service eholding facility. Fca ha trasferito la propria sede legale da Torino ad Amsterdam già dal 2014, Eni ha la propria subholding internazionale collocata nella stessa città da anni e molte società italiane ed europee hanno fatto o stanno facendo la stessa cosa.

Le ragioni della scelta sono essenzialmente due: la reputazione del paese e il network di trattati contro le doppie imposizioni. L’Olanda non è mai stata coinvolta in scandali fiscali, cosa che invece è avvenuta al vicino Lussemburgo, quando Junker si occupava dei ruling. Inoltre l’Olanda vanta il maggior numero di trattati contro le doppie imposizioni di tutto il mondo. Al momento sono ben 100. Il Lussemburgo non può competere con l’Olanda su questi fronti. Junker a parte, il Granducato ha in carnet solo 83 trattati, anche se uno, quello con Hong-Kong, è molto apprezzato dagli investitori cinesi. Che notoriamente tendono a infischiarsene dei problemi reputazionali.

Lo stesso vale per le piccole e medie società che apprezzano l’approccio friendly lussemburghese. Ma quando si tratta di società quotate, il Lussemburgo non riesce ad essere attraente come l’Olanda.
Per questo motivo il Lussemburgo negli ultimi tempi ha cercato di scrollarsi di dosso l’immagine di Montecarlo delle Ardenne ed ha riorientato la propria offerta verso il mondo del banking & finance. In fondo gli stessi motivi che rendono scettiche le grandi società fungono da catalizzatore per le grandi banche e le grandi assicurazioni.

Community, riservatezza, regulator finanziari apprezzati, flessibilità fiscale sono tutti atout che l’Olanda non può garantire nella stessa misura del Lussemburgo. Due esempi? In Lussemburgo ha sede da sempre la più grande banca europea, la Bei, controllata direttamente dagli stati membri dell’Europa. E in tempi più recenti ha stabilito la sua sede europea Lombard International Assurance, uno dei player mondiali del wealth management. Qualcuno si chiederà: e l’Irlanda? L’Irlanda è ancor oggi l’hub preferito delle Big Four tecnologiche: Amazon, Apple, Facebook, Google. Lì trovano due cose essenziali: manodopera altamente tecnologica e bassissima tassazione. Oltre ad un ambiente legale e linguistico molto simile a quello americano. Per anni ci hanno fatto affari d’oro.

Ora la struttura double sandwich usata per non pagare tasse nei paesi europei dove realizzano le proprie vendite è saltata. Ma si stanno riorganizzando. Difficilmente lasceranno l’Irlanda dove hanno fatto cospicui investimenti nel corso degli anni passati. Per tutte le altre società tuttavia è un posto poco attraente. Quindi, se siete alla caccia di collegamenti europei per il vostro lavoro, date un occhio a cosa succede in Olanda per il corporate. Oppure volate in Lussemburgo, se puntate sul banking & finance.
In ogni caso sarete in compagnia dei miglior professionisti europei in fuga da Londra.

Alessandro Mainardi
Alessandro Mainardi
Partner dello studio legale Orrick e responsabile del Tax Group italiano. Con oltre 25 anni di esperienza nel settore della fiscalità interna ed internazionale, è uno dei più ascoltati specialisti in materia di wealth management: tassazione della famiglia, passaggio generazionale, trust, asset protection, art investment.
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