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Hnwi, nel 2019 gli Usa diventeranno sempre più un centro offshore

Hnwi, nel 2019 gli Usa diventeranno sempre più un centro offshore

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

26 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Gli Usa già ora accolgono il 27% della ricchezza offshore degli Hnwi

  • I due terzi dei wealth manager intervistati nella ricerca di GlobalData sull’avvento del Crs non temono una contrazione del mercato

Il sistema multilaterale di scambio automatico di informazioni, noto come Common reporting standard (Crs), farà crescere i Paesi non partecipanti, quali gli Stati Uniti, come centri offshore

Secondo l’ultimo report di GlobalData sul wealth management, gli Usa potrebbero diventare il prossimo “paradiso” offshore del 2019. Gli Stati Uniti hanno infatti scelto di non aderire al sistema multilaterale di scambio automatico di informazioni bancarie fra i Paesi dell’Ocse. Si tratta del cosiddetto Common Reporting Standard (Crs), ormai introdotto nell’Ue con la Direttiva 2014/107/UE. E’ un sistema di condivisione dei dati bancari che nasce per facilitare i controlli anti-evasione. E quest’anno, al di là dei ritardi dei singoli, la maggior parte dei Paesi aderenti utilizzerà il Crs: a tutto beneficio di chi si è chiamato fuori dall’accordo.

Sempre più Hnwi negli Usa

Secondo Sergel Woldemichael, analista del wealth management di GlobalData, “gli Usa detengono già il 27% della ricchezza offshore complessiva mondiale”. E con questa nuova regolamentazione, non potrà che aumentare. Il Crs vuole essere uno strumento di lotta all’evasione “ma non spazzerà via i mercati offshore”, non “essendo i benefici fiscali l’unica ragione per cui si fanno investimenti offshore”. Un cliente affluent guarda oltre ai confini nazionali per gli investimenti anche per “la diversificazione geografica e per l’accesso a una migliore gamma di prodotti”.

Secondo l’analista, ulteriori afflussi di capitali negli Usa potrebbero mettere a repentaglio gli sforzi di diversificazione degli asset manager. Ma in realtà solo un terzo del campione degli intervistati teme oggi una potenziale contrazione del mercato. “I consulenti dovrebbero incoraggiare la diversificazione. In particolare, gli alternativi saranno un fattore chiave per diversificare i portafogli e affrontare i periodi di ribasso meglio delle asset class tradizionali, e per questo l’educazione del cliente è fondamentale”, conclude Woldemichael.

 

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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