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Una successione ad hoc per le famiglie globalizzate

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

11 Novembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’introduzione di questo regolamento europeo è molto importante, non solo perché armonizza i paesi membri dell’Ue sul tema delle successioni, ma anche perché concede notevoli vantaggi alle famiglie globalizzate

  • Ma come mai questo regolamento non ha portato individui ad alto reddito nel nostro Paese? La risposta è semplice e disarmante: non si conosce questa opportunità

Grazie al Regolamento Ue n.650/2012, entrato in vigore a partire dal 2015, le famiglie globalizzate possono prendere il meglio dal punto di fiscale e successorio da due paesi, realizzando così il perfetto passaggio generazionale. Ma solo pochi conoscono questa opportunità

Una pianificazione successoria ad hoc per le esigenze di ogni singola famiglia. È dunque possibile usare la legge fiscale del paese dove si ha la residenza insieme a quella di successione della giurisdizione di origine, se si ritiene più elastica per quanto riguarda le proprie esigenze famigliari. Questo è possibile grazie al Regolamento Ue n.650/2012 entrato in vigore a partire dal 2015.

Questa modifica in campo europeo si è resa necessaria dato che “prima del regolamento ogni stato membro faceva valere le propria legge nazionale. E dunque lo straniero che veniva in Italia, si vedeva applicata la legge italiana solo se lo si sceglieva  (tramite un atto davanti al notaio). Altrimenti si vedeva applicata le regole del paese di origine” spiega Claudio Giordano, socio dello Studio Nunziante Magrone. Con il regolamento 650 si è ribaltato il concetto. Adesso ha valenza il concetto di residenza, e si può mantenere l’opzione all’inverso. Il cittadino straniero può dunque chiedere che gli venga applicata la legge del suo paese di origine. In mancanza di questa specifica si vedrà invece applicata quanto prescritto dalle norme nazionali in caso di successione.

L’introduzione di questo regolamento europeo è però molto importante, non solo perché armonizza i paesi membri dell’Ue sul tema delle successioni, ma anche perché concede notevoli vantaggi alle famiglie globalizzate.

Questo è possibile dato che si possono mettere insieme regime fiscali e successori di due paesi diversi. E questo a vantaggio esclusivo della famiglia. Se dunque un cittadino olandese si trasferisce in Italia e ottiene la residenza italiana, mantenendo i figli in Olanda, può scegliere se applicare la legge di successione italiana o quella olandese. La scelta ricadrà inevitabilmente sul regime che gli consentirà di attuare la divisione patrimoniale più vicino ai suoi desideri. Resta però fermo che nel caso in cui si optasse per il regime olandese dal punto di vista successorio, per la parte fiscale si andrebbero ad applicare le regole italiane. Questo comporterebbe che la famiglia in questione andrà a prendersi il meglio dei due paesi (si pensi per esempio ad una famiglia che vuole creare dei patti successori. In Italia questi non sono possibili ma in altri stati membri sì).

Giordano spiega infatti come quando si attuano queste scelte si deve sempre tenere, da una parte, lo sguardo fisso verso il paese con la fiscalità più agevolata e dall’altra cercare di trovare una giurisdizione che ha altrettanti vantaggi dal punto di vista successorio. La conseguenza è che prima di scegliere il paese dove spostarsi fiscalmente si deve capire chi tra gli stati membri dell’Ue ha un regime fiscale più favorevole.

Nonostante questo primato sia in mano all’Italia, Giordano ha sottolineano come, stando alla sua esperienza di avvocato al momento questo regolamento non ha attratto paperoni nel nostro Paese grazie a questa opzione. I flussi di capitali sono invece convogliati quando si è introdotta la flat tax o altri regimi fiscali favorevoli per gli stranieri.

Ma come mai questo regolamento non ha portato individui ad alto reddito da noi? La risposta è semplice e disamante: non si conosce questa opportunità. Giordano spiega infatti come molti paperoni che scelgono l’Italia come loro meta lo fanno non sapendo di questa possibilità.  Viste però le notevoli implicazioni di pianificazione che può offrire non è da sottovalutare né per gli italiani né per gli stranieri.

Giorgia Pacione Di Bello
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