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Ue: lista nera aggiornata

Ue: lista nera aggiornata

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Redazione We Wealth
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19 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Panama, Isole Cayman, Palau e Seychelles sono stati inseriti dai ministri delle finanze dei paesi dell’Ue all’interno della lista nera dei paradisi fiscali

  • Non ci sono ripercussioni economiche per queste giurisdizioni. E dunque società e singoli individui possono tranquillamente lavorare e investire senza ostacoli

L’Unione europea ha aggiornato i nomi all’interno della lista nera dei paradisi fiscali. Tra i nuovi entrati troviamo le Cayman e Panama

Aggiornata la lista dei paesi fiscalmente non cooperativi secondo gli standard dell’Unione Europea. Durante l’Ecofin del 18 febbraio 2019 i ministri delle finanze dei paesi membri hanno annunciato l’inserimento all’interno della lista dei paradisi fiscali extra Ue: Panama, Isole Cayman, Palau e Seychelles.

Isole Cayman

Paesi che sono finiti all’interno della lista nera perché secondo l’Unione europea non si sono adeguati agli standard di trasparenza fiscale. Questi cinque paesi vanno dunque ad aggiungersi agli altri otto già presenti in precedenza: Samoa americane, Figi, Guam, Samoa, Oman, Trinidad e Tobago, Vanuatu e le Isole Vergini americane. I paesi all’interno della lista nera dei paradisi fiscali risultano dunque essere 13.

Sempre il 18 febbraio, durante l’Ecofin, sono stati rimossi dalla lista grigia ben 16 paesi che secondo il Gruppo del codice di condotta Ue hanno adeguato i loro sistemi fiscali ai criteri di trasparenza europei. E dunque parliamo di: Antigua e Barbuda, Armenia, Bahamas, Barbados, Belize, Bermuda, Isole Vergini britanniche, Capo Verde, Isole Cook, Curacao, Isole Marshall, Montenegro, Nauru, Niue, Saint Kitts e Nevis, Vietnam. A partire dal 2020, gli Stati membri hanno concordato che l’elenco dell’Ue sarà aggiornato non più di due volte all’anno per garantire un processo di verifica più stabile.

Per tutti i paesi presenti all’interno della lista nera dell’Ue non sono però presenti delle ripercussioni. E dunque le società così come i singoli che vogliono trasferirsi oppure aprire attività in queste giurisdizioni non corrono nessun tipo di rischio. La Commissione europea ha infatti specificato come a livello comunitario non saranno prese decisioni. Saranno, se vorranno i singoli stati membri, ad attuare delle contromisure economiche. A distanza di due anni dalla prima lista nera dell’Ue nessuno stato membro ha mai messo in pratica misure punitive contro i paesi all’interno dei paesi dentro la lista nera dell’Ue.

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