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Tassa dell'1,5% sui trasferimenti di denaro extra Ue

Tassa dell'1,5% sui trasferimenti di denaro extra Ue

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

21 Novembre 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • La nuova tassa dell’1,5% sui trasferimenti di denaro in Paesi extra Ue colpirà tutti quei contribuenti italiani che hanno figli, famiglia o interessi all’estero

  • I trasferiti nel Regno Unito dal 1° gennaio 2019 saranno sottoposti alla nuova tassazione

Nel dl fiscale 886/2018 è presente l’emendamento a firma Lega sul money transfer. Tutti i trasferimenti di denaro dai 10 euro in su saranno dunque sottoposti a una tassa dell’1,5%

Una tassa dell’1,5% su tutti i traserimenti di denaro a partire da un’importo minimo di 10 euro, diretti a Paesi extra Unione Europea, a partire dal 1° gennaio 2019. Questo il testo dell’emendamento presentato dalla Lega al dl fiscale 886/2018 e in questi giorni oggetto di esame. Se dunque la commissione finanze di Palazzo Madama dovesse approvare l’emendamento della Lega, la tassa dell’1,5% andrà a colpire tutti i trasferimenti di denaro che verranno indirizzati verso Paesi extra Ue. Nel testo è stato però specificato come l’imposta sui trasferimenti di denaro non verrà applicato alle transazioni commerciali. La dicitura “Paesi non appartenenti all’Unione Europea” non è però da sottovalutare, perchè include anche tutte le giurisdizioni appartenenti allo spazio economico Ue come la Norvegia e l’Islanda (e forse il Regno Unito)

 

L’introduzione della nuova tassa va però a collocarsi in un contesto economico- finanziario internazionale non semplice e particolarmente delicato. In questi giorni, per esempio, la questione della Brexit è sul tavolo dalla Commissione Ue, così come su quello del Parlamento inglese. L’uscita del Regno Unito dall’Ue avrà però ripercussioni non solo per la Patria della Regina Elisabetta II, ma anche per i contribuenti italiani che hanno affetti o affari nel Regno Unito.

La nuova tassa dell’1,5% toccherà andrà infatti ad impattare su tutti i trasferimenti che verranno fatti dall’Italia verso il Regno Unito.  E questo perchè anche nel caso in cui si dovesse optare per un accordo sullo stile della Norvegia e della Scandinavia, per la normativa italiana sarebbe considerato un Paese extra Ue. Se dunque si dovesse avere un figlio che studia a Londra a cui gli si mandano soldi per pagare l’affitto e per spese varie, da gennaio 2019, questi trasferimenti di denaro saranno tassati dell’1,5%. Ma ancora, nel caso in cui si abbia una seconda casa nel Regno Unito, o in qualsiasi altro Paese extra Ue, e si mandassero dei soldi per pagare le tasse locali, anche in questo caso si sarà sottoposti ad una tassa dell’1,5%.

Un’emendamento studiato per cercare di frenare i trasferimenti di denaro degli immigrati verso i Paesi d’origine, sta diventando uno strumento che andrà a colpire anche gli italiani che hanno interessi all’estero.

Giorgia Pacione Di Bello
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