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Seconda casa in Francia, che tasse pagare?

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

02 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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Seconda casa in Francia. Come comportarsi nei confronti dell’Agenzia delle entrate e cosa dichiarare per essere in regola? Lo abbiamo chiesto a Riccardo Ubaldini, partner di BonelliErede

Come funziona la tassa sugli immobili in Francia?

• Ogni 1° gennaio si deve pagare la tax foncière
• Sugli immobili ad uso abitativo si deve pagare la taxe d’habitation
• Imposta progressiva sul patrimonio immobiliare (impôt sur la fortune immobilière)

Coloro che possiedono immobili situati in Francia data del 1° gennaio di ciascun anno sono tenuti a pagare un’imposta patrimoniale annuale denominato tax foncière. A ricordarlo è Riccardo Ubaldini, partner di BonelliErede. L’imposta viene dunque calcolata moltiplicando una parte della rendita catastale rivalutata per coefficienti determinati annualmente dalle autorità locali.
Ma non finisce qua perchè sottolinea Ubaldini, sugli immobili ad uso abitativo è, inoltre, dovuta un’ulteriore imposta annuale (taxe d’habitation), che deve essere pagata dal soggetto che occupa l’immobile (sia esso il proprietario, il conduttore o altri) alla data del 1° gennaio dell’anno di riferimento.  L’imposta è calcolata moltiplicando la rendita catastale per vari coefficienti determinati dalle autorità locali.  Nota positiva è la graduale eliminazione dell’imposta. Questa verrà infatti “progressivamente eliminata entro il 2020 (a condizione, però, che il reddito imponibile del proprietario sia inferiore ai 27.000 Euro)”.
Inoltre, in Francia è dovuta un’imposta progressiva sul patrimonio immobiliare (impôt sur la fortune immobilière) se il valore complessivo netto degli asset supera una certa soglia, che, nel 2018, è pari a Euro 1,3 milioni.

Dove pago le tasse

  • In Francia e Italia

Da sottolineare che si ha una seconda casa in Francia non si sarà soggetti ad una doppia tassazione. A decorrere dal periodo d’imposta 2011, – spiega Riccardo Ubaldini- i contribuenti italiani che detengano immobili situati all’estero sono tenuti al pagamento dell’IVIE (Imposta sul Valore Immobili situati all’Estero). Dall’imposta lorda può dunque essere detratto un credito d’imposta pari all’importo dell’eventuale imposta patrimoniale versata nell’anno di riferimento nello Stato estero in cui è situato l’immobile e ad esso relativa. In questo caso in Francia.

ATTENZIONE: Ubaldini specifica come con riferimento agli immobili detenuti in Francia, secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate (Circolare 2 luglio 2012, n. 28/E), la tax foncière dà diritto allo scomputo dall’IVIE; sulla base degli stessi chiarimenti, anche la neointrodotta impôt sur la fortune immobilière dovrebbe beneficiare dello stesso trattamento.

Cosa si deve dichiarare all’Agenzia delle entrate

Il contribuente italiano che detenga immobili in Francia deve compilare il Quadro RW della dichiarazione dei redditi. L’obiettivo di questa dichiarazione è denunciare il valore dell’immobile estero e calcolare l’IVIE dovuta.

Nel caso in cui si vuole vendere l’immobile, a cosa si deve fare attenzione?

Ubaldini spiega come l’eventuale plusvalenza realizzata a fronte della vendita di immobili situati in Francia è potenzialmente imponibile in Italia. Dunque – specifica- per poter beneficiare dell’esclusione prevista dall’art. 67, c. 1, lett. b), TUIR per gli immobili detenuti da almeno cinque anni, è necessario che la vendita avvenga una volta decorso tale termine.

Giorgia Pacione Di Bello
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