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Italia: aumento delle imposte di successione e donazione?

Italia: aumento delle imposte di successione e donazione?

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

29 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Non è la prima volta che si parla di riformare queste imposte, ma adesso ci potrebbe essere la giusta congiuntura: necessità di far cassa e i continui richiami da parte dell’Unione europea

  • E dunque cosa fare per cercare di “evitare” tutto ciò?

Più che mini-patrimoniale, si potrebbe valutare un eventuale incremento delle imposte di successione e di donazione. Dunque cosa si potrebbe fare? Anticipare il passaggio generazionale attraverso una donazione

Aumento dell’imposta su successioni e donazioni con raddoppio delle aliquote. L’Italia andrà dunque verso nuove tasse nei prossimi anni e ad essere colpite sarà proprio il patrimonio ereditato.

Non è la prima volta che si parla di riformare queste imposte ma adesso ci potrebbe essere la giusta congiuntura: necessità di far cassa e i continui richiami da parte dell’Unione europea. Nel nostro Paese c’è infatti un’imposta sulle successioni e donazioni che si applica con l’aliquota al 4% se l’erede è il coniuge, il figlio e gli altri parenti in linea retta. Questa percentuale si paga inoltre solo sull’importo eccedente la franchigia di 1 milione di euro. L’aliquota sale al 6% per le successioni e donazioni a favore di fratelli e sorelle e di altri parenti fino al 4° grado. Anche in questo caso è presente una franchigia di 100mila euro. E infine all’8% per tutti gli altri soggetti. In questo caso non è prevista alcuna franchigia. In Europa la situazione è nettamente diversa. E infatti in Germania la tassa di successione oscilla tra il 7 e il 50%, in Gran Bretagna l’Inheritance Tax Act del 1984 applica una tassazione del 40% sul valore complessivo dei beni eccedenti la quota di 325mila sterline, mentre in Francia l’aliquota varia dal 5 al 60%. Significa dunque che nel caso in cui vengano lasciati in eredità un milione di euro, in Italia la somma da pagare è di zero euro in caso di successione per linea retta, in Germania parte dai 7o mila euro per poi salire, e in Gran Bretagna si attesta sui 260 mila euro. Estendendo l’analisi anche ad altri paesi, si nota come il Belgio ha un’imposta sulla successione che oscilla tra il 30 e l’80%, la Finlandia tra il 13 e il 32%, e la Spagna tra il 34 e l’86%.

Tutto questo ha portato ad un richiamo da parte dell’Ue all’Italia per allineare la sua tassazione al resto dell’Unione. Al momento il legislatore non ha ancora toccato questo genere di imposta, anche perché rappresenta uno strumento per attirare capitali esteri nel nostro Paese. E aumentarla, se non raddoppiarla, potrebbe andare a distorcere equilibri precari in merito all’attrazione dall’estero.

Ma, visti i tempi, secondo quanto risulta a We Wealth se si dovesse puntare su nuove tasse si potrebbe arrivare proprio a ritoccare quelle di successione e donazione. E dunque cosa fare?

Stando a diversi esperti fiscale la risposta è univoca: anticipare il passaggio generazionale attraverso una donazione. In questo modo si andrebbe a cristallizzare il tutto e anche la tassazione. Se infatti si dovesse donare adesso il proprio patrimonio al figlio si godrebbe della tassazione attuale, senza che in futuro nessuno possa rincararla di ulteriori tassi. Ovviamente in questo caso subentrerebbero altri problemi come la fiducia nell’erede e nella sua capacità di gestione del patrimonio. Ma, dall’altra parte il donatore potrebbe riuscire a insegnare al figlio come gestire al meglio l’eredità, che errori evitare e nel caso a quali opportunità prestare maggiore attenzione.

Giorgia Pacione Di Bello
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