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Fmi: una ricetta per uscire dalla crisi

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

03 Luglio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Ideas è l’acronimo di: I come investimenti per la crescita, D come misure discrezionali, E – A -S come migliorare gli stabilizzatori automatici

  • Fmi sottolinea come i vari governi dovrebbero prendere delle misure forti anche per quanto riguarda il tema fiscale

Il Fondo monetario internazionale ha studiato una serie di indicazioni per cercare di affrontare, nel lungo periodo, questa crisi economica. La ricetta è racchiusa dentro la parola Ideas

 

Ideas. Un acronimo per affrontare la crisi economica mondiale. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha studiato una serie di indicazioni per cercare di fronteggiare nel lungo periodo gli effetti negativi dell’emergenza sanitaria sull’economia mondiale. La soluzione sarebbe dunque raccolta all’interno di Ideas (I come investimenti per la crescita, D come misure discrezionali, E – A -S come migliorare gli stabilizzatori automatici).

E dunque secondo l’Fmi gli stati dovrebbero in primis tornare ad investire in infrastrutture, nel sistema sanitario, nei trasporti, nelle piattaforme per telecomunicazioni digitali, nella ricerca e nelle istruzioni. Gli investimenti globale, stima il Fmi, dovrebbero ammontare a circa 20 mila miliardi di dollari.

Ma gli questi non sono tutto. Secondo l’Fmi i vari governi dovrebbero anche prendere delle misure forti per quanto riguarda il tema fiscale. E dunque pensare a tagli temporanei dell’Iva o cercare di agevolare determinate categorie di contribuenti (famiglie a basso reddito).

Altro elemento sono gli stabilizzatori automatici. Si parla dunque di tutti quei meccanismi che i governi possono gestire per ridurre l’impatto dei cambiamenti economici. E questi sono fondamentali sia sul versante delle imposte sia su quello della spesa pubblica, per cercare di ridurre gli impatti economici causati dal Covid-19. L’Fmi sottolinea l’importanza di questi strumenti dato che secondo diversi studi gli stabilizzatori automatici possono assorbire fino ad 1/3 degli shock di reddito e il 40% di quelli relativi alla disoccupazione nelle economie più avanzate.

E dunque su quali strumenti si dovrebbe puntare? Secondo il Fondo monetario internazionale le misure di aiuto al reddito e della domanda aggregata sono due aspetti da potenziare e su cui allocare le risorse.

Il report del Fmi sottolinea anche altri aspetti fiscali. Un sistema fiscale progressivo, dove i redditi più alti hanno percentuali maggiori di tasse da pagare, potrebbe stabilizzare l’economia. E questo perché “i lavoratori pagano imposte più basse durante una recessione e così i loro consumi e investimenti e, quindi, la domanda aggregata, fluttuano meno”. L’imposta in questo caso da scegliere sarebbe quella sul reddito, perché si sono (da sempre) dimostrate più efficaci in termini di stabilizzazione.  Diversi studi hanno infatti dimostrato come le imposte sul reddito possono automaticamente stabilizzare tra il 20 e il 50% gli shock del reddito.

Lato imprese invece, durante i periodi di recessione l’introduzione di bonus sugli ammortamenti ha permesso di tirare un sospiro di sollievo, dato che gli hanno permesso di dedurre una parte de nuovi investimenti dai profitti sottoposti a tassazione.

Giorgia Pacione Di Bello
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