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Con Biden, Usa vicini a una riforma fiscale hard?

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

16 Novembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • La riforma fiscale di Biden verte su tre temi principali

  • Gli obiettivi sono: aumentare le tasse di successioni e donazione e diminuire le franchigie

Nel caso in cui i democratici conquistassero il Senato, con la vittoria in Georgia, Biden potrà mettere in piedi la sua riforma fiscale che ha come obiettivo aumentare le tasse ai più ricchi

Riforma fiscale hard sulle successioni in arrivo negli Usa. I miliardari americani si stanno preparando al peggio nel caso in cui anche il senato cada nelle mani dei democratici. E dunque tutti gli occhi sono puntati sulla Georgia.

Questo perché il risultato dello stato americano avrebbe delle serie ripercussioni sui progetti fiscali che Biden sta portando avanti. Il neo eletto presidente ha infatti condotto la campagna elettorale portando avanti la sua idea di riforma fiscale. Vorrebbe aumentare le tasse per le famiglie ad alto reddito. Ma non solo, ha in mente di rivedere anche il modo in cui si trasferisce la ricchezza alle generazioni future. Come? Aumentando le tasse di successione e abbassando le attuali franchigie.

C’è da dire che i più cauti, già durante la campagna elettorale, avevano iniziato a pensare a un piano B nel caso in cui avesse vinto il democratico. Il primo passo, la vittoria della Casa Bianca, è stato raggiunto, adesso manca l’ottenimento della maggioranza al senato. E si può ottenere vincendo in Georgia. Restano infatti ancora 2 seggi nello stato, che saranno decisi nei ballottaggi del 5 gennaio. Fino a quella data, dunque, non si saprà con certezza chi avrà la maggioranza al Senato. Per i repubblicani sarebbe sufficiente vincere uno dei due ballottaggi dato che la soglia è posta a 51 seggi su 100. Al contrario, i democratici devono vincerli entrambi e arrivare a 50 seggi e avere la maggioranza. In caso di parità 50-50 il vicepresidente degli Stati Uniti (Kamala Harris) ha diritto di voto. Se invece dovessero perdere allora Biden dovrà trattare con il leader repubblicano, Mitch McConnell, o comunque con i volti del Gop più moderati per ottenere il via libera alle leggi e alle nomine più importanti. Ma non solo se non avrà la maggioranza allora anche la riforma fiscale hard non potrà essere messa in piedi. Fino a gennaio, dunque, i miliardari americani possono tirare un sospiro di sollievo e iniziare a pensare a come mettere al sicuro la propria ricchezza (magari programmando un passaggio generazionale anticipato).

Riforma fiscale

La riforma fiscale di Biden verte su tre temi principali:

  • Ridurre la franchigia esentasse nelle successioni e donazioni. Si andrebbe a 3,5 milioni di dollari in caso di morte e di un milione nel caso sia una donazione in vita. Attualmente un individuo può trasferite fino a 11,58 milioni di dollari senza essere soggetto ad imposte.
  • Aumentare l’imposta di successione e donazioni dal 40 al 45%
  • Abolire lo step-up che consente agli eredi di ricevere i beni valutati il giorno della morte. Questo tendenzialmente va ad abbattere le tasse, soprattutto nel caso delle proprietà.

Questi punti hanno allarmato le famiglie benestanti che hanno iniziato a prendere appuntamento con i propri avvocati e consulenti patrimoniali. Molti professionisti hanno consigliato ai propri clienti di usare le norme fiscali ad oggi presenti per mettere in salvo i loro soldi (le franchigie esistenti). Alcuni sono dunque disposti a spostare parte dei loro patrimoni in trust o a dar vita ad una donazione. Altri ancora stanno valutando la situazione e capendo cosa sia meglio fare. Da ricordare che la franchigia sulle imposte di donazioni e successioni scadrà a fine 2025, insieme ad una serie di disposizioni fiscali presenti nel Tax cut and Jobs act. Questo significa che le grandi famiglie stavano già iniziando a pensare ad una transazione, prima della data di scadenza, ma la vittoria di Biden ha accelerato i tempi. Molti miliardari sono però cauti perché si ricordano i tempi passati e i vari annunci fiscali non concretizzatesi. Molti di questi hanno portato a donazioni, rivelatesi successivamente inutili.

 

Giorgia Pacione Di Bello
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