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Attività finanziarie estere e accertamenti fiscali: ecco le regole

Attività finanziarie estere e accertamenti fiscali: ecco le regole

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

09 Novembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’Amministrazione fiscale, grazie alle analisi dei dati ricevuti da parte delle Amministrazioni fiscali estere nell’ambito dello scambio automatico di informazioni

  • Riesce a identificare i contribuenti con possibili anomalie dichiarative per l’anno d’imposta 2017

Se si è ricevuta la segnalazione da parte del fisco in merito ad attività finanziarie fiscalmente detenute all’estero nel 2017, si dovrà procedere alla regolarizzazione del tutto

Attività finanziarie estere da regolarizzare? Arrivano le nuove modalità. Con il provvedimento del 6 novembre, l’Agenzia delle entrate chiarisce in che modo sistemare la propria posizione pendente con il fisco. L’Amministrazione fiscale, a seguito dell’analisi dei dati ricevuti da parte delle Amministrazioni fiscali estere nell’ambito dello scambio automatico di informazioni secondo il Common Reporting Standard (CRS), identifica i contribuenti con possibili anomalie dichiarative per l’anno d’imposta 2017.

Questi soggetti si vedranno arrivare una comunicazione da parte dell’Agenzia delle entrate. Queste conteranno:

  • codice fiscale, cognome e nome del contribuente;
  • numero identificativo della comunicazione e anno d’imposta;
  • codice atto;
  • descrizione della tipologia di anomalia riscontrata, che può riguardare gli obblighi di monitoraggio fiscale e/o l’indicazione degli imponibili relativi ai redditi di fonte estera;
  • possibilità per il destinatario di verificare i dati di fonte estera che lo riguardano, accedendo alla sezione “l’Agenzia scrive” del proprio Cassetto fiscale (questi includono: – lo Stato estero cha ha trasmesso l’informazione; l’istituto finanziario presso cui è detenuto il conto; il numero identificativo del conto; l’ammontare del saldo del conto e la valuta in cui è espresso; gli importi dei pagamenti accreditati sul conto, a titolo di dividendi, interessi, proventi lordi o altro, nonché la relativa valuta in cui sono espressi);
  • istruzioni (contenute in un apposito allegato) circa gli adempimenti necessari per regolarizzare la propria posizione, avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso;
  • invito a fornire chiarimenti e idonea documentazione, prioritariamente tramite il canale di assistenza CIVIS, nel caso in cui il contribuente ravvisi inesattezze nelle informazioni pervenute dalle Amministrazioni estere o 3 abbia già assolto gli obblighi dichiarativi per il tramite di un intermediario residente;
  • modalità per richiedere ulteriori informazioni, contattando la Direzione Provinciale competente, prioritariamente mediante PEC, email o telefono, e, per tutta la durata dell’emergenza Coronavirus, recandosi in ufficio solo nei casi assolutamente indispensabili e dopo averne verificato, previo contatto telefonico, l’effettiva esigenza, come da indicazioni presenti sul sito internet dell’Agenzia delle entrate.

I dati e gli elementi appena detti sono resi disponibili alla Guardia di Finanza mediante condivisione tra le due unità organizzative del partner tecnologico Sogei Spa di supporto all’Agenzia delle entrate e alla Guardia di Finanza, previa autorizzazione da parte delle strutture titolari dei dati dell’Agenzia delle entrate.

I contribuenti che hanno ricevuto la comunicazione possono regolarizzare la propria posizione presentando una dichiarazione dei redditi integrativa e versando le maggiori imposte dovute, aggiungendo gli interessi, e le sanzioni in misura ridotta.

Giorgia Pacione Di Bello
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