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Ai paperoni non piace più il Regno Unito

13 Novembre 2018 · Giorgia Pacione Di Bello · 2 min

  • Hard Brexit, maggiori tasse, aumento della criminalità e delle tensioni religiose sono alcuni dei motivi che stanno spingendo sempre più paperoni a lasciare il Regno Unito

  • L’uscita dal Regno Unito dei miliardari potrà però avere ripercussioni anche sul settore del lusso. Alberghi, case di lusso e auto d’epoca potranno subire una battuta d’arresto

L’aumento delle tasse, soprattutto per gli stranieri che hanno casa nel Regno Unito sta spingendo sempre più miliardari a lasciare il Paese. E’ dal 2017 che si sta verificando questo fenomeno e non sembra volersi fermare

Il Regno Unito non piace più ai miliardari. La nuova tassa sui non-dom, le tasse sulla successione e l’aumento di tasse sulle case di proprietà degli stranieri sta spingendo sempre più paperoni nelle braccia di altre città come Sydney, Melbourne, New York, Ginevra e San Francisco. Il rapporto dell’AfrAsia Bank stima dunque come fino al 1990 siano arrivati nel Regno Unito circa 85 mila high net worth individuals (Hnwi). Nel 2017, per la prima volta, la tendenza si è invertita e il Regno Unito ha registrato il suo primo grande deflusso con circa 5.000 Hnwi in partenza e solo 1.000 in entrata.

Il deflusso di persone ad alto reddito è però importante, perché risulta essere uno degli indicatori di salute dell’economia. Se dunque un Paese continua a registrare “uscite” di paperoni significa che ci sono diversi problemi come per esempio l’aumento di criminalità, delle tensioni religiosi, scarse opportunità commerciali, tasse troppo alte, disinvestimenti ecc. Oppure, sottolinea il report, può essere anche un sintomo più profondo. Molto spesso gli individui più ricchi quando percepiscono che finanziariamente un Paese può iniziare ad avere dei problemi, lasciano la giurisdizione in questione senza pensarci troppo. “Se si guarda al collasso di grandi Paesi, nella storia”, scrive il report “è normalmente preceduto da una migrazione di persone benestranti”.

Il report ha dunque individuato quali possibili rischi il Regno Unito corre nel breve termine. Fattori che ovviamente incidono sulle decisioni dei paperoni di lasciare il regno di sua maestà Elisabetta II o di restare.

Il primo rischio è l’hard Brexit con l’Ue. In caso di non accordo con l’Unione europea il Regno Unito dovrebbe viaggiare a vista e senza accordi sul mercato. Questo significa che le società inglesi perderanno il passaporto e faranno dunque più difficoltà a commerciare all’interno dell’Ue. Per cercare di evitare questa situazione molte società stanno dunque iniziando ad acquisire società europee o ad aprire sedi all’interno dell’Ue.

Il secondo rischio sono l’aumento dei livelli di criminalità e delle tensioni religiose. Fattore che molto spesso non si prende in considerazione. Da sottolineare come però questo possa assumere una rilevanza di un certo livello quando si parla di individui benestanti con figli. Inoltre, il report sottolinea anche come l’uscita di molti paperoni potrà avere effetti negativi anche sul settore lusso. Il settore alberghiero, da sempre particolarmente redditizio per il Regno Unito, potrebbe infatti subire un calo nelle vendite se continua la fuoriuscita dei paperoni. Effetti negativi anche per il settore delle auto d’epoca, dell’arte e dei beni di lusso più in generale. E’ anche probabile che l’effetto domino colpisca anche i fondi dedicati agli Hnwi che cubano circa 2,2 trilioni di sterline nel Regno Unito.

Infine, il report sottolinea anche come sempre più ricchi londinesi si stiano spostando dalla City, verso la periferia, in città come Bray, Taplow e Marlow.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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