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Startup in rosa, meno investimenti ma più ricavi

Startup in rosa, meno investimenti ma più ricavi

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  • Le start-up al femminile generano il 10% in più di ricavi rispetto a quelle maschili.

  • Si investe meno nelle iniziative in rosa perchè non si ha la conoscenza dei prodotti e dei servizi femminili

Le startup fondate da donne ricevono meno finanziamenti, ma nonostante ciò riescono ad ottenere profitti migliori rispetto alle concorrenti maschili

Le startup fondate da donne nei primi cinque anni generano maggiori profitti rispetto a quelle fondate da uomini. A dirlo è la ricerca pubblicata del Boston consulting group: “why women- owned startups are a better bet” (perché le startup fondate da donne sono la scelta migliore).

Secondo la ricerca, dunque, a fronte di un investimento iniziale inferiore, le startup in rosa battono quelle maschili in termini di profitto. Nell’arco di cinque anni le startup al femminile generano infatti il 10% in più di ricavi rispetto a quelle maschili. Si parla di circa 730 milioni per le quote rosa e di 662 per gli uomini. Secondo l’analisi per ogni dollaro investito le donne ne ricavano 78 centesimi, mentre gli uomini 31.

Nonostante questo risultato gli investitori, in un primo momento, preferiscono investire in iniziative maschili. In media gli investimenti in startup maschili sono infatti pari a 2,1 milioni di dollari, contro i 935 mila dollari di quelle femminili.

Ma come mai si preferisce investire in iniziative maschili piuttosto che femminili?

La risposta arriva proprio dalle donne fondatrici di startup. Quando si presenta il proprio progetto le donne vengono sempre sottoposte ad esami teorici sulla materia. Gli investitori non credono infatti che una donna possa avere competenze tecniche di base. Se invece si è fondato una società con un uomo, al momento del colloquio – raccontano – tutte le domande tecniche vengono rivolte (automaticamente) all’uomo. Si dà dunque per scontato la non conoscenza femminile.

Altro aspetto che gioca a favore degli uomini sono le proiezioni. Mentre le donne sono più caute e mantengono i piedi per terra, gli uomini hanno la propensione a fare ipotesi molto più audaci. Questo alle volte fa sognare gli investitori, che pensano di investire nell’idea dell’anno.

Infine, un aspetto da considerare è la non conoscenza dei prodotti e dei servizi femminili da parte degli investitori uomini. “In generale le donne escogitano idee con le quali hanno esperienza” dichiara un investitore. “Questo è meno vero per gli uomini”. Molto spesso infatti quando le donne fondano una nuova società lo fanno perché notano una mancanza nel loro microcosmo. E le nuove iniziative riguardano quasi sempre l’infanzia o la bellezza.
Questo aspetto gioca a loro sfavore. Molte donne fondatrici hanno infatti dichiarato di aver fatto fatica a far capire agli investitori uomini il valore della loro idea.

 

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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