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Small Cap, assetti proprietari fortemente concentrati

Small Cap, assetti proprietari fortemente concentrati

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

16 Maggio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il 63% delle Small Cap dell’Mta e il 50% delle società Aim sono controllate da un azionista con una quota superiore al 50% del capitale

  • I boards delle Mta sono più numerosi e presentano un maggior numero di amministratori indipendenti (circa il 45% contro il 26% delle Aim)

  • Nel 2018 circa il 58% delle Small Cap ha diffuso volontariamente delle informazioni finanziarie periodiche aggiuntive relative ai primi nove mesi dell’anno

Presentato lo studio congiunto tra Consob e Ir Top Consulting che confronta i profili di governance e trasparenza delle Small Cap dell’Mta e le società Aim. “Bisogna innalzare la trasparenza informativa”, commenta Paolo Savona di Consob

Le Small Cap dell’Mta e le società Aim in Italia sono frequentemente controllate da un azionista con una partecipazione superiore al 50%. È quanto emerge dallo studio “Governance e trasparenza nelle società Small Cup, un confronto tra Mta e Aim”, realizzato tra i mesi di settembre 2018 e febbraio 2019 dall’Ufficio Studi Economici di Consob e l’Osservatorio Aim, centro di ricerca e analisi sulle Pmi quotate.

Secondo la ricerca, infatti, nonostante tutte le società considerate per la valutazione si distinguano per assetti proprietari particolarmente concentrati in merito alla governance interna, il 63% delle società di minori dimensioni con azioni ordinarie quotate sul Mercato telematico azionario di Borsa Italiana (Mta) e il 50% delle società negoziate sull’Alternative Investment Market (Aim) risultano controllate da un azionista con una quota superiore al 50% del capitale.

Nello specifico, gli azionisti sono rappresentati da investitori istituzionali al 21% per gli emittenti Mta e al 25% per l’Aim, e detengono una quota media pari rispettivamente al 7,8% e all’8,3% del capitale. Importante anche la presenza di investitori stranieri, in particolare per quanto riguarda l’Mta. Soltanto il 5% delle società comprese nel campione considerato, infatti, prevedono la presenza di un investitore istituzionale italiano rilevante, diversamente dalle società dell’Aim.

Se da un lato gli assetti proprietari presentano dunque delle somiglianze tra le Small Cap dell’Mta e le società Aim, lo stesso non si può dire in merito alla composizione dei consigli di amministrazione, a causa dei vincoli regolamentari e legislativi maggiormente restrittivi cui sono sottoposte le prime. Di conseguenza, i boards delle Mta sono più numerosi (circa 9 membri contro i 6 delle Aim) e presentano un maggior numero di amministratori indipendenti (circa il 45% contro il 26%). Inoltre, risulta maggiormente elevata anche la presenza femminile, che tocca il 36% contro il 22% delle società Aim. A tal proposito, la maggior parte degli investitori intervistati giudica inadeguata la rappresentanza delle donne nei Cda; inoltre, questi ultimi hanno dichiarato che le competenze di investor relations e l’esperienza nell’ambito di una società quotata rappresentano alcuni dei principali motivi che condizionano la qualità dei board.

Accanto alla governance, lo studio congiunto tra IR Top Consulting e CONSOB ha poi confrontato i profili di trasparenza delle società in esame. In particolare, emerge che nel corso del 2018 circa il 58% delle Small Cap ha diffuso volontariamente delle informazioni finanziarie periodiche aggiuntive relative ai primi nove mesi dell’anno, coinvolgendo il 35% delle società dell’MTA e il 44% degli emittenti AIM. “La quotazione impone all’Emittente un comportamento informativo delineato dalla normativa e dalle prassi di mercato che deve tener conto del fabbisogno dell’investitore e della parità informativa tra gli stakeholder – spiega Anna Lambiase, amministratore delegato di IR Top Consulting – Per gli investitori il mantenimento di un profilo di trasparenza costante sullo sviluppo del business è percepito come il fattore più rilevante per rafforzare l’investor confidence”.

A tal proposito, gli investitori appartenenti al campione valutato considerano positivamente la qualità dell’informativa contabile e straordinaria per quanto riguarda le società Star. Al contrario, quest’ultima è valutata insufficientemente sia per le Small Cap Mta che Aim.

“È necessario rafforzare la fiducia dei risparmiatori e degli investitori mediante l’innalzamento della trasparenza e della correttezza informativa, la tempestività dell’azione di vigilanza e il miglioramento del funzionamento dei mercati secondo una prospettiva di tutela degli utenti finali”, commenta il presidente della Consob, Paolo Savona.

Rita Annunziata
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