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Rating e pmi, istruzioni per l’uso

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Redazione We Wealth
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21 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • I rating attribuiti dalle agenzie specializzate sono il risultato di un’analisi prospettica dell’affidabilità creditizia delle imprese

  • “I rating emessi dalle agenzie di rating sono tipicamente più stabili e meno volatili di quelli delle banche”, spiega Fabrizio Negri

Accedere al mercato dei capitali ma anche accreditarsi nei confronti delle controparti finanziarie: sono solo alcuni dei vantaggi del rating per le piccole e medie imprese. Ecco quali sono i criteri chiave di valutazione

Le motivazioni per cui una piccola e media impresa si rivolge a un’agenzia per richiedere l’emissione di un rating su se stessa sono diverse, dall’accesso al mercato dei capitali all’accreditamento verso controparti finanziarie e commerciali. Ma non solo. Quali sono i criteri chiave di valutazione e quali i vantaggi di questa tipologia di strumento?

Secondo Fabrizio Negri, amministratore delegato di Cerved Rating Agency, i rating attribuiti dalle agenzie specializzate sono il risultato di un’analisi prospettica dell’affidabilità creditizia delle imprese. Un aspetto che li differenza dai rating bancari che, specialmente nel caso delle piccole e medie imprese, “sono per lo più influenzati dai dati andamentali”, spiega. “Il rating è un’opinione sulla capacità futura dell’impresa di adempiere completamente e puntualmente alle proprie obbligazioni finanziarie – continua Negri – Anche per questa ragione i rating emessi dalle agenzie sono tipicamente più stabili e meno volatili delle banche”.

Il rating, inoltre, non solo permette all’azienda di acquisire una disciplina finanziaria, ma anche di “innescare percorsi virtuosi di auto-diagnosi e di crescita da un punto di vista organizzativo e culturale”, spiega l’esperto. Infatti, le pmi chiedono un rating per accedere al mercato dei capitali sia con investitori tradizionali che con investitori del settore dell’alternative lending, e per accreditarsi verso controparti finanziarie e commerciali italiane ed estere, come anticipato, ma anche per una “migliore capacità di interlocuzione e di negoziazione con il più tradizionale canale bancario”, aggiunge Negri.

Dal 2014 a oggi le imprese italiane che si sono rivolte all’agenzia di rating europea che fa capo al Gruppo Cerved sono oltre 600. “Cerved Rating Agency è attiva anche nel capital market – continua Negri – i nostri rating privati sono richiesti dagli investitori istituzionali come strumento di valutazione a supporto di operazioni obbligazionarie o di direct lending”. Inoltre, negli ultimi sei anni sono stati assegnati oltre 100 rating privati per investitori istituzionali e ogni anno vengono emessi circa 30mila rating unsolicited.

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