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Post seed: primi passi verso la crescita delle start up

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Laura Magna
Laura Magna

30 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’arco temporale che va dalla fase post-seed a quelle successive varia molto a seconda dell’ecosistema di riferimento: negli Stati Uniti l’arco temporale è di 12/18 mesi e il 40% delle startup riesce ad accedere a round di investimento di Serie A

  • Alla fine del post seed inizia lo scale-up, con investimenti sul prodotto, nel marketing, per il potenziamento della struttura o l’apertura di filiali all’estero, per cui necessita di ulteriori capitali per espandersi sul mercato

“La fase cosiddetta “post-seed” è molto delicata – secondo Luigi Capello, ceo LVenture Group – considerando anche il gap sempre maggiore con i finanziamenti di Serie A, che sostengono il processo di scale-up. I round di investimento “post-seed” si aggirano tra  1 e 1,5 milioni di euro”.

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Una startup che ha sostenuto il percorso imprenditoriale di un acceleratore e ottenuto i primi investimenti di tipo seed ha perfezionato il prodotto e il modello di business con le prime validazioni di mercato. La fase successiva è sicuramente replicare il business, con una progressione di crescita negli utenti e nei clienti. Le startup in questa fase cominciano a strutturare il team e a registrare una crescita anche nei ricavi, che non sono però sufficienti a coprire le spese, per questo devono fare affidamento su nuovi investimenti VC.
La startup a questo punto è nella fase di post seed (che qualcuno fa corrispondere all’early stage, fase che invece coincide più perfettamente con il Round A). Abbiamo chiesto al ceo di LVenture Group Luigi Capello di spiegarci in cosa consiste e come si attua.