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Pmi, manuale di istruzioni in tempo di crisi

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Giovanni Maria Palladini
Giovanni Maria Palladini

31 Marzo 2020
Tempo di lettura: 5 min
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La minaccia di Chimera covid-19 e il Bellerofonte imprenditore: i cinque principi che le pmi devono fronteggiare per affrontare la situazione di emergenza sfatando i miti

Il mito dell’imprenditoreè messo a dura prova dalle sfide dell’emergenza sanitaria. Nell’antichità i miti sono stati considerati a tempi alterni modelli, simboli, alta espressione culturale ovvero superstizione, menzogna e falsità. Forma religiosa e strumento filosofico piuttosto che grossolana bugia. L’Imprenditore contemporaneo è vero, fatto di carne e ossa: è una pmi. In questo momento storico si trova ad affrontare insidie e minacce tra le più disparate. L’imprenditore contemporaneo ha mille forme: è un lavoratore autonomo, un commerciante, può avere alle sue dipendenze centinaia di persone ovvero nessuno. Non fa differenza, i principi per affrontare la situazione di emergenza sono i medesimi.

Dov’è lo stato? Quanto durerà la crisi? Come rapportarmi con clienti e fornitori? In quale modo gestire liquidità? Cosa si vede al di là della linea dell’orizzonte? Domande alle quali è impossibile rispondere ora. All’interno di uno scenario che evolve e muta quotidianamente.

È opportuno orientarsi smascherando falsi miti e seguendo cinque regole auree, nella convinzione che quando sarà il momento di ripartire saremo pronti a tramutare ogni paura in successo. In questa situazione l’imprenditore, qualunque forma abbia, deve necessariamente assumere decisioni che conducano l’organizzazione della sua attività attraverso la tempesta perfetta che stiamo vivendo, mantenendo salda la barra e il riferimento del Nord sulla bussola.

 

Primo mito: ma lo Stato c’è[1]. Primo principio: mai perdere il buon senso.

Vediamo alla tv i medici, sentiamo fuori dalla finestra le ambulanze, non vediamo lo Stato (ancora). Nel frattempo, manteniamo il buon senso. È la prima e la più importante regola di gestione che l’imprenditore deve ricordarsi di applicare. L’imprenditore che non applica il buon senso nelle gestione della propria attività ha vita breve. In assenza di condizioni certe e scarsa visibilità, il buon senso permette di assumere decisioni lungimiranti, ridurre il rischio di perdite e permettere di avere una seconda chance. Se gli imprenditori non avessero adottato decisioni con buon senso, non avrebbero superato indenni non solo gli ultimi giorni, ma anche gli ultimi anni.

I provvedimenti normativi ad oggi non si percepiscono ancora, sembrano disomogenei e quasi totalmente inoperativi, con continui cambi di rotta, ordini governativi, contro-ordini di enti e sub-enti burocratici, smentite e ri-ordini governativi per concludere con dubbi e perplessità ministeriali. Cosa fare? Applicare il buon senso chiarisce ogni dubbio.

La tua attività non è nell’elenco dei codici Ateco e un tuo cliente ti intima a rimanere aperto perché ti considera un fornitore strategico? Valuta, con buon senso, se sei nella condizione di poterlo fornire oppure no, se sia “strategico” oppure no (vedi dopo il quarto principio).

Voi richiedere i 600 euro perché ne hai diritto? Valuta con buon senso se ne hai proprio bisogno. Le risorse a disposizione dello Stato sono scarse, ed ogni singolo Euro che verrà pagato nelle prossime settimane per gestire la crisi è un Euro tolto alle pensioni delle generazioni che attualmente hanno da 45 anni di età in su, e allo stesso tempo è la conferma che un altro millennial non percepirà la pensione. I soldi pubblici che il Governo sta mettendo a disposizione sono da destinare alle fasce più deboli. Imprenditore, applica il buon senso e domandati in sincerità d’animo se ne hai bisogno.

 

Secondo mito: finito il virus la crisi economica durerà poco[2]. Secondo principio: rispettare i fornitori, i dipendenti e i clienti.

La crisi economica durerà poco. È una previsione valida come può essere valida la previsione che l’estate di quest’anno sarà quella più calda di sempre (Nostradamus non è nato in questo secolo né in quello precedente, tantomeno Cassandra ndr).

Siamo tutti sulla stessa barca, e tutti noi stiamo attraversando la tempesta assieme. L’Imprenditore deve mantenere saldi e sereni i rapporti con le figure chiave della sua azienda, anche qualora la crisi duri a lungo.

I fornitori devono essere rispettati per il lavoro già fatto, ma senza compromettere l’equilibrio finanziario della società. Occorre pertanto buonsenso (toh guarda) da parte di tutti nel gestire i pagamenti. L’emergenza non può e non deve essere una scusa per non pagare quanto dovuto. Allo stesso tempo occorre comprensione se qualcuno ritarda ad adempiere alle proprie obbligazioni o le adempie parzialmente. La comprensione reciproca, la solidarietà e lo spirito di sacrificio deve essere quotidianamente dimostrato da tutti i principali portatori di interesse dell’azienda. Il primo a doverlo dimostrare è l’Imprenditore stesso.

I dipendenti devono responsabilizzarsi, sapendo che l’emergenza sanitaria potrebbe essere niente rispetto a quella economica. L’imprenditore deve però porre in essere le azioni che permettano di mantenere la serenità dei propri collaboratori.

La cassa integrazione non deve essere vista come una sconfitta, né tanto meno una panacea di tutti i mali. L’Imprenditore deve comprenderne il meccanismo di funzionamento e quindi capire in che modo e/o sotto quali forme questo ammortizzatore sociale possa essere utilizzato aiutando allo stesso tempo il dipendente e l’azienda. Ad oggi la cassa integrazione non è la medicina a tutti i mali causati dallo stop dell’attività produttiva.

I clienti restano sacri. L’Imprenditore deve aiutare come può i propri clienti, a condizione che l’aiuto richiesto dal cliente non determini un rischio per la propria organizzazione, per i dipendenti, per l’azienda nel suo complesso. Vige il principio adottato in ambito internazionale per il soccorso: “L’assistenza a nave o ad aeromobile […] è obbligatoria, in quanto possibile senza grave rischio della nave soccorritrice, del suo equipaggio e dei suoi passeggeri […].”[3]

 

Terzo mito: tutte le scadenze bancarie sono rinviate al 30 settembre 2020[4]. Terzo principio. Gestire la liquidità (senza bloccarla).

Sebbene il Decreto Cura Italia stabilisca il rinvio di tutte le scadenze bancarie (affidamenti, piani di rimborso, contratti a scadenza e a revoca, leasing) al 30 settembre 2020, ogni istituto di credito sta liberamente interpretando come applicare la Legge (siamo in presenza di ampie licenze poetiche, al di là dei proclami).

Non sappiamo quanto durerà la situazione attuale. Le risorse finanziarie non sono infinite e devono essere utilizzate secondo i primi due principi qui enunciati. In questo momento l’Imprenditore deve immaginare uno scenario dove sia il “sistema di finanziamento pubblico”, da un lato, che il “sistema di finanziamento privato” dato dal sistema bancario, dall’altro lato, siano in potenziale stallo. I provvedimenti normativi emanati dal Governo sono rallentati dalla complessità del nostro sistema amministrativo. Fatta 100 l’iniziativa del Governo, per effetto della burocrazia (pubblica e privata) l’effetto nel modo reale è forse 20. L’Imprenditore deve pensare a come gestire la propria attività in ipotesi di un’assenza di sostegno.

Il danaro è un mezzo, non è un fine. Permettere la circolazione del danaro permette di mantenere in movimento i cicli produttivi. Per danaro in uscita destinato per remunerare un fattore produttivo, l’acquisto di un bene o servizio, ci sarà danaro in ingresso che remunera il proprio lavoro e la propria produzione. La liquidità deve essere destinata ai fattori produttivi strategici e agli investimenti (anche relazionali, intangibili). In questo momento destinare la liquidità per consumi non primari è un azzardo.

 

Quarto mito: obiettivo è America aperta a Pasqua[5].  Quarto principio: mantenere la fiducia.

Trump promette che l’America riaprirà a Pasqua. È un ottimo auspicio, ma probabilmente si andrà più lunghi. Occorre mantenere la fiducia e l’Imprenditore deve cercare quanto più possibile di trasferire a se stesso e agli altri questo principio, senza distaccarsi dalla realtà dei fatti. “Stare a casa” non vuol dire “stare fermi”. L’Imprenditore deve concentrarsi su quelle attività che meritano attenzione, sfruttando al massimo i fattori produttivi a sua disposizione. Non è detto che l’attività debba essere obbligatoriamente sospesa. Occorre sfruttare questo momento dove tutto rallenta per fare quello che non si riesce mai a fare per mancanza di tempo (serve davvero la cassa integrazione?).

 

Quinto mito: la serie A ripartirà a maggio (o a giugno), il titolo sarà assegnato sul campo. Quinto principio: leggere la realtà giorno per giorno applicando il principio di azione-reazione.

Impossibile fare previsioni con date certe ed intraprendere azioni speculando sul futuro. Occorre identificare degli obiettivi di medio termine ma vivere alla giornata il percorso che conduce ad essi.

Terza legge della dinamica: ad ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria. L’imprenditore deve prendere in considerazione che gli scenari dinnanzi a lui possano essere soggetti a cambiamenti ancor più repentini rispetto a prima di covid-19. Occorre aumentare la propria capacità di previsione e credere nelle proprie intuizioni. Ad ogni azione una reazione, l’imprenditore deve pertanto abituarsi a ipotizzare molteplici possibili scenari, esercitando le proprie capacità di immaginazione, definendo strategie flessibili e adottando una sana tattica quotidiana. Ebbe sì, quotidiana: ci siamo abituati a provvedimenti notturni che cambiano lo scenario di riferimento un giorno con l’altro.

 

Nella mitologia greca il Bellerofonte, guerriero al cavallo di Pegaso, uccise Chimera, un mostro mistico sputafuoco, mezzo felino e mezzo rapace, scagliando la propria lancia di piombo nella bocca del mostro. Il calore del fuoco sciolse il piombo della lancia e Chimera soffocò.

Imprenditore, che la tua attività, qualunque essa sia, possa trarre giovamento dai principi di cui sopra. Comprendi cosa sia mito e cosa sia realtà. Utilizza tutte le armi a tua disposizione, il buon senso, la fiducia, i rapporti relazionali, la capacità di previsione e di gestione. Anche tu come Bellerofonte riuscirai a sconfiggere Chimera.

 

[1] Cit. Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

[2]“Coronavirus, Goldman Sachs: Pil Italia -11,6% nel 2020. La ripresa molto significativa ci sarà entro il 2021, quando il Pil crescerà del 7,8%”. RaiNews24 del 24/03/2020.

[3] Art. 489 Obbligo di assistenza. Codice della Navigazione R.D. 30 maggio 1942 n. 327 e SMI.

[4] Art. 56 del Dpcm “Cura Italia”.

[5] Cit. Presidente degli Stati uniti d’America, Donald Trump. (AdnKronos del 24/03/2020)

Giovanni Maria Palladini
Giovanni Maria Palladini
Partner dello studio Palladini, dottore commercialista e revisore legale fornisce consulenza in ambito fiscale con specializzazione in gestione strategica delle pmi, nei processi di internazionalizzazione, M&A e nella gestione patrimoniale di imprenditori e privati. Dal 2016 è membro del board della Camera di Commercio italiana in Finlandia. In precedenza ha lavorato presso Morri Cornelli e Associati e ha ricoperto il ruolo di professore a contratto presso l’università Bocconi nel dipartimento di accounting.
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.

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