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La parità di genere paga, anche in termini di rendimento

La parità di genere paga, anche in termini di rendimento

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Francesca Conti
Francesca Conti

27 Agosto 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo il report di Morgan Stanley le società più attive nella parità di genere sono state più performanti “del 2,8% annuo negli ultimi otto anni”

  • Gli autori dello studio spiegano che “le azioni delle società che rispettano la diversità di genere tendono ad avere maggiori dimensioni, rendimenti più elevati e a essere inclinate verso un beta inferiore”

  • Gli analisti hanno preso in considerazione 1.875 società quotate all’interno dell’indice Msci World da gennaio 2010 a maggio 2019

Donne e Borsa? Un binomio vincente. Lo dimostra uno studio di Morgan Stanley, secondo cui le società quotate che rispettano la diversità di genere performano meglio sugli azionari delle loro omologhe meno impegnate nella diversità

Le società quotate che rispettano la diversità di genere vanno meglio in Borsa rispetto ai competitor. Non è uno slogan femminista della finanza, ma il principale risultato di uno studio di Morgan Stanley. Secondo il report Employing Diversity Pays Off, a livello globale “le società che hanno adottato un approccio olistico nei confronti della parità di genere hanno superato i loro omologhi meno impegnati” nella diversità “del 2,8% annuo negli ultimi otto anni”.

Puntare su una maggiore parità di genere quindi paga, anche in termini di rendimento. Ma non solo: “Le azioni delle società che rispettano la diversità di genere tendono ad avere maggiori dimensioni, rendimenti più elevati e a essere inclinate verso un beta inferiore”, quindi un minor livello di dipendenza dal rischio di mercato, scrivono gli autori dello studio di Morgan Stanley. La diversità di genere all’interno delle società è sempre più diffusa e i cda sono più diversificati, spiega la società, anche se non in modo uniforme a livello globale.

L'analisi regionale di Morgan Stanley sulla diversità di genere
L'analisi regionale di Morgan Stanley sui rendimenti correlati al rispetto della diversità di genere

Lo studio di Morgan Stanley è dedicato alle società che sono entrate nel nuovo indicatore Hers. Acronimo di Holistic Equal Representation Score, l’indice individua le società migliori (o peggiori) in tema di parità di genere. L’indicatore si basa su quattro parametri utili a classificare le società in base a un livello più o meno accentuato di rispetto della diversità, ovvero la percentuale di donne che sono:
1- membri del consiglio di amministrazione
2- executive
3- manager
4- dipendenti

Gli analisti hanno preso in considerazione 1.875 società quotate all’interno dell’indice Msci World da gennaio 2010 a maggio 2019, valutando per ciascuna quante donne ricoprono i quattro ruoli sovracitati. Lo studio ha mostrato che le azioni delle società con un più alto punteggio Hers hanno sovraperformato negli ultimi otto anni rispetto alle omologhe in posizioni più basse in classifica.

Avere un punteggio Hers più alto, inoltre, garantisce un impatto positivo sui rendimenti long-short, anche includendo specifici fattori settoriali e regionali. I risultati dello studio variano infatti in base alle aree geografiche. A livello di redditività (Roe) il risultato è infatti diverso a seconda che si tratti di Asia, Europa o Stati Uniti. Nel dettaglio, “le società nordamericane con un elevato ranking Hers tendono ad avere Roe più elevati, mentre le società europee e asiatiche tendono ad avere Roe inferiori”.

Francesca Conti
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