PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Ottenere finanziamenti? Per le donne è un’impresa

Ottenere finanziamenti? Per le donne è un’impresa

Salva
Salva
Condividi
Rita Annunziata
Rita Annunziata

25 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • Il 35% delle donne imprenditrici subisce pregiudizi di genere durante le fasi di raccolta del capitale

  • Nel Regno Unito e negli Stati Uniti si evidenziano i livelli più elevati di disparità di genere

  • Per il 73% delle donne bisognerebbe predisporre panel di investitori misti

Nelle fasi di raccolta di capitale, le donne continuano a subire episodi discriminativi. La metà degli investment pitch presentati da imprenditrici non ottiene finanziamenti e, in caso contrario, i fondi ottenuti sono inferiori del 5% rispetto a quelli erogati agli uomini. Lo rivela un report globale di Hsbc

Raccogliere capitali per le donne è un’impresa ardua: a livello globale, la metà degli investment pitch presentati non ottiene i finanziamenti desiderati. Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, lo scenario disegnato dal report She’s the Business commissionato da Hsbc mostra un’immagine in negativo per le imprenditrici di tutto il mondo.  Secondo 1.200 intervistati provenienti da Europa, Asia, Stati Uniti e Medio Oriente, il 35% delle donne che fanno impresa è costretto a subire pregiudizi di genere specialmente nella fase di ricerca di investimenti per le proprie attività.

Il processo di pitching (la presentazione dei progetti innovativi per la valutazione dell’investimento) rappresenterebbe di fatto il momento più critico. Dalla situazione familiare alla credibilità in quanto imprenditrici, le donne vivono in quei frangenti il pregiudizio nella sua forma più esplicita. Tra l’altro, non a caso, circa il 61% dichiara di aver dovuto affrontare panel di valutazione con una netta predominanza di investitori uomini.

Usa, più discriminazione ma anche più finanziamenti

La situazione sembra inasprirsi ancor di più se si fa riferimento al mercato anglosassone e a quello statunitense: rispettivamente il 54% e il 46% delle donne dichiara di vivere episodi di disuguaglianza di genere, contrariamente alla Cina continentale dove la percentuale scende al 17%. Ciononostante, se le imprenditrici di Hong Kong (68%) e Singapore (59%) hanno la minore probabilità di ottenere capitali, gli investment pitch delle statunitensi (65%) e delle francesi (62%) godono di più elevate possibilità di successo.

“Si può e si deve fare di più per sostenere le donne nell’imprenditoria – commenta Anna  Tavano, head of global banking di Hsbc Italia – vogliamo aiutare le donne a far crescere le loro imprese attraverso la raccolta di fondi, la creazione di network e opportunità di mentorship”.

Secondo la ricerca, inoltre, le donne che fanno impresa – qualora riescano a ottenere finanziamenti – ricevono il 5% di capitali in meno rispetto agli uomini, specialmente negli Stati Uniti (8%), in Francia (7%) e nel Regno Unito (6%). E la discriminazione di genere non sembra essere solo un’ipotesi esterna: il 58% delle imprenditrici stesse teme che i pregiudizi legati alla propria sessualità possano compromettere il processo di investimento, accanto al business plan (58%) e alla mancanza di supporto (41%).

Cosa fare?

Per le donne intervistate non tutto è perduto, anzi. Una via di fuga esiste, ma dovrebbe coinvolgere in primis gli stessi uomini, in un processo continuo di revisione delle proprie scelte di investimento. Inoltre, il 46% ritiene necessaria la costituzione di panel di investitori misti, chiedendo anche più trasparenza sui processi d’investimento nel loro complesso.

Rita Annunziata
Rita Annunziata
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Imprese e startup Donne Hsbc