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Minibond da record nel 2019

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

25 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nel 2019 sono state registrate 207 emissioni per una raccolta di 1,18 miliardi di euro

  • Cala la raccolta delle Pmi, passata da 379 a 344 milioni di euro

  • “Per il 2020 aspettative ottimistiche, ma va stimolata la domanda di capitale da parte delle imprese per supportare nuovi investimenti in innovazione, tecnologia e sostenibilità”, commenta Giancarlo Giudici

L’industria dei minibond registra nel 2019 dati record in termini di emissioni, società emittenti e flusso di raccolta. Aspettative ottimistiche anche per il 2020. Lo rivela il sesto report italiano sui minibond dell’ominimo Osservatorio della School of Management del Polimi

In crescita le società emittenti, il numero di emissioni ma anche il flusso di raccolta: i minibond nel 2019 tagliano nuovi traguardi, confermandosi come una fonte di finanziamento alternativa e complementare al credito bancario. A puntare il faro sull’industria è il sesto report sui minibond dell’omonimo Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano, che ha portato alla luce 536 imprese italiane (di cui 314 piccole e medie imprese) che negli ultimi sette anni hanno collocato tale tipologia di strumenti finanziari.

A contribuire ai numeri da record nel 2019, in particolare, sono state 183 emittenti, di cui 129 hanno collocato per la prima volta minibond proprio lo scorso anno (contro le 101 “debuttanti” del 2018). In linea con l’anno precedente, il 69,4% sono società per azioni, il 28,4% società a responsabilità limitata e il 2,2% società cooperative.La Lombardia domina in termini di emittenti, raccogliendo il 22,4% del totale nazionale con 41 società. In totale, dal 2012 nel territorio lombardo sono stata localizzate 135 imprese emittenti, seguito dal Veneto con 89 imprese e dal Trentino-Alto Adige con 59 imprese.

Un minibond per finanziare la crescita interna

In riferimento al totale delle emittenti, il 44,3% appartiene al settore manifatturiero e il 29,5% prima del collocamento fatturava meno di 10 milioni di euro. Ma quali sono le motivazioni principali che spingono a collocare un minibond? Per il 62,1% delle aziende l’obiettivo è il finanziamento della crescita interna (vale a dire per sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo, in nuovi prodotti o l’apertura in nuovi mercati), accompagnate dal 12,7% che punta a ristrutturare le passività finanziarie. Se si considera in particolare il segmento delle Pmi, la crescita interna continua a fare da traino. “Le piccole e medie imprese ricorrono più frequentemente ai minibond per finanziare il fabbisogno di breve termine, il che ci fa immaginare che abbiano più difficoltà ad ottenere credito dalle banche commerciali, mentre le grandi imprese mostrano una maggiore propensione verso le acquisizioni esterne”, si legge nel report.

I dati sulle emissioni

Dal mese di novembre 2012, l’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano ha evidenziato 801 emissioni di minibond, per un valore nominale superiore ai 5,5 miliardi di euro (1,97 miliardi per le Pmi). Nel 2019, in particolare, sono state rilevate207 emissioni per 1,18 miliardi di euro di raccolta, in crescita rispettivamente del 24,7% e del 21,1%. Cala invece la raccolta relativa alle Pmi, passata da 379 milioni di euro del 2018 a 344 milioni nel 2019. Inoltre, meno della metà del totale dei minibond (47%) è stata quotata su un mercato borsistico, una percentuale che nel 2019 è scesa ulteriormente al 32%.

Giancarlo Giudici: per il 2020 aspettative ottimistiche

“Per il 2020 le nostre aspettative sul mercato dei minibond sono ottimistiche – commenta Giancarlo Giudici, responsabile dell’Osservatorio minibond della School of Management del Politecnico di Milano – e stimiamo un ulteriore aumento delle emissioni e del flusso di raccolta. Crediamo però che, a fronte di tante iniziative dal punto di vista dell’offerta di capitale, sia importante stimolarne la domanda da parte delle imprese per supportare nuovi, imprescindibili investimenti in innovazione, tecnologia e sostenibilità”.

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