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M&A Italia in caduta libera: mai così in basso dal 2014

M&A Italia in caduta libera: mai così in basso dal 2014

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

15 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Anche il valore medio dei deal è diminuito, attestandosi sui 151 milioni di euro. La cifra più bassa dal 2014 a questa parte

  • Il dato peggiore comunque arriva dall’attrattività internazionale del nostro paese. Il 2019 ha visto un autentico crollo (-70,2%) nell’afflusso di capitale estero rispetto al 2018

  • L’Italia però si difende e attacca nel tech

L’anno appena conclusosi lascia dietro di sé un dato allarmante: le operazioni di M&A in Italia sono in costante contrazione dal 2014, con un tonfo del 36,4% nel 2019. Il dato peggiora drasticamente se si guarda agli investitori esteri. Ma una luce in fondo arriva dal private equity

Il valore delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A) in Italia è stato nel 2019 pari a 35 miliardi di euro. Si tratta di un dato che rappresenta una forte contrazione rispetto al 2018: -36,4%.

Nel 2018 infatti il valore delle operazioni di trasformazione societaria era stato pari a 55 miliardi di euro, con 32 deal (accordi) in più. Anche il valore medio dei deal è diminuito, attestandosi sui 151 milioni di euro. E’ la cifra più bassa dal 2014 a questa parte, quando il valore degli asset oggetto di fusione o acquisizione ammontava a 136 milioni.

Il dato peggiore comunque arriva dall’attrattività internazionale del nostro paese. Il 2019 ha visto un autentico crollo (-70,2%) rispetto al 2018. Di tanto infatti è diminuito il valore delle operazioni di M&A in Italia, attestandosi a 12,2 miliardi di euro contro i 41,1 miliardi dell’anno precedente. Bisogna tornare al 2009 per riscontrare un tonfo simile. In quell’anno, il Paese fu in grado di attrarre solo 3,2 miliardi di euro.

Se si guarda al contesto relativo europeo però, la situazione del nostro paese è migliorata. Se nel 2014 la quota italica sul valore totale europeo era del 4,4%, nel 2019 è stata del 5,2%.

Italia: M&A ko, ma private equity ok, a ben guardare

Buone notizie invece sul fronte private equity. Le operazioni di buyout sono state 121, numero che eguaglia il record del 2008. Nonostante il numero elevato delle operazioni però, il loro valore in termini di euro è diminuito, dimezzandosi rispetto ai 16,7 miliardi di euro del 2008. Il dato va però guardato alla luce di un elemento strutturale. Il mercato intermedio è sempre più saturato, e gli investitori cercano nuovi spazi, muovendosi verso imprese più piccole. Anche Progressio sgr, leader italiano del settore private equity (93 milioni di euro in operazioni nel 2019), secondo quando riporta Mergermarket, sta mirando a realtà con maggiore potenziale di crescita.

Le scelte degli investitori

Cosa ama chi investe nel mondo del private equity? Innanzitutto, il settore del consumo al dettaglio, spinto dal made in Italy di alta qualità. L’operazione record del 2019 è stata quella che ha visto protagonista Conad – Consorzio Nazionale Dettaglianti con l’acquisto di Auchan per un miliardo di euro.

Teresa Scarale
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