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M&A, battuta d’arresto in Italia nel I trimestre

M&A, battuta d’arresto in Italia nel I trimestre

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Francesca Conti
Francesca Conti

16 Aprile 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il dato del primo trimestre è il più basso dal quarto trimestre del 2011, quando 80 operazioni di M&A avevano catalizzato 3,3 miliardi di euro

  • Per Mohamed Rais, research analyst di Mergermarket, in Italia “un’economia domestica stagnante e una maggiore incertezza macroeconomica” hanno portato a una “conseguente riduzione degli scambi complessivi”

  • L’operazione più significativa fino a oggi in Italia è stata l’acquisizione da parte di Colonial First State Global Asset Management del 48,2% di Olt Offshore Lnh Toscana per 400 milioni di euro

Secondo gli ultimi dati di Mergermarket, nel primo trimestre del 2019 le operazioni di M&A in Italia hanno segnato una battuta d’arresto: le operazioni nazionali di fusione o acquisizione hanno toccato quota 109, con un valore di 3,638 miliardi

Battuta d’arresto per le operazioni di M&A in Italia nel primo trimestre del 2019. Secondo gli ultimi dati di Mergermarket nei primi tre mesi dell’anno le operazioni nazionali di fusione o acquisizione hanno toccato quota 109, con un valore di 3,638 miliardi di euro. Si tratta dal dato trimestrale più basso dal quarto trimestre del 2011, quando 80 operazioni di M&A avevano catalizzato 3,3 miliardi di euro e rappresenta meno della metà del valore rilevato nel primo trimestre del 2018 (9 miliardi di euro, 135 operazioni).

“Il primo trimestre del 2019 ha visto un netto calo delle attività di fusione e acquisizione italiane”, commenta Mohamed Rais, research analyst di Mergermarket. “Un’economia domestica stagnante e una maggiore incertezza macroeconomica hanno portato alla mancanza di operazioni al di sopra dei 500 milioni di euro, con una conseguente riduzione degli scambi complessivi”, ha aggiunto Rais.

L’operazione più significativa fino a oggi, spiega il report di Mergermarket, è stata l’acquisizione da parte di Colonial First State Global Asset Management con sede in Australia di una partecipazione del 48,2% in Olt Offshore Lnh Toscana per 400 milioni di euro. Per quanto riguarda le operazioni realizzate all’interno dei confini nazionali, hanno raggiuntoquota 1,7 miliardi di euro (39 mergers and acquisitions), segnando un calo del 79,8% rispetto al quarto trimestre del 2018 (8,5 miliardi di euro, 63 operazioni). Di conseguenza, per la prima volta dall’ultimo trimestre del 2017 il numero di fusioni e acquisizioni domestiche (1,9 miliardi di euro, 70 operazioni) ha superato quello degli investimenti esteri (5,1 miliardi e 91 operazioni nell’ultimo quarto del 2017).

Il calo anche le acquisizioni domestiche del private equity, con 1,103 miliardi di euro erogati nel corso del primo trimestre del 2019 mediante 24 operazioni, rispetto agli 1,5 miliardi (31 operazioni) del trimestre precedente. Le operazioni di exit, invece, non hanno raggiunto il miliardo di euro per il secondo trimestre successivo. Un trend che segue una serie di 12 trimestri consecutivi in cui invece è stata superata questa soglia.

Ilsettore dei servizi finanziari italiani, sottolinea Mergermarket, ha subito un periodo di consolidamento all’inizio dell’anno, mettendo a segno sette operazioni di M&A per un totale di 637 milioni di euro. Un trend, evidenzia la società, correlato ai continui sforzi che il settore ha dovuto affrontare in seguito alla crisi finanziaria. Le acquisizioni di Bper del bersagliato Banco di Sardegna per 249 milioni di euro e Unipol Banca per 220 milioni di euro mettono in luce gli sforzi di consolidamento in un mercato nazionale frammentato. Nel frattempo Unicredit, secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe in pole con Deutsche Bank per la possibile acquisizione di Commerzbank.

A marzo il governo italiano ha appoggiato formalmente – primo tra i Paesi del G7 – laBelt & Road Initiative della Cina. “Si prevede che l’approvazione aumenti l’attività di fusione e acquisizione cinese in Italia”, continua Mergermarket, ricordando che dal 2014, le società cinesi hanno versato un totale di 14,3 miliardi di euro in 59 operazioni, tra cui investimenti in Pirelli e Cdp Reti. Il commercio di energia, attività minerarie e servizi di pubblica utilità ha registrato flussi notevoli di attività in entrata e in uscita finora quest’anno. L’Italia ha anche ricevuto 622 milioni di euro per società impegnate nello spazio.

Francesca Conti
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