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Lombardia tra le regioni europee più innovative

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

12 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nel 2019 la Lombardia ha registrato un aumento del 6,2% del numero di richieste di brevetti

  • Il settore della comunicazione digitale traina le richieste a livello globale, mentre domina in Italia il settore dei trasporti

  • Complessivamente nel 2019 sono state inoltrate all’European patent office oltre 181mila richieste di brevetti

Di fronte al susseguirsi delle preoccupazioni legate all’emergenza sanitaria, potrebbe esserci una possibilità di ripartenza per le imprese lombarde: secondo l’European patent office, la Lombardia è la dodicesima regione più innovativa d’Europa. E i dati lo dimostrano

In un contesto caratterizzato da incertezze e preoccupazioni trainate da quella che ormai è stata definita dal direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus come una pandemia, le imprese lombarde potrebbero avere una buona base da cui ripartire nel prossimo futuro. Secondo i dati dell’European patent office (Epo), l’istituzione dedicata al rafforzamento della cooperazione sui brevetti nel territorio europeo, la Lombardia ha registrato un aumento del 6,2% del numero di richieste di certificazioni, confermandosi come la dodicesima regione più innovativa d’Europa.

Un dato che, di fatto, trova una sua conferma anche nel territorio italiano. Seguita dall’Emilia Romagna e dal Veneto, che guadagnano rispettivamente il 16,7% e il 12,9% del totale delle richieste di brevetti nel Belpaese, la Lombardia ottiene la vetta del podio con un numero di domande in aumento dal 31,9% del 2018 al 33,5% nel 2019. Insieme, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto raccolgono il 60% di tutte le richieste pervenute all’Epo, anche se la crescita regionale più significativa anno su anno è stata registrata dalla Calabria (+53,8%) e dalla Sicilia (+37,5%).

Milano prima in Italia per richieste di brevetti

Spostando la lente d’ingrandimento sulle singole città italiane, le domande di brevetti presentate all’Epo dalla capitale della moda rappresentano il 21,1% del totale, seguita da Torino (6,9%), Bologna (6,8%) e Roma (4,5%).

C’è da sottolineare che l’andamento positivo sembrerebbe in realtà coinvolgere l’intero Paese: rispetto al 2018 l’Epo ha infatti registrato un aumento delle domande di brevetti delle società e degli inventori italiani dell’1,2%, con un totale di richieste pari a 4.456. Un trend consolidatosi negli ultimi cinque anni: rispetto al 2014 la crescita registrata è pari al 22%.

“Le richieste di brevetti provenienti dall’Italia mostrano una tendenza chiara e stabile al rialzo – commenta António Campinos, presidente dell’Epo – a dimostrazione che le società italiane continuano a riconoscere l’importanza degli investimenti in Ricerca e sviluppo ai fini dell’innovazione”.

I numeri nel mondo

Numeri da record anche nel contesto globale. Secondo l’European Patent Office, le richieste di brevetti hanno superato la cifra di 181mila, in aumento del 4% rispetto al 2018. Di queste, gli Stati Uniti raccolgono il 25%, seguiti dalla Germania con il 15%, dal Giappone con il 12%  e della Cina con il 7%.

La comunicazione digitale traina le richieste

Ma quali sono i settori che trainano le domande di brevetti all’Epo? Per la prima volta in dieci anni, la comunicazione digitale primeggia su tutti, registrando una crescita del 19,6% rispetto al 2018. In questo contesto, Cina, Stati Uniti ed Europa rappresenterebbero nel complesso circa un terzo del totale delle domande pervenute. Al secondo posto, invece, il settore della computer technology, guidato in particolar modo dall’Intelligenza artificiale. Tornando al contesto italiano, il settore dei trasporti (in particolare l’automotive) continuerebbe a spingere le richieste per il secondo anno consecutivo, nonostante un calo del 4,8% rispetto al 2018. In tale ambito, infatti, l’Italia si posiziona come il terzo paese europeo per numero di richieste di brevetti, dopo la Germania e la Francia.

Rita Annunziata
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