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Italia, un polo attrattivo per gli investitori americani

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Maddalena Liccione
Maddalena Liccione

10 Novembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’emergenza sanitaria ha imposto nuovi modelli comportamentali che potrebbero rappresentare un’opportunità di crescita e di investimenti strategici nel prossimo futuro

  • È fondamentale promuovere l’eccellenza italiana nel mondo

  • I dettagli del White paper del gruppo di lavoro M&A di AmCham Italy sul mercato delle fusioni e acquisizioni fra Italia e Usa

Settori impattanti come comunicazione, media & technology, fintech, servizi It, insieme a comparti d’eccellenza come l’industria alimentare (che si è dimostrata particolarmente resiliente nel primo semestre 2020), potrebbero sfruttare le opportunità offerte dagli investimenti transfrontalieri

“È fondamentale promuovere l’eccellenza italiana nel mondo. Nonostante l’emergenza pandemica, infatti, il mercato italiano rimane ancora molto attrattivo per gli investitori americani”. Questo quanto emerge dal White paper del gruppo di lavoro M&A di AmCham Italy sul mercato delle fusioni e acquisizioni fra Italia e Usa, un documento che offre una attenta analisi del mercato delle fusioni ed acquisizioni transatlantiche secondo una prospettiva economico-finanziaria, legale e strategica con l’obbiettivo di fornire una overview e soprattutto il sentiment degli investitori statunitensi sul Sistema Italia, anche alla luce del nuovo contesto creatosi nei mercati globali a causa dell’emergenza covid-19.

“Dalla ricerca emerge chiaramente come la promozione dell’eccellenza italiana nel mondo sia fondamentale. Il dialogo ininterrotto tra i nostri Soci ha permesso di individuare alcune macro-linee d’azione utili ad aumentare l’operatività reciproca tra due economie fortemente interconnesse come quella italiana e quella americana. Per potenziare ulteriormente questa crescita è necessario sviluppare una visione chiara, volta da un lato ad accogliere un numero sempre maggiore di investitori americani in Italia e dall’altro a favorire e sostenere maggiormente le nostre aziende nell’acquisizione di asset strategici negli Stati Uniti”, commenta Simone Crolla, consigliere delegato di AmCham Italy. In Italia, le piccole dimensioni delle imprese hanno spesso impatti significativi sulla competitività, anche in termini di minori investimenti in ricerca e sviluppo e capacità di internazionalizzazione oltre che di attrattiva per manager più preparati. Per questo i fondi di private equity sono particolarmente interessati al mercato italiano, dove le aziende, nonostante la mancanza di grandi gruppi in grado di fare da poli aggreganti, offrono ancora un alto grado di eccellenza e innovazione.

I motivi che rendono l’Italia attrattiva

La competitività di uno Stato è definita dalla capacità produttiva delle sue aziende e dalla capacità di attrarre capitali privati e attuare politiche a sostegno della loro internazionalizzazione per competere nel panorama globale. Le aziende che intraprendono strategie di M&A crescono maggiormente in termini di profitti e ricavi rispetto a quelle che optano per altre strategie di espansione. Dato il contesto completamente globale in cui operano, l’attività di M&A, se adeguatamente sviluppata, rappresenta un acceleratore del percorso di crescita delle aziende, le quali possono, attraverso questa strategia, entrare nel mercato, ampliare o acquisire competenze tecnologiche, know-how, distribuzione e la logistica.

Secondo l’outlook di AmCham, nonostante il mercato italiano sia stato seriamente colpito dalla pandemia, ci sono buoni motivi che lo rendono ancora molto attrattivo per gli investitori americani. L’emergenza sanitaria ha causato sì una contrazione delle operazioni, ma ha imposto nuovi modelli comportamentali che potrebbero rappresentare una opportunità di crescita e di investimenti strategici nel prossimo futuro. In particolare, settori impattanti come comunicazione, media & technology, fintech, servizi It, insieme a comparti d’eccellenza come l’industria alimentare, dimostratasi particolarmente resiliente nel primo semestre 2020, potrebbero sfruttare le opportunità offerte da investimenti transfrontalieri.

Le operazioni Italia/Usa negli ultimi cinque anni

L’andamento delle operazioni Italia/Usa negli ultimi cinque anni (2015-2019) si è mantenuto stabile, rappresentando una quota significativa del totale delle transazioni. La maggioranza delle operazioni riguarda investimenti statunitensi in Italia che nel solo 2019 hanno rappresentato circa il 67% del totale. Si tratta in particolare di acquisizioni di maggioranza effettuate da buyer strategici o finanziari e con una forte focalizzazione sui settori di eccellenza del Paese: industriale (30% degli accordi totali), Tmt (27%) e consumer (20%). Nello stesso anno anche le operazioni Italiane negli Stati Uniti sono state tutte di maggioranza, tra queste spicca in particolare l’acquisizione da parte del gruppo Ferrero dei biscotti e degli snack di Kellogg company. Anche in questo caso i settori più interessanti sono stati quello industriale e quello consumer (50% degli accordi totali).  Per entrambi i Paesi l’obiettivo è favorire le operazioni “minoranza” per aumentare il flusso di investimenti e promuovere la costruzione di partnership.

Italia, un polo attrattivo per gli investitori americani

I dati emersi dalla ricerca sono stati inseriti nel White Paper realizzato dal gruppo di lavoro AmCham che sarà presentato a istituzioni e policy makers italiani affinché possano prendere atto delle dinamiche fondamentali nel mercato dell’M&A in Italia e adottare tutte le misure necessarie a migliorare l’attrattività del nostro Paese per gli investitori d’Oltreoceano.

Maddalena Liccione
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