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Italia forte su marchi e brevetti

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Redazione We Wealth
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13 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • I 4.400 brevetti depositati da imprese, fondazioni, enti pubblici e inventori italiani rappresentano il 2,5% delle 174mila domande pervenute

  • A trainare saldamente la classifica sono gli Stati Uniti che, nel 2018, hanno depositato oltre 43mila domande

Secondo un recente studio dell’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale, l’Italia guadagna in Europa la medaglia d’argento per quanto riguarda i marchi. Sul fronte dei brevetti, l’Italia si posiziona invece al 10° posto della classifica internazionale delle invenzioni depositate all’Epo

Italia medaglia d’argento in Europa per quanto riguarda i marchi. E quarta a livello mondiale.  A dimostrarlo è un recente studio dell’Ufficio europeo dei brevetti (Epo) e dell’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale (Euipo), dal quale emerge anche che sul fronte dei brevetti, l’Italia si posiziona al 10° posto della classifica internazionale delle invenzioni depositate all’Epo. Secondo lo studio, malgrado un buon recupero rispetto al 2016 (+5,4%), i 4.400 brevetti depositati da imprese, fondazioni, enti pubblici e inventori italiani rappresentano il 2,5% delle 174mila domande pervenute. A trainare saldamente la classifica sono gli Stati Uniti che, nel 2018, hanno depositato oltre 43mila domande (un quarto di tutte quelle pervenute). Alle spalle degli Usa, la Germania, con quasi 27mila domande (il 15,3% del totale), quindi il Giappone (oltre 22mila domande, pari al 13% del totale).

Il far crescere la cultura dell’innovazione e la tutela della proprietà intellettuale risulta dunque essere fondamentale per consentire al sistema produttivo di essere competitivo sui mercati internazionali. A questo scopo il Ministero dello Sviluppo Economico ha varato specifiche misure e incentivi, presentati dal Viceministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni, insieme con Carlo Sangalli,presidente di Unioncamere e della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Misure sulle quali le Camere di commercio, attraverso Unioncamere, sono impegnate dal 2009, in collaborazione con l’Ufficio italiano brevetti e marchi, al fianco delle imprese: oltre 56 milioni di euro le risorse del Ministero dello Sviluppo Economico che, negli anni scorsi, hanno consentito a quasi 4mila imprese di effettuare la registrazione di oltre quattro mila marchi all’estero, la valorizzazione di 643 disegni e modelli e il riconoscimento di 44 marchi storici.

 

“Le Camere di commercio sono da tempo impegnate nella tutela e promozione della proprietà intellettuale”, ha sottolineato Carlo Sangalli, presidente di Unioncamere e della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. “Negli ultimi 10 anni il sistema camerale ha gestito oltre  56 milioni di euro di agevolazioni messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico grazie alle quali sono state supportate quasi 4mila imprese”. Secondo Sangalli “brevetti, marchi e disegni sono asset immateriali che costituiscono per le aziende un fattore determinante per un vantaggio competitivo di lungo termine, con effetti importanti sulle economie territoriali. In Italia un posto di lavoro su tre, cioè quasi sette milioni di posti di lavoro, si trova nelle aziende che fanno un uso intensivo di marchi e brevetti. Queste aziende contribuiscono da sole al 46,9% del nostro Pil”.

Se si sposta il focus a livello nazionale, Milano è la prima provincia per il deposito di brevetti, marchi e disegni seguita da Torino, Roma e Firenze. Milano rappresenta da sola il 25% dei posititi nazionali e l’81% dei depositi regionali di brevetto.

I marchi, brevetti e disegni e il loro relativo deposito portano con se anche dei problemi o delle dispute a livello legale. Le risoluzione del contratto di licenza e distribuzione del marchio e del know-how, diritto di esclusiva, violazione del diritto d’autore, confondibilità dei marchi, tutela del design, coesistenza di marchi sono alcune delle materie del contendere, gestite con i servizi di arbitrato e mediazione dalla Camera Arbitrale di Milano, società in-house della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi.  Gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie in queste materie sono ad oggi ancora poco conosciuti e quindi poco diffusi, ma quando vengono utilizzati dagli avvocati e dalle parti i risultati sono positivi.

In cinque anni (2014-2018) sono 25 i casi di mediazione in materia di proprietà intellettuale (l’accordo è avvenuto nel 42% dei casi; tempo minimo dell’accordo 24 ore in un caso di diritto di privativa per lo sfruttamento di un’immagine, tempo massimo un anno per coesistenza di marchi). 952 mila euro è il valore medio delle controversie in mediazione.

Sono 22 i casi di arbitrato in materia di proprietà intellettuale, nel 40% dei casi si è trattato di un arbitrato internazionale(con almeno una delle parti straniera), 1 arbitrato su 4 in lingua inglese.

Proprietà intellettuale e arbitrato e mediazione hanno un forte legame, come si vede anche dalle relazioni che intercorrono tra Camera Arbitrale di Milano con gli organismi europei e internazionali in materia di tutela di marchi e brevetti. Camera Arbitrale ha un proprio rappresentante nello Stakeholders advisory board di Euipo (l’ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale, incaricato di gestire i marchi dell’Unione europea e i disegni e modelli comunitari registrati).

Il prossimo 23 gennaio si tiene in Camera di commercio la prima ConferenzaCamera Arbitrale di Milano e il Centro Arbitrato e Mediazione dell’Wipo (organizzazione mondiale su IP). Affronteranno il tema della protezione dei diritti di proprietà intellettuale in un mercato globalizzato, in particolare per i titolari di proprietà intellettuale italiani ed europei che muovono i primi passi verso l’internazionalizzazione.

 

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