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Innovation manager: un incentivo per il cambiamento

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Aldo Bisioli
Aldo Bisioli

23 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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Il decreto attuativo emesso dal Mise (in ottemperanza alla Legge di Bilancio 2019) incentiva l’approdo ai mercati finanziari e dei capitali, nonché l’assunzione, da parte di micro imprese e Pmi italiane di “innovation manager”. Tutti i dettagli su questa figura

Finalmente operativi gli incentivi in materia di processi di trasformazione tecnologica e digitale e di processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa. È stato infatti emanato il decreto attuativo, da parte del Mise (in ottemperanza alla Legge di Bilancio 2019) che, oltre a tali processi, incentiva l’approdo ai mercati finanziari e dei capitali, nonché l’assunzione, da parte di micro imprese e Pmi italiane, di “innovation manager” qualificati, indipendenti e inseriti temporaneamente, con un contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi, nella struttura organizzativa dell’impresa.

In particolare, l’innovation manager,da selezionare in un elenco istituto dal Mise, deve possedere competenze tecnologiche, oltre a una expertise in ambito di mondo digitale e di innovazione, ed essere in grado di indirizzare le imprese nella realizzazione di specifici processi di digitalizzazione. Tutto ciò, non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto manageriale, attraverso l’applicazione di una o più delle tecnologie, cosiddette abilitanti, previste dal Piano nazionale impresa 4.0. (quali ad esempio, big data e analisi dei dati; Iot, ovvero internet delle cose e delle macchine; integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali etc.)

Le competenze specialistiche dell’innovation manager possono inoltre essere impiegate nei processi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non, alla partecipazione al programma Elitedi Borsa italiana, all’apertura del capitale di rischio a investitori indipendenti specializzati nel private equity o nel venture capital, nonché all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale, quali, ad esempio, l’equity crowdfunding, l’invoice financing, e l’emissione di minibond.

L’innovation manager rappresenta quindi una figura decisiva in azienda per ottenere gli incentivi previsti dalla Legge di Bilancio 2019. Questi ultimi sono concessi in forma di voucher e sono variabili in funzione della tipologia di beneficiario. Il beneficio è a fondo perduto e varia da un minimo del 30% a un massimo del 50% dei costi di consulenza specializzata (il costo dell’innovation manager nel limite massimo, rispettivamente, di 25 o 40 mila euro), sostenuti da medie imprese o micro e piccole imprese.

Tra le spese ammissibili non rilevano peraltro quelle relative alle ordinarie attività amministrative, aziendali o commerciali quali, ad esempio, i servizi di consulenza in materia fiscale, contabile, legale. Il beneficio – valevole solo per il 2019 e 2020 – è infine soggetto a una positiva domanda di ammissione, da presentare sempre al Mise (i relativi dettagli sono di prossima emanazione).

Il segnale appare chiaro: la digitalizzazione dell’economia non può rimanere confinata nel mondo delle grandi imprese, ma deve attraversare l’intero tessuto economico italiano; da questo punto di vista appare peraltro imprescindibile lo sviluppo di una rete telematica all’avanguardia, in grado di connettere anche le realtà più attive del paese, seppur geograficamente svantaggiate.

Aldo Bisioli
Aldo Bisioli
Laureato in Economia aziendale con il massimo dei voti presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, dal 1997 svolge l’attività presso lo studio Biscozzi Nobili, in qualità di socio dal 2003. È iscritto all’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano dal 1992. Revisore contabile dal 1999, ora Revisore Legale. Specializzato in fiscalità d’impresa.
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