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Imprese verso la ripartenza, una marcia in più per chi esporta

Imprese verso la ripartenza, una marcia in più per chi esporta

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

30 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo le rilevazioni del Mise, la Germania è il principale paese destinatario delle esportazioni italiane

  • La prima ad aver posto un freno alle misure di lockdown è stata la Cina, che raccoglie il 2,7% del totale delle esportazioni del Belpaese

  • Occhio alla Svezia dove, secondo un’analisi di Goldman Sachs Global Investment Research, i casi confermati di contagio da covid-19 rappresentano lo 0,2% del totale della popolazione

Mentre a livello globale si inizia a pianificare o a implementare l’allentamento delle misure di lockdown, alcune imprese italiane potrebbero trarre vantaggio dalla mappa globale della ripartenza post-covid. Buone notizie per chi esporta in Germania, Cina, Svezia e Corea del Sud

Mentre i contagi da covid-19 iniziano a mitigarsi, diversi paesi nel mondo pianificano la ripartenza. E c’è chi, in realtà, è già ripartito da tempo. Una notizia positiva per le imprese italiane con un business estero, che potrebbero ottenere un vantaggio dalla mappa globale delle riaperture. Secondo le elaborazioni dell’osservatorio economico del ministero dello Sviluppo economico sui dati Fmi-Dots, l’Italia è l’ottavo paese al mondo per esportazioni e importazioni, con un valore dell’export superiore ai 237 milioni solo verso l’Europa.

In prima linea verso la ripartenza si posizionano le imprese con un business in Germania che, secondo le rilevazioni del Mise, rappresenta il principale paese destinatario delle esportazioni del Belpaese, con un valore dell’export tra i mesi di gennaio e settembre 2019 pari a 44.052 milioni di euro, ben il 12,5% del totale. Secondo un’analisi di Goldman Sachs Global Investment Research sui piani di riapertura economica, le piccole imprese tedesche hanno iniziato a illuminarsi a partire dal 20 aprile, anche se restano chiusi bar, caffè, ristoranti, cinema e sale da concerto. “A differenza di altri paesi in Europa, la Germania non ha mai chiuso le fabbriche, anche se alcune hanno adottato una chiusura volontaria”, spiegano gli analisti.

Ma la prima ad aver posto un freno alle misure di lockdown è stata la Cina, dove la maggior parte delle imprese hanno riscaldato i motori a partire dall’8 aprile, anche se restano chiuse alcune aziende del settore dei servizi. Ricordiamo, però, che sebbene la Cina sia il primo paese al mondo per importazioni ed esportazioni, è nona tra le principali destinazioni delle esportazioni italiane, come rilevano le elaborazioni dell’osservatorio economico del Mise. Infatti, tra i mesi di gennaio e settembre 2019, il valore dell’export italiano verso la terra del Dragone ha toccato i 9.429 milioni di euro, rappresentando di fatto il 2,7% del totale delle esportazioni del Belpaese.

Segue la Svezia dove “il governo ha imposto il divieto alle riunioni con oltre 50 persone”, spiegano gli analisti di Goldman Sachs, ma non è stata imposta alcuna “chiusura formale di uffici, bar, ristoranti e negozi”, e i casi confermati di contagio da covid-19 rappresentano lo 0,2% del totale della popolazione. La Svezia, in particolare, è 18esima nella classifica dei paesi destinatari dei prodotti italiani, raccogliendo l’1,1% del totale delle esportazioni per un valore al mese di settembre 2019 superiore ai 3.600 milioni di euro.

Potrebbero risultare favorite anche le imprese italiane con un business in Corea del Sud dove, nonostante un indice di severità delle misure di lockdown di 44 punti e casi confermati di covid-19 pari allo 0,2% della popolazione, “molte attività non essenziali sono aperte”, si legge nel report di Goldman Sachs, anche se le misure di distanziamento sociale sono state estese fino al sei maggio. In particolare, al mese di settembre 2019, la Corea del Sud si posizionava al 20° posto per destinazione delle esportazioni italiane.

Quanto alla Francia, che raccoglie il 10,5% del totale dei prodotti esportati dalle imprese italiane guadagnando così il secondo posto della classifica del Mise, per la ripartenza bisognerà attendere la prima metà del mese di maggio. “L’attuale piano prevede una riapertura molto graduale di fabbriche e negozi dopo l’11 maggio – spiegano gli analisti di Goldman Sachs – caffè, ristoranti, bar, cinema e teatri rimarranno chiusi per poi riaprire verso la fine del mese di maggio o l’inizio di giugno”.

Occhio anche al Messico, 29° paese per esportazioni di prodotti italiani, dove tutte le attività non essenziali sono sospese fino al 30 aprile. Segue la Spagna, 6° paese nella classifica del Mise, dove l’allentamento del lockdown dovrebbe iniziare il quattro maggio per alcuni piccoli negozi, mentre bar e ristoranti dovranno attendere l’11 maggio.

Per gli Stati Uniti, infine, dove i casi confermati al 27 aprile avevano raggiunto lo 0,3% della popolazione, la maggior parte degli Stati “hanno esteso le misure di blocco fino a maggio o non hanno ancora fissato una scadenza per la riapertura”, continuano gli analisti di Goldman Sachs. In alcuni Stati, però, tra cui Georgia, Colorado, Alaska e Oklahoma, le imprese hanno iniziato ad alzare le serrande: una buona notizia per le imprese italiane esportatrici verso i paesi a stelle e strisce, se si considera che gli Usa si posizionano al terzo posto nella classifica dei principali destinatari dei prodotti italiani, con un valore dell’export tra i mesi di gennaio e settembre 2019 pari a 33.174 milioni di euro.

Rita Annunziata
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