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Imprese migliori sul fronte delle informazioni non finanziarie

Imprese migliori sul fronte delle informazioni non finanziarie

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Francesca Conti
Francesca Conti

21 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Le società che integrano obiettivi legati ai temi non finanziari nel proprio piano industriale sono il 65% del campione di Deloitte e Bocconi

  • È ancora poco diffuso l’inserimento di obiettivi di sostenibilità all’interno di modelli incentivanti, che nel 2018 viene effettuato solo dal 13% delle società analizzate

  • Per il 2018 è possibile riscontrare una forte correlazione tra un’adeguata governance di sostenibilità e l’integrazione delle tematiche di sostenibilità nel modello di business

In materia di informazioni non finanziarie, le imprese italiane sono migliorate. A stabilirlo sono i dati dell’ultima survey di Deloitte e Sda Bocconi

L’approccio delle società italiane alla rendicontazione delle informazioni non finanziarie è più maturo, anche se non omogeneo. È quanto emerge dalla seconda edizione dell’Osservatorio sulla rendicontazione non finanziaria, realizzato da Deloitte in collaborazione con Sda Bocconi.

Oltre a coinvolgere un panel di 197 società italiane, per la prima volta lo studio ha incluso la comparazione fra un campione di società italiane appartenenti all’indice Ftse Mib con un campione di società francesi e spagnole a maggiore capitalizzazione, appartenenti rispettivamente agli indici borsistici Euronext Cac 40 eIbex 35.

Lo studio di Deloitte e della Bocconi rileva un “sensibile” aumento delle società italiane che coinvolgono attivamente i propri stakeholder per recepirne aspettative e necessità. Nel 2018 sono il 45%, contro il 22% registrato nel 2017.

È invece “significativo”, ma ancora circoscritto, il numero di società che definisce obiettivi di medio e lungo termine in relazione ai temi non finanziari (il 26% nel 2018, rispetto al 19% del 2017). Tra queste, è però significativa – pari al 65% – la percentuale di quelle che integrano tali obiettivi nel proprio piano industriale (contro il 53% nel 2017).

Ancora poco diffuso invece l’inserimento di obiettivi di sostenibilità all’interno di modelli incentivanti(Mbo), che nel 2018 viene effettuato solo dal 13% delle società analizzate.

Nel complesso, il coinvolgimento dei consigli di amministrazione sulle tematiche non finanziarie a livello italiano ha ancora ampi margini di miglioramento, mentre risulta in lieve aumento la presenza di comitati sia interni che esterni ai cda che supervisionano le tematiche di sostenibilità.

Anche per il 2018 è possibile riscontrare una forte correlazione tra un’adeguata governance di sostenibilità e l’integrazione delle tematiche di sostenibilità nel modello di business. Il cambiamento climatico, riconosciuto dalle società interrogate come rilevante ma verso cui mancano ancora azioni concrete e strutturate.

Alla fine del 2018 erano infatti solo 7 le società che supportavano la Task Force on Climate-related Financial Disclosures (Tcfd) e ancora meno quelle che avevano definito science-based targets in tale ambito (2% delle società). Stante la crescente rilevanza che il climate change sta assumendo nell’opinione pubblica, si auspica una significativa crescita di tali dati nel breve termine.

Il confronto con Spagna e Francia

Dal raffronto tra le società a maggiore capitalizzazione italiane, spagnole e francesi, emerge una maggior attitudine da parte del campione italiano (66%) a prediligere un documento di rendicontazione distinto e mediamente più ampio.

Relativamente alla realizzazione di attività di stakeholder engagement finalizzate alla mappatura delle loro aspettative ed esigenze, i trend nei tre paesi sono piuttosto allineati (realizzazione di attività da parte di circa il 60% delle società).

La definizione di piani di sostenibilità riguarda invece il 77% delle società in Spagna, il 74% in Francia e il 66% in Italia, ma in Italia gli obiettivi di sostenibilità sono molto più integrati nel Piano Industriale.

Guardando alla diversità, lo scenario europeo analizzato è molto simile: se infatti in Francia e Spagna è maggiore la presenza di politiche sul tema, non ne deriva comunque una maggior presenza femminile nei cda e in generale in posizioni di rilievo.

Il presidio delle tematiche legate al cambiamento climatico risulta più forte all’estero rispetto a quanto avviene in Italia: a conferma di tale impegno, sono molto più numerose le società estere che declinano il loro impegno a favore della mitigazione del cambiamento climatico attraverso la definizione di science-based targets (30% delle società spagnole e 59% delle francesi, a fronte del 10% delle italiane).

Francesca Conti
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