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Imprenditori: i passi da fare per mettersi in proprio

Imprenditori: i passi da fare per mettersi in proprio

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Giovanni Sebastiano Cozza
Giovanni Sebastiano Cozza

22 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 5 min
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Imprenditori si nasce o si diventa? Per chi non l’ha mai fatto, passare da una struttura organizzata aziendale al lavoro autonomo rappresenta un cambio di identità professionale a 360 gradi. Quali sono le mosse da compiere?

Dimmi la verità. Quante volte, negli ultimi anni, ti è capitato di pensare all’opportunità di diventare imprenditore? Sono sicuro che avrai pensato soprattutto alla tua autonomia, indipendenza, libertà da vincoli, autorità e schemi aziendali, al desiderio di applicare la tua visione e il tuo modello di gestione del lavoro e soprattutto alla volontà di lavorare nei tempi a te più consoni. Questa è stata la probabile rappresentazione del tuo desiderio. Ma è proprio così che succede quando si diventa imprenditore?

Diamo prima un’occhiata ai numeri del contesto socio-economico italiano per vedere come si muovono i lavoratori italiani. Nel nostro paese i lavoratori autonomi sono circa 5 milioni (fonte Eunews 2019). L’Italia ha il primato in Europa. Se guardiamo poi al numero delle imprese italiane (fonte Istat 2019) scopriamo che le pmi in Italia sono poco più di 148,5 mila. Questi dati fotografano sia luci che ombre della situazione italiana, ma evidenziano una forte propensione al lavoro in proprio e allo sviluppo di nuove imprese.

Mettersi in proprio può essere la soluzione perfetta per la tua vita professionale a qualunque età:

  • quando termini gli studi e vuoi provare a creare una start up col tuo gruppo di studio o di amici;
  • quando hai acquisito alcuni anni di esperienza commerciale sul campo e hai conquistato la fiducia di una base clienti da mettere a frutto;
  • quando hai maturato una larga esperienza nel management aziendale e ti senti pronto a nuove sfide;
  • quando sei stato “silurato”, anziché cercare un nuovo impiego

Tieni presente che passare dalla struttura organizzata aziendale al lavoro autonomo è un cambio di identità professionale a 360 gradi. Un triplo salto carpiato. Non sei più il ruolo che eri, ora hai in mano carte del tutto diverse. Desidero anche dirti che un cambio di identità professionale non è per tutti. Le prime domande che devi farti se stai pensando di metterti in proprio sono queste:

  • Sono pronto ad affrontare l’incertezza?
  • Sono consapevole che lavorerò più di prima?
  • Sarò in grado di darmi una disciplina nelle attività di lavoro autonomo se le svolgerò a casa?
  • Mi posso permettere di non avere uno stipendio mensile e le garanzie contrattuali del lavoro dipendente?

Desiderare un lavoro stabile in azienda è un desiderio più che legittimo e sostenuto da ottime motivazioni. Mettersi in proprio richiede convinzione, volontà e autostima, resilienza e visione sul futuro, capacità di riconoscere le competenze che hai e anche quelle che non hai e che ti serviranno in futuro, creando un team di persone che ti possa supportare. Mettersi in proprio richiede la forza di affrontare rischi, ostacoli, crisi indipendenti da te e una concorrenza col coltello tra i denti.  Ti offre, d’altro canto, la grandissima motivazione di portare avanti un progetto personale in cui credi fortemente.

Se oggi senti già questo sacro fuoco di libertà e indipendenza, se sei pieno di idee e di soluzioni da proporre e non dormi la notte, allora è ora di cominciare il tuo nuovo percorso. Metti in conto fin da ora che commetterai alcuni errori di valutazione o che sarai portato a sopravvalutare alcune tue competenze o relazioni professionali. Lo facciamo tutti. Guarda al tuo progetto con rigore, perché tutti tendiamo a innamorarci della nostra idea di business e , come tutti gli innamorati, a volte, non notiamo i difetti. Pensa a come puoi risolvere realmente i problemi degli altri col tuo prodotto o col tuo servizio e comincia a raccontare al mondo la tua storia scrivendola su una pagina. Prepara un business plan della tua attività. Se non lo hai mai fatto chiedi aiuto a un consulente per definire:

  • Il tuo mercato di riferimento;
  • la concorrenza nel settore dove vuoi entrare;
  • il tuo modello di business;
  • la struttura di ricavi e di costi del tuo modello;
  • lo staff che ti serve;
  • gli investimenti che farai e il loro ritorno nel tempo.

I conti tornano? Se la riposta è sì, puoi confermare che la tua idea non solo è buona ma anche fattibile. Se la riposta è no, scegli un’altra idea oppure rivaluta la possibilità di un lavoro dipendente.

Ma quali sono i primi passi da compiere per diventare imprenditori?

1 – Scegli un professionista di fiducia per valutare gli aspetti giuridici e fiscali del business che ti proponi di lanciare. Ti aiuterà a capire:

  • la forma societaria più adatta al tuo progetto e le ricadute fiscali,
  • le scritture contabili necessarie a questa formula,
  • le relazioni da avviare con le banche,
  • le eventuali formule di finanziamento riservate alla tua fascia di età o alla tua area geografica.

2 – Struttura un piano marketing per il biennio successivo. Fai delle valutazioni su:

  • che tipo di clienti vuoi raggiungere,
  • quanti clienti vuoi raggiungere,
  • i servizi o i prodotti che offrirai,
  • le formule di prezzo che proporrai secondo il tuo modello di business,
  • i canali di comunicazione su cui ti vuoi proporre,
  • gli investimenti che ti servono per comunicare su questi canali.

3 – Individua la strategia di comunicazione che ti serve per sostenere questo impianto:

  • un’immagine coordinata che ti faccia riconoscere,
  • un piano di comunicazione definito nei dettagli sia di immagini che di storytelling, come si dice oggi.

Bene, se questi sono, in sintesi, gli elementi chiave che vanno presi in considerazione e che vanno realizzati per diventare un imprenditore, c’è poi un’ultima considerazione da farei: puoi partire da solo per questo cammino?

In questo percorso, potrebbe essere utile, per te, consultare alcuni professionisti in modo da partire ben preparato sullo sviluppo del tuo nuovo progetto, qualunque esso sia:

  • una libera professione intellettuale in autonomia,
  • un’attività in franchising, per fare parte di un circuito strutturato,
  • un punto vendita indipendente,
  • un’impresa online.

Da ultimo, non scodarti una cosa: creare e mantenere buone relazioni, organizzare il tuo nuovo staff di collaboratori, accrescerà la tua motivazione e ti offrirà anche punti di vista diversi. Inoltre, di permetterà di entrare a far parte di un network di settore.

Giovanni Sebastiano Cozza
Giovanni Sebastiano Cozza
Ha costituito 15 anni fa una boutique specializzata in formazione e coaching per manager e sportivi. Ha ideato una metodologia che vince le naturali resistenze all’apprendimento di nuovi comportamenti. È anche conosciuto come il fondatore della Domandologia ®. Insegna queste materie, oltre che nelle aziende private, anche presso l’Aeronautica militare italiana.
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